Il Blog

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Pubblicato: 1 settimana ago

Musica per lui

Il sommario di ogni nostra fanzine non nasce mai a casaccio ma si adatta – anche con cambiamenti dell’ultima ora – all’agenda delle pubblicazioni e delle ricorrenze mazziniane. Ed è così che la crono-monografia sul 1966 e sull’album Mina 2 che avevamo preannunciato per il prossimo numero in coincidenza con l’uscita di un’importante emissione discografica legata al periodo Ri-Fi è stata rinviata alla fanzine successiva a causa del temporaneo stop dato all’iniziativa in questione. Pertanto, il numero 82 che vedrà la luce nel corso dell’estate avrà come argomento-clou – accanto a un grande servizio (con intervista) dedicato al Maestro Celso Valli – un evento di più stringente attualità: l’imminente mezzo secolo di vita della PDU. Continua a leggere

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Pubblicato: 3 settimane ago

Ora tocco la tua voce

“Oggi - scriveva Mina una ventina di anni fa in un suo appassionato panegirico del “caro vinile, forte e sincero” pubblicato su Musica di Repubblicanon c’è più tempo per spostare il braccio meccanico sulla quarta canzone del lato B del tuo album preferito e per rigirare tra le mani le belle e ingombranti copertine. No, ora si usano i tasti, il digitale, l’estraneo, l’asettico. Eh, sì, ora tu non fai più niente. Schiacci e basta. Ma è strano il destino del vecchio vinile: prima criticato da tutti per la sua imperfezione tecnica, ora è rimpianto, non foss’altro per la sua economicità. Il vecchio 33 giri è il luogo dove lo scorrere del tempo lascia i suoi segni indelebili: graffi di puntine, ditate sulla copertina e pieghe agli angoli quando non riesci a mettere il disco al suo posto giusto. E la possibilità che lo sguardo si allarghi su una foto che ti riempie il campo visivo. Invece le omologate scatole di plastica del cd non ti consentono neppure di individuare un particolare. E la fantasia non ha più spazio”. Ci sarà, in compenso, ampio spazio per la voce di Mina nell’ormai irrinunciabile ricorrenza del Record Store Day che si celebrerà – in Italia come nel resto del mondo – il prossimo 22 aprile: per l’occasione usciranno due nuove edizioni picture su vinile giallo e rosso del long seller Le Migliori e una ghiotta emissione a 45 giri de La canzone di Marinella comprendente la versione del brano che la Tigre incise nel 1967 nel suo secondo singolo targato PDU e quella duettata trent’anni dopo con Fabrizio De André nell’album Mi innamoravo di tutto del grande cantautore.

Nel frattempo, Mina non ci lascia certo a digiuni di sorprese: sabato 1° aprile è stato finalmente diffuso su youtube il bizzarro ma divertente video (di Gaetano Morbioli) del nuovo singolo minacelentanesco Ma che ci faccio qui e proprio ieri il sito di Sorrisi ha postato in anteprima l’inedita, bellissima “canzone di un minuto” Sacrificio d’amore che dai primi di maggio farà da sigla – griffata Cerri-Pani – alle 22 puntate dell’omonima nuova fiction in costume di Canale 5. Prosegue, invece, dai tempi dell’exploit sanremese di due mesi fa la vana attesa della promessa long version di All Night e dei pluriannunciati nuovi spot pubblicitari della Tim con la voce della Nostra: ma la pazienza, si sa, è l’indeteriorabile virtù dei mazziniani…

