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Adesso è finalmente FACILE. La cosa difficile, per tutti noi, sarà scegliere la canzone preferita dell'album... (possibili 3 preferenze)

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marzo: 2010
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Ossessione Settanta

Tutto secondo copione. I fuochi pirotecnici dei media in vista dell’ormai imminente Tiger Day si sono formalmente aperti stamane con un paginone de Il Messaggero firmato da Marco Molendini. A rendere interessante l’articolo, al di là dei salamelecchi di rito, è la conferma ufficiale della strepitosa novità che il Minafanblog vi aveva già anticipato con caute parole sibilline nei giorni scorsi, e cioè l’uscita – prevista per metà maggio – di un nuovo album di inediti della Signora a soli sei mesi da quel meraviglioso Facile di cui ancora non ci siamo del tutto saziati. Nel corso della prossima settimana, poi, vedrà la luce nelle edicole un supplemento extra di Sorrisi e Canzoni tutto dedicato a Mina: trentadue pagine in formato poster con splendide illustrazioni scelte personalmente da Alfonso Signorini e capitoli tematici redatti dal minologo doc Aldo Dalla Vecchia (il quale, inoltre, ospita nel numero di marzo del mensile Infly, da lui diretto, un articolo curato dal sottoscritto). Sorprese in arrivo anche da due illustri firme storiche della nostra fanzine: nella settimana del compleanno, Mauro Coruzzi parlerà di Mina nella sua rubrica sulla rivista Dipiù, mentre venerdì 19 il settimanale Gli Altri, diretto da Piero Sansonetti, dedicherà ai Settant’anni della Tigre le quattro pagine dell’inserto Queer il cui pezzo forte sarà un articolo (“molto divulgativo e celebrativo”, ci anticipa lei) firmato dall’amata Rina Gagliardi. Passando alla TV, Paolo Limiti ha reso noti i primi dettagli dello special che vedremo il prossimo 29 marzo nella prima serata di Raidue: oltre che con i suoi grandi successi di sempre – da Sono come tu mi vuoi a Bugiardo e incosciente, da Grande grande grande alla più recente Oggi sono io - Mina apparirà per la prima volta sui teleschermi italiani in un filmato estero che fino ad oggi si riteneva ormai introvabile: quello della sua mitica ospitata londinese del marzo ‘68 al Rolf Harrys Show della BBC con il famoso abito-scandalo griffato Emilio Pucci.

Che la festa cominci!

“Con un’agenda professionale ancora così fitta – scrivevo nell’editoriale dell’ultima fanzine tutta concentratà sull’attualità – Mina lascia a noi fanzinari davvero poco tempo e poco spazio per guardarci indietro”. Tra le righe di questa sibillina affermazione lasciavo intendere che anche nel prossimo numero saranno le novità del presente a dettar legge nel sommario, costringendoci ancora una volta a dedicare solo qualche pagina striminzita alle consuete monografie à la recherche du temps perdu. Insomma, per farla breve, quella che sta per cominciare sarà una primavera davvero ricca di sorprese. E per ora non si può dire di più.

Per quanto riguarda invece le celebrazioni e gli omaggi legati al fragoroso Tiger Day del 25 marzo, eccovi altri aggiornamenti: in attesa dello special di due ore che Paolo Limiti registrerà nel giorno del compleanno ma che Raidue trasmetterà in prime time la sera di lunedì 29, domenica 14 sarà L’Arena di Giletti su Raiuno a dedicare a Mina una puntata speciale (ospite in studio, tra gli altri, lo spumeggiante Cristiano Malgioglio). In edicola, invece, l’appuntamento più vicino è quello – già annunciato – con il numero di marzo di Raro con “lei” in copertina, mentre non più tardi della metà del mese sarà Sorrisi e Canzoni a rendere omaggio ai favolosi Seventies di Mina con un ghiottissimo fascicolo extra in vendita separatamente dal giornale. E’ tutto… per ora.