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Pubblicato: 4 settimane ago

Le Voci del silenzio

Ricordate il gustoso trafiletto che Vanity Fair  dedicò alla nostra Rina Gagliardi nei primi mesi del 2004? Vi rinfreschiamo la memoria: “Discussione vibrante alla buvette di Montecitorio: la senatrice Rina Gagliardi, condirettrice di Liberazione, la penna più a sinistra del giornalismo italiano, impegnata in un accesissimo capannello, prorompe in un ululato: ‘E’ un carisma che non si discute, chiaro? Cristallino, assoluto, limpido. Non c’è trippa per nessun altro’. A chi si riferisce la firma prediletta da Fausto Bertinotti? Alla nuova stella della sinistra europea, Zapatero? A Marcos? A Che Guevara? Macché: a Mina. La condirettora le ha dedicato un peana e chiude con un’affermazione: ‘Platinum Collection è l’album più bello degli ultimi dieci anni. Ha fregato tutti quanti, da Celentano a Masini…”. La stessa Rina commentò questo divertente episodio nella fanzine 61 uscita qualche mese dopo: “Quando un Suo disco mi piace molto, mi trasformo, nei fatti, in un agente prezzolato della PDU: lo propagando, lo diffondo, soprattutto lo regalo. È un meccanismo quasi irresistibile, dove si fondono mirabilmente l’amor sacro e l’amor profano, la gratuità del dono e l’atto del consumo. Così, tra Natale e Capodanno, diversi amici miei sono stati gratificati con il cofanetto napoletano Primo, Secondo e Terzo Estratto. Così, a Pasqua, altri – scelti con cura, s’intende, tra i giovani da ‘acculturare’ e i meno giovani da ‘rimotivare’ – hanno ricevuto la Platinum. Sospetto che lassù, alla PDU, basino proprio su di me le loro strategie commerciali: sono proprio quella che in politica, un’epoca fa, si chiamava agit-prop. Continua a leggere

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Pubblicato: 1 mese ago

Poi sarà per noi domani…

(Illustrazione: Gianni Ronco)

Le Migliori - clamorosamente risalito, a quattro mesi e mezzo dall’uscita, al terzo posto nella classifica FIMI di ieri – veleggia sicuro verso il traguardo tutt’altro che definitivo del sesto disco di platino. E il terzo singolo Ma che ci faccio qui nelle radio da ieri – presto anche in rotazione televisiva con un video ancora una volta griffato Gaetano Morbioli – assicurerà all’album altro vento in poppa per i mesi a venire. Insomma, questo Mina Day del 2017 cade in un periodo tra i più felici dell’ormai quasi sessantennale carriera della Nostra. La quale, ben lungi dall’adagiarsi sugli allori del presente, si appresta a regalarci per il futuro più o meno immediato nuove strepitose sorprese discografiche e non. Quanto a noi clubbaroli irriducibili, sapendo bene quanto lei sia da sempre allergica alla santificazione dei suoi compleanni, preferiamo affidare i nostri affettuosi auguri alle parole senza tempo di tre indimenticabili colonne portanti della fanzine…Continua a leggere

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Pubblicato: 1 mese ago

Non c’è due senza trash

Dal dossier Le ultime Immortali dell’ultima fanzine vi riproponiamo il capitolo dedicato alla divertente Ma che ci faccio qui di Pietro Paletti (nella foto), scelta come terzo singolo – nelle radio dal 24 marzo – estratto da Le Migliori

Immaginate che i due rustici sposini di Che t’aggia di abbiano lasciato il loro paesino dell’entroterra pugliese per trasferirsi in una grande città del Nord, diciamo Brescia. Gli ultimi diciott’anni non sono trascorsi invano: i due – non più ancorati al solo dialetto foggiano – si trovano ormai benissimo a litigare anche in lingua italiana e, se lui è rimasto il solito maschio-alfa possessivo e prevaricatore, lei si è invece emancipata e, affrancatasi dalla schiavitù dei fornelli, esce spesso la sera da sola e si è perfino iscritta ad un corso di balli latinoamericani, scatenando i palliatoni del geloso consorte che giura di non amarla più e invece l’ama “eccome!”. L’irrinunciabile – e spassosissima – canzone-sketch del secondo Minacelentano porta la firma del 36enne cantautore bresciano Pietro Paletti al quale non potevamo non chiedere di raccontarci qualcosa di sé e del suo brillante ingresso nella rosa autorale de Le Migliori:

“Circa due anni fa, poco dopo essere entrato a far parte di Sugar (la mia etichetta), proposi questa canzone – pensata per una voce sola – a Malika Ayane alla quale però non piacque. La Caselli mi disse: ‘Non preoccuparti, questo pezzo è bellissimo, vedrai che prima o poi la piazziamo’. E così è stato: un giorno Caterina mi ha chiamato dicendomi: ‘Pietro, ho fatto sentire Ma che ci faccio qui a Mina che l’ha inoltrata a Celentano… ed è piaciuta’. 
Il brano, i cui botta e risposta sono nati da un’idea della stessa Caselli, è stato quindi affidato a Celso Valli che ha trasformato da par suo quella che in origine era una rumba modernizzata in un pezzo tra reggae, tango e cha cha cha, tra i più frizzanti del disco. Sempre Caterina mi ha poi ritelefonato dicendomi di aver dato il mio numero a Mina che aveva alcune domande da farmi sul testo. E quando, poco dopo, è arrivato lo squillo della Signora Mazzini è stato un vero colpo al cuore. La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Guarda che se mi dai ancora del Lei esco dalla cornetta e ti prendo a sberle’. Superato l’imbarazzo iniziale, parlarle è stato rilassante, persino divertente, mi sembrava di conversare con un’amica. Ora, caricato da quest’esperienza, sto lavorando al mio prossimo disco che dovrebbe uscire nella prima metà del 2017: sono praticamente chiuso ogni giorno da mattina a sera nello studio La Buca Recording Club con Simone Piccinelli. Ma nel cassetto ho anche un paio di canzoni, di genere più “serio” rispetto a Ma che ci faccio qui, che mi piacerebbe proporre a Mina. E un altro ce l’avrei pronto per Tiziano Ferro, se solo riuscissi a farglielo sentire…”.

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Pubblicato: 1 mese ago

Ma che ci faccio qui… dal 24 marzo

Condividiamo il comunicato stampa che annuncia il lancio – previsto per la vigilia del compleanno di Mina, come avvenne 18 anni fa per Grande amore – del terzo estratto radiofonico da Le Migliori

Continua il viaggio del disco dei record di MINA e ADRIANO CELENTANO, ‘le migliori’, l’album più venduto del 2016, cinque volte Disco di Platino e ancora al top delle classifiche dopo oltre 4 mesi dall’uscita.

Il 24 marzo arriva in radio il nuovo singolo Ma che ci faccio qui, dopo il grande successo dei precedenti singoli Amami amami e A un passo da te.

Il brano, scritto da Pietro Paletti, è un travolgente reggae sulla gelosia dove le voci di Mina e Adriano, per la gioia di chi ascolta, cantano, recitano, si rincorrono in un’interpretazione magistrale, un vero e proprio show sull’ipotesi di un tradimento.

“Siediti accanto a me se hai il coraggio / Il coraggio… hai voglia… dai parla / E raccontami tutto su di lui / Ma quale lui… esisti solo tu / Ma che ci faccio ancora qui / Ma cosa stai dicendo, cosa dici? / Ma che ci fai tu ancora qui / Ma scusa, non ti capisco…”.

Esasperati, Mina e Adriano si fronteggiano e Mina, spazientita, reagisce con orgoglio: “Non ne posso più di sopportare questo interrogatorio … mamma mia … sono mesi che va avanti così eh … ho fatto uno sbaglio … uno!…”.

La canzone si chiude con un climax di fiati e archi e una memorabile battuta di Adriano: “Tu fai sempre così … prima vuoi fare il disco … poi dopo fai come cavolo ti pare!…”.

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Pubblicato: 2 mesi ago

Dance, darling, dance

Dalla bella intervista a Luca Josi – capo della comunicazione di Tim nonché ideatore e curatore dello spot con il ballerino Sven Otten – apparsa ieri su La Verità abbiamo estrapolato alcune ghiotte dichiarazioni riguardanti il sodalizio pubblicitario con Mina...
A proposito di super budget, com’è arrivata Mina?
«Come una cosa bella. A Sanremo ci siamo chiesti: perché le telepromozioni devono essere percepite come un prodotto minore della comunicazione? Così ci è venuta l’idea di creare uno spettacolo nello spettacolo, provando a immaginare un piccolo musical in stile bollywoodiano derivato dallo spot. Recchi e Cattaneo hanno sposato l’idea e sono stati i primi veri sponsor di questa campagna. Si è innescata una sorta d’isteria produttiva: abbiamo avuto il via libera il 15 gennaio e abbiamo iniziato a girare i filmati a Cinecittà il martedì precedente all’inizio del Festival».
E Mina?
«Ho la fortuna di averla amica. Lei ha avuto fiducia nell’idea che le ho proposto. Ed è successo quello che avete visto e ascoltato. La mia più grande preoccupazione era di realizzare qualcosa che fosse rispettoso del suo mito. Mina, che come tutte le persone di genio vive della sua curiosità imprevedibile, ancora una volta ha trovato il modo di divertirsi, stupire e reinventarsi. L’idea di cantare “Tim Tim Tim” è sua. Un guizzo mozartiano di un personaggio dal talento inesauribile».
Da quanto tempo esiste questo rapporto con Mina?
«Siamo amici, ci conosciamo da anni e, appunto, se devo immaginarmi il genio o spiegarlo, penso a lei e a pochi altri. Sono quelle intelligenze carsiche delle quali non riesci mai a capire come costruiscano i passaggi che le portano a intuizioni, a sintesi, che altri producono, faticosamente, dopo percorsi lunghi, concatenati (sempre che le producano). Il genio, invece, all’improvviso ti dà un’intuizione che con istinto animale ti spiazza. È come se fosse già in possesso di una soluzione che agli altri mancava, quello che si definisce “nascere imparato”. Mina è così, una persona imparata in tutte le situazioni, mai fuori luogo, non s’identifica con una stagione attraversandole tutte da protagonista».
C’è un episodio, una frase, una situazione che l’ha particolarmente colpita in questa amicizia?
«Le amicizie e i sentimenti privati si definiscono tali proprio perché lo restino».
Per tornare al punto dal quale abbiamo iniziato: quali sono i grandi progetti su cui sta lavorando il terzetto Tim, Josi, Mina?
«Molti, ma non le rovinerò la sorpresa». (…)