Nata di marzo

Che questo 2010 sia l’anno della Tigre lo dice anche l’oroscopo cinese. E il mese che sta per iniziare, estinto in fretta e furia il fuoco di paglia dell’ultimo (dimenticabilissimo) Sanremo, vedrà più che mai la nostra Mina nuovamente al centro dell’attenzione mediatica. Gli scintillanti 70 anni che la Signora si appresta a festeggiare il prossimo 25 marzo saranno celebrati da tv e stampa più o meno con lo stesso fragore che accompagnò gli ultimi compleanni a cifra tonda di dieci e venti anni fa. Qualche prima anticipazione? Paolo Limiti sta preparando uno special di due ore che dovrebbe andare in onda giovedì 25 in prima serata su Raidue. Sulla Rete ammiraglia della TV di Stato Vincenzo Mollica non mancherà senz’altro di riservarci qualche bella sorpresa (Vespa, Baudo e Giletti permettendo). A spegnere le candeline di Mina su Raitre provvederà sicuramente l’ottimo Pino Strabioli con un omaggio all’interno della sua trasmissione mattutina Cominciamo bene – Prima. Passando alla carta stampata, oltre ai consueti paginoni sui maggiori quotidiani e agli altrettanto prevedibili servizi su Vanity e su Sorrisi, siamo in grado di confermarvi sin d’ora alcuni articoli celebrativi sul settimanale Gente, un ricco servizio sul mensile Class (in edicola intorno al 10 marzo), mentre l’imminente numero di Raro! dedicherà a Mina la copertina e, all’interno, un servizio di Fernando Fratarcangeli sulle rarità a 33 giri della discografia estera nonché un ‘intervista a una delle più scatenate fans-collezioniste dell’universo mazziniano: la nostra Nadia Vergano Kent, per l’occasione fotografata nel suo Salotto di Madame x da Mauro Balletti. Per finire, nel prossimo InFly (magazine diretto da Aldo Dalla Vecchia distribuito nei più importanti aeroporti italiani e sui voli delle principali compagnie) ci sarà un mio articolo dal titolo – deciso dall’editor – Settanta e ancora c’incanta, che potrete a suo tempo trovare anche nella sezione Altro di questo sito. Per ora è tutto, ma… occhio agli aggiornamenti delle settimane che verranno!

Vincenzo Mollica, cronista fantastico

La sua gloriosa avventura professionale in RAI è iniziata nel 1980, più o meno in contemporanea con la nascita a Parma del nostro fan club. Ma il fatto di essere da trent’anni uno dei volti più amati del TG1 (di cui è attualmente redattore capo) non ha tolto a Vincenzo Mollica il gusto di lavorare divertendosi. Per nulla propenso – come ogni vero Grande che si rispetti – a prendersi troppo sul serio, ama ironicamente definirsi “un cronista balordo, impressionista e impressionabile con una grande passione per il cinema, la musica leggera e il fumetto”. Non a caso, fu proprio leggendo, da bambino, una storia disneyana – Topolino giornalista – che Vincenzo capì quale mestiere avrebbe fatto da grande. Più che Mickey Mouse, però, il suo eroe preferito è sempre stato Paperino. Tant’è vero che nel 1985 il suo geniale amico Andrea Pazienza si divertì a disegnarlo con becco e piume ribattezzandolo… Vincenzo Paperica. L’idea, dieci anni più tardi, fu ripresa da un altro Maestro del fumetto made in Italy, Giorgio Cavazzano, che nella storia Paperino e l’Oscar del centenario (pubblicata su Topolino nell’agosto ‘95) rispolverò il personaggio di Paperica nel ruolo di inviato di Telepaperopoli nella fantastica notte delle stelle (papere) di Hollywood. A quella prima apparizione nelle tavole Disney ne sono poi seguite parecchie altre, quasi sempre griffate dal grande disegnatore veneziano (“Se per noi disneyani Carl Barks è Giotto – ama ripetere – Cavazzano è a dir poco Raffaello”). Di questo alter ego piumato – inutile dirlo – Mollica va più che mai fiero. Anche perché nei panni di Paperica gli sarebbero possibili tutte quelle cose che in carne e ossa non potrà mai fare. Una su tutte? “Come cronista di Telepaperopoli, per esempio, potrei finalmente riuscire a intervistare Mina, la mia cantante preferita, appassionata come me di Paperino. Mi piacerebbe parlare con lei di canzoni e di fumetti. Come Mollica dubito fortemente di poter mai realizzare questo sogno. Ma in versione Paperica – chissà – forse avrei qualche chance in più…”.