 

 

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Pubblicato: 2 mesi ago

Il genio in una stanza

A tre anni esatti dalla sua scomparsa, dobbiamo ancora saldare un debito al caro amico Gherardo Gentili. L’inedito ritratto di Christine Leroux che state per leggere era destinato alla rubrica Nougatines che per qualche numero, una decina di anni fa, il prestigioso giornalista curò per la nostra modesta fanzine. Senonché, non avendo stretta attinenza col carattere “Minotematico” della rivista, l’articolo rimase impubblicato. Ci sembra oggi giunto il momento di riparare all’imperdonabile mancanza…

di Gherardo Gentili

“Colazione da Tiffany”. È un romanzo di Truman Capote. Non ricordo se in principio o alla fine il narratore riesce ad avere qualche notizia della protagonista improvvisamente scomparsa da New York. La bella e sofisticatissima Holiday Golightly. È stata vista nel cuore dell’Africa nera, ospite di una tribù di ottentottti, sempre decisa a fare la sua vita e pronta a seguire il suo estro.
Io non sono Truman Capote, ma sull’esempio di quel ricordo, mi chiedo: Christine dove sei ora? Che fai? Sei la proprietaria di una fazenda in Sudamerica e abiti una villa in stile coloniale? Vivi a Parigi, hai un salotto frequentato dalla gente che conta, vesti solo Chanel e Givency o indossi le cose comperate nei mercatini che, grazie a te, diventano capi d’alta moda? Lavori ancora nella discografia tra Milano, Londra e New York? Hai un casale in Toscana come Sting?Continua a leggere

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Pubblicato: 2 mesi ago

Tim… ballo alla mazziniana

Davvero molto interessante questo strillo d’agenzia diffuso poche ore fa dall’Ansa: “Massimiliano Pani, figlio di Mina e anche assennato collaboratore della più straordinaria interprete della canzone italiana, racconta sul numero di Prima Comunicazione in edicola a Milano e su smartphone e tablet da domani sabato 25 febbraio, a Roma da martedì 28 e a seguire nel resto d’Italia, come e perchè sua madre abbia acconsentito senza riserve all’idea di tornare (in voce) al Festival di Sanremo con lo spot di Tim: «Mina che nutre grande affetto e considerazione nei confronti di Luca Josi, produttore televisivo e operatore culturale scelto dal presidente di Telecom Giuseppe Recchi per il ruolo di chairman office, ha capito il valore di quell’idea e ha detto di sì». Ci sarà un seguito? «Il trio Mina-Josi-Tim sta covando idee molto forti. Di più non le dico. Aspetti e vedrà».”.
Ci auguriamo però che a queste allettanti novità si affianchi presto anche qualche nuova mossa promozionale che consenta a Le Migliori di continuare la sua navigazione col vento in poppa nelle classifiche: è vero che anche nella top ten Fimi di questa settimana la coppia più bella del mondo detiene saldamente la terza posizione (potenza del passaparola del pubblico…) lasciando nelle retrovie buona parte delle emissioni sanremesi, ma ci pare ormai giunto il momento di ridare ulteriore slancio ad un album che ha tutte le carte in regola per resistere sulla cresta dell’onda almeno fino al prossimo Natale…

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato: 2 mesi ago

Ma quando vien lo sgelo…

In attesa che – tra pochi giorni – la long version di oltre tre minuti della strepitosa All Night mazziniana sia finalmente scaricabile sul portale Tim Music, l’album best seller dell’anno Le Migliori, ringalluzzito anche dal successo del secondo singolo A un passo da te, ha tutta l’aria di voler proseguire imperterrito la sua marcia trionfale in barba all’esile concorrenza delle novità sanremesi appena sfornate. Già si parla dell’imminente lancio di un terzo estratto per le radio (Come un diamante nascosto nella neve sarebbe a nostro avviso la scelta più scintillante per concludere in bellezza questo magnifico inverno minacelentanesco, ma c’è anche l’ottima Se mi ami davvero che giustamente reclama il suo momento di gloria on air). Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

Love for sale

Nei primi mesi del 1996 il settimanale Pubblico condusse un sondaggio tra un centinaio di pubblicitari sui personaggi ritenuti testimonial ideali. In testa alle preferenze risultò Papa Wojtila (le cui quotazioni per apparire in un ipotetico spot furono conteggiate come “inestimabili” qualunque fosse stato il prodotto da lui reclamizzato) seguito da Umberto Eco (valutato 5 miliardi) e da Enrico Cuccia e Mina a pari merito con 3 miliardi, mentre quinti ex aequo a quota 2 miliardi si classificarono Claudio Abbado e Giorgio Strehler. Tutti personaggi, come si vede, il cui straordinario appeal commerciale faceva il paio con la loro scarsa o inesistente predisposizione al presenzialismo mediatico. Nel caso della Tigre, poi, il suo altissimo piazzamento nella graduatoria fu giudicato tanto più sorprendente alla luce dei ben 18 anni trascorsi dal suo ritiro dalle scene. Da allora sono passati altri due decenni di semitotale invisibilità e – come le cronache di questi giorni sanremesi ci dimostrano – la forza attrattiva che il nome di Mina esercita nel volubile mondo della comunicazione pubblicitaria continua a non conoscere flessioni. Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

C’è un po’ di nebbia di febbraio…

Il mistero è ancora fitto e non spetta certamente a noi fanzinari svelarlo. Ma – come sibillinamente anticipato qualche giorno fa nella nostra fan page di Facebook – c’è in ballo una clamorosa sorpresa la cui impenetrabile segretezza parrebbe avere ormai le ore contate. Ancora un po’ di pazienza…

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Pubblicato: 3 mesi ago

Mani di fata

Il n° 51 pubblicato nelle prime settimane del 1999 fu il penultimo della gloriosa avventura amanuense delle nostre fanzine (il trucchetto di quelle pagine completamente impaginate e redatte a mano – a eccezione dei caratteri Letraset utilizzati per i titoli – con maniacalità da frate benedettino? Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

Dadauffa

Mentre, stando ad autorevoli rumors dell’ultima ora, parrebbe definitivamente tramontata l’idea dei pluriannunciati special minacelentaneschi in un primo tempo previsti nei due sabati post-sanremesi e poi rinviati ai primi di marzo, un’altra sorpresa in qualche modo legata alla Mazzini caratterizzerà le prime serate di Raiuno nei giorni immediatamente successivi al Festival: lunedì 13 e martedì 14 febbraio alle 21:25 la Rete Ammiraglia della TV di Stato proporrà la fiction in due parti C’era una volta Studio Uno, incentrata sulla nascita del mitologico show di Antonello Falqui andato in onda tra il 1961 e il 1966. Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

1967: ciao, Sanremo, ciao

di Antonio Bianchi

Tra versioni discografiche e televisive, l’edizione sanremese più (ri)visitata da Mina è quella del 1967. Il suo consueto 45 giri “guastafestival” pubblicato a ridosso della kermesse canora contiene L’immensità (cavallo di battaglia dell’autore Don Backy e soprattutto di Johnny Dorelli) e la meno fortunata Canta ragazzina (che Bobby Solo e Connie Francis non riescono a portare in finale. Una terza canzone verrà pubblicata nell’album Sabato sera. Si tratta di Quando vedrò (ennesima creazione dei coniugi Marisa Terzi e Carlo Alberto Rossi, lanciata da Los Marcellos Ferial e dagli Happenings). Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