P.S. I virgolettati di Vincenzo Mollica riportati nell’articolo sono estrapolati dall’intervista Un papero camuffato da umano di Lidia Cannatella, pubblicata su Disney Gli anni d’oro n° 2 del maggio 2009.

La Settanta? Commentatela qui...

… continuando, se possibile, a postare gli interventi su altri temi in coda al post precedente. Premesso che i complimenti sono sempre graditi, vi pregheremmo di segnalare con la massima sincerità anche le cose di questo numero che vi sono piaciute di meno, senza dimenticarvi di evidenziare gli inevitabili piccoli e grandi svarioni. Di uno, abbastanza vistoso e pacchiano, ci siamo accorti quando ormai era troppo tardi: nell’articolo dedicato alle anticipazioni sulla Mina 2010 a pagina 52 si legge che “Il contratto appena firmato prevede che per il biennio 2009/10 Mina sia legata al marchio Barilla da un rapporto in esclusiva”. Ovviamente, il biennio a cui ci si riferisce è il 2010/11 (e l’erroraccio si spiega col fatto che il pezzo è stato scritto ai primi di gennaio, periodo in cui puntualmente – almeno fino a febbraio inoltrato – io sono ancora fermo con la mente all’anno appena trascorso). Ancora più grossolano è il lapsus a pagina 48 (grazie all’amico Giacomo Parrucci che ce l’ha fatto notare!) dove siamo incorsi in un increscioso scambio di persona attribuendo al Maestro Riccardo Muti una notizia che riguardava invece il suo illustre collega Claudio Abbado. Il guaio è che, nella correzione delle bozze, troppo spesso ci si concentra sulle “pagliuzze” ortografiche anziché badare alle “travi” più madornali come quella – davvero imperdonabile – appena citata. Ma la caccia al refuso è solo all’inizio: maestrine dalla penna rossa, unitevi!

P.S. Una sola preghiera: chiamatela pure “bollettino” come ai tempi di Parma, chiamatela anche “giornaletto” o “giornalino”, o semplicemente “rivista” se non vi piace l’anglofona “fanzine” (contrazione di “fan” e “magazine”), ma – vi supplico! – non chiamatela “fanzina” che è un’italianizzazione forzata e inesistente, davvero orribile a leggersi e a udirsi. Vi chiedo troppo?

Acquolina

Facile non ha sfondato, come in fondo era logico prevedere. Troppo raffinato, troppo al di là del tempo, troppo impegnativo, come mi confermavano le eleganti signore che gestiscono il negozio di dischi del Pantheon dove in genere consumo i miei averi (liquidi). La gente (ma chi sarà mai la ggente, co’ du’ ggi, come dicono a Roma?), chiede cose molto più facili di Facile – scusate la battuta, giust’appunto, fin troppo facile – cose che scivolano via dalla gola al piede, come l’acqua sul marmo. Cose che si possono far finta di ascoltare mentre si ciancia al cellulare o si sfoglia un magazine o comunque si pensa, magari, ai fatti propri (o ai regali di Natale, tempo sbagliato, secondo me, per ogni promozione che non sia di prodotti ovvii, e per il frastuono da cui si è circondati). Invece, la nostra Signora, anche quando strizza l’occhio ai gusti più correnti e sfoggia Afterhours e Subsonica – anche quando si mettesse a cantare l’elenco telefonico – pretende un impegno, un ascolto. Un’immersione. La sua grande Voce, ancora incredibilmente tersa, fluida e piroettante, che non conosce vere stanchezze, è agli antipodi delle voci correnti, femminili o maschili che siano – vociucole senza nerbo, vocette che precipitano in mielosi falsettini, vocine unidimensionali, vuote in alto, in basso e perfino al centro. No, non voglio parlare di Facile – mi spiace che questo album così intrigante non sia stato apprezzato. Voglio parlare e riparlare della sua Voce. La Voce di una sfolgorante Signora di settant’anni che tra pochissimo potrà dire di avere “settant’anni suonati”. Cantati. (…)”.

Quello che vi abbiamo proposto non è che l’inizio dell’articolo che Rina Gagliardi – gran “pasionaria” della Mazzini oltre che esponente prestigiosa della Sinistra italiana – ha scritto per la nuova fanzine in spedizione tra sabato 20 e lunedì 22 febbraio. E se questo è l’antipasto…

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