Quella ragazza è di tutti

di Giancarlo Nino

Io lo so bene che un disco non si giudica dalle vendite. Che non ha senso sventolare cifre mirabolanti e dati di mercato. So bene che quel che mi interessa veramente è quanto quel disco piaccia a me. Non agli altri. Potrei ascoltarlo da solo, in una stanza buia, unico usufruitore al mondo e per me andrebbe benissimo così. Ma sta in un istinto mai pienamente comprensibile, in un moto viscerale che parte dallo stomaco, la smagliante felicità nel vedere che quello che si ascolta e che si ama sta lassù, in cima alle classifiche di vendita. Le Migliori entrano magicamente nella storia, non solo nostra personale, ma delle charts italiane. Al momento in cui scrivo, sono già quattro i dischi di platino macinati, non ricordo più quante le prime posizioni consecutive agguantate (e proprio a ridosso del periodo natalizio). La cosa mi inebria. Era da tanto, troppo tempo, che Mina non si imponeva con tanta indomita fierezza nelle vendite. Una (simpaticamente metaforica) sberla a Ferro&Ligabue&Rossi&Pausini. È una piccola soddisfazione dopo i tristi silenzi su Piccolino, Caramella, 12, Selfie che avrebbero meritato più spazio e ascolto. Non che sia una cosa vitale, come già dicevo. Ma è bello sentirsi accomunati a tanti, tantissimi altri dallo stesso amore per una voce (due in questo caso, visto che il successo è condiviso a metà con il Molleggiato), per una sensibilità artistica sempre vigile, per un talento musicale solido, antico, e allo stesso tempo giovane e fresco.È in questa comunione di gusto che riscopriamo, nei tempi di stridente divisione che viviamo, un pezzetto di umanità che, un pochino, scalda il cuore. Entro nello specifico del disco. Se lo dovessi riassumere in una parola, quella che sceglierei è “ironia”. Cominciando dal titolo, ovviamente. Che va di pari passo con la superba copertina di Balletti (che è solo un frammento del gran lusso di tutta la confezione, roba da non crederci). Mina e Celentano ricoperti dell’istrionica abbondanza della moda da passerella, tra borsette incrostate di fiori di vetro e metallo, maniche intrecciate di grani traslucidi, calze cosparse di perline. Collane, cappellini, occhialoni. Le Migliori.

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Pubblicato: 3 mesi ago

Un Miglior dì vedremo

C’è già (almeno) un’inesattezza da segnalare nella nuovissima fanzine 81 in spedizione entro il finesettimana a tutti gli abbonati: le date dei due special Minacelentano post-sanremesi che – contrariamente a quanto in un primo tempo annunciato e da noi riportato – andranno in onda nel prime time di Raiuno non più l’11 e il 18 febbraio ma nella prima settimana di marzo. Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Le Migliori dell’anno!

Comunicato ufficiale Fimi



Milano, 09/01/2017 – Dopo le tante classifiche annuali diffuse da più piattaforme nelle ultime settimane del 2016, arriva la Top Of The Music Fimi/GfK: l’unica a fornire un risultato completo dell’intero anno nei canali fisico, download  e streaming e ad includere, quindi, il computo derivato dalle vendite natalizie, che da solo rappresenta circa il 30% del totale.

La classifica album risulta fortemente caratterizzata dalla presenza di artisti nazionali con 17 album italiani tra le prime 20 posizioni (nove  in TopTen): “Le Migliori” di Mina e Celentano, conquista la prima posizione, segue “Il mestiere della vita” di Tiziano Ferro al secondo posto e Ligabue in terza posizione con Made in Italy.

Si conferma anche quest’anno l’elevato grado di penetrazione del repertorio nazionale nel segmento degli album, il più importante del mercato. L’Italia è tra i pochi Paesi che mostrano una così alta percentuale di artisti locali ai vertici delle vendite di dischi.

Nel 2016 si sono alternati nella prima posizione della classifica album 33 titoli differenti, di cui 25 italiani per un totale di 39 settimane su 52. Anche nel segmento dei vinili si riscontra una forte presenza di titoli italiani: durante l’anno si sono registrati 20 titoli italiani al primo posto.

Più internazionale invece la classifica dei singoli digitali guidata da Sia che, con “Cheap Thrills”, si aggiudica la prima posizione, a cui segue “Faded” di Alan Walker  e “Sofia” di Alvaro Soler. Due italiani nei primi venti: al quinto posto J-AX e Fedez con “Vorrei ma non posto” e all’undicesimo Fabio Rovazzi con “Andiamo a comandare”.

Lo streaming, in termini di volumi, sfiora nel 2016 i 100 milioni di stream in Italia, con un incremento del 54% e il segmento premium che, per la prima volta, supera il free. Nella classifica dei singoli lo streaming è ormai oltre l’80% . In calo deciso, invece, il download. Il vinile continua a segnare una tendenza crescente con un +74%.

Nelle compilation si piazza primo “Sanremo 2016″ e nei vinili si afferma l’ultimo lavoro di David Bowie: “Blackstar”.

 

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Pubblicato: 4 mesi ago

Doppia identità

Finalmente in stampa dal 9 gennaio e in spedizione nella settimana successiva, la nuovissima fanzine 81 avrà come ovvio pezzo forte il dossier dedicato al trionfale Le Migliori che proprio in questi giorni si appresta a conquistare il suo quarto – ma certamente non ultimo – disco di platino. Ma l’ebbrezza per i fasti del presente non ci ha impedito di tuffarci con la consueta voluttà in uno dei nostri irrinunciabili dossier monografici sulla Mazzini di ieri, soffermandoci stavolta su un’annata – il 1974 – e su un doppio album – Baby Gate & Mina R – più che mai meritevoli di un’indagine approfondita. Eccovi in anteprima lo stuzzicante incipit della recensione dei due LP a cura di Antonio Bianchi…

di Antonio Bianchi

Una parentesi discografica esclusiva ed eccitante. Come il momento più bello di una serata di festa. Che non è la festa in sé, pullulante di voci, di volti, di bicchieri, di luci… Bensì l’epilogo, quando ci si ritrova con pochissimi intimi – due o forse tre; quattro sono già troppi – ad assaporare l’eccitazione del raccoglimento ritrovato, a condividere tangibilmente la vera sintonia, ad assaporare il lusso delle ore piccole e a snocciolare il mare magnum di stimoli e di aneddoti (chiamiamoli pure pettegolezzi) captati nel corso della serata.Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Sette Mine per sette decenni

Gennaio 1957 - L’idea di intraprendere la carriera di cantante non si è ancora del tutto impadronita di lei, anche se i suoi compagni di Terza Ragioneria del Beltrami di Cremona sono ormai abituati a vederla e a sentirla improvvisare, in piedi sui banchi, trascinanti performances canore al ritmo dei successi americani del momento. Ma a folgorare definitivamente l’ancor sedicenne Mina sulla via della “musica” è un film uscito nelle sale poco prima del Natale ’56, Il gangster cerca moglie. Con la sua colonna sonora infarcita di scatenati rock’n’roll come come Be Bop A Lula di Gene Vincent, Blue Monday di Fats Domino o The Girl Can’t Help It di Little Richard ma anche di brani più lenti e raffinati come Cry Me A River di Julie London, il film contribuisce in misura determinante a mettere a fuoco quella doppia anima rock e melodica che di lì a meno di due anni porterà la vulcanica ragazza a debuttare discograficamente con due distinte identità…

Gennaio 1967 – Una settimana dopo aver augurato Buone Feste ai telespettatori cantando l’inedito brano mistico-pacifista Tu sei un uomo nel programma di Diego Fabbri Veglia di Natale condotto da Giorgio Albertazzi e Isabella Biagini, il 1° gennaio ’67 la Tigre torna agli amati microfoni della radio dando il via, affiancata dall’amico Giorgio Calabrese, alla trasmissione domenicale Pomeriggio con Mina che si protrarrà per circa 400 puntate fino alla fine del 1973. il 17 dello stesso mese – mentre a Carosello la si vede in una nuova serie di short Barilla diretti da Piero Gherardi e il suo ultimo, splendido album Mina 2, uscito in prossimità del Natale, svetta indisturbato nelle classifiche dei 33 giri più venduti in Italia – l’arrembante Mazzini parte per un tour promozionale europeo che tocca dapprima l’Inghilterra e la Francia per concludersi il 12 febbraio a Madrid con un’ospitata nello show Gran Premio della TVE.Continua a leggere