Il Blog

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Pubblicato: 3 giorni ago

La nostra storia tra le dita

“Certo che la tirate per le lunghe con questa fanzine”, ci ha scritto un impaziente abbonato commentando la nostra (saggia) decisione di rinviare a dopo le ferie agostane la spedizione del nuovo numero inizialmente atteso per fine luglio. Non parliamo poi dei tanti soci che, non accontentandosi di due sole riviste all’anno, auspicherebbero un ritorno alla periodicità quadrimestrale dei vecchi, smilzi e malfotocopiati bollettini amanuensi di trenta-trentacinque anni fa. Certo, si tratta pur sempre di “lamenti d’amore” che da una parte testimoniano la passione e l’interesse con cui molti di voi seguono il nostro lavoro ma che dall’altra non tengono conto dei grandi sforzi e delle notevoli difficoltà che si nascondono dietro la realizzazione – centellinata nei rari ritagli di tempo libero che la vita ci concede – di una fanzine così curata e lussuosa. Per prima cosa, di ogni numero scegliamo con largo anticipo – concordandoli col “condirettore” Antonio Bianchi – gli argomenti da trattare, dando ovviamente la precedenza alle novità del momento (che fortunatamente con Mina non mancano mai) ma senza trascurare le monografie dedicate al passato (e anche in questo caso una carriera ormai quasi sessantennale come quella della Tigre offre spunti a iosa). Una volta deciso il sommario, si passa alla fase redazionale vera e propria: per i dossier storiografici – come quelli, molto graditi, sulle singole annate e sui relativi album – un fondamentale aiuto preliminare ci viene dato non solo dai meravigliosi Mauro Balletti e Gianni Ronco nella loro qualità di iconografi ufficiali della Mazzini ma anche da un non meno prezioso drappello di collezionisti (Massimo Catti, Paolo Piccioli, Mario Beda, Fernando Fratarcangeli) che ci mettono generosamente a disposizione le “chicche” più rare dei loro archivi personali. La stesura di ogni articolo è quasi sempre arricchita dal contributo di “testimoni eccellenti” che ci svelano i loro amarcord con pezzi scritti di loro pugno (come è solito fare, per esempio, l’amico Pino Presti) o mediante interviste (spesso affidate a validissimi collaboratori come Stefano Crippa, Lucio Nocentini o Aldo Dalla Vecchia). Decisamente di più semplice realizzazione è invece la parte riservata all’attualità e ai nuovi dischi in uscita (per i cui dettagli dietro le quinte, così come per i contatti con i vari autori e musicisti, possiamo contare da sempre sull’affettuosa disponibilità di Massimiliano). Articoli, box e illustrazioni sono quindi minuziosamente inseriti in chiavetta in rigoroso ordine di pagina e passati al bravissimo Remo che provvede a impaginare il tutto da par suo per poi consegnare il lavoro finito (previa un’ultima supervisione da parte del nostro supremo correttore di bozze Franco Zanetti) alla tipografia. Nel frattempo, prende il via la fase più noiosa di tutta l’operazione: la compilazione e l’affrancatura delle buste nelle quali saranno infine inserite le copie fresche di stampa pronte per essere spedite agli abbonati sparsi dal Manzanarre al Reno…

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Pubblicato: 1 settimana ago

I “Giorni” che ci appartengono

L’attesa del consueto 45 giri estivo di Mina era per me iniziata, in quel 1977, già alle prime avvisaglie della primavera. Ma giugno volgeva ormai al termine e della possibile uscita di un nuovo singolo mazziniano non ero ancora riuscito a sapere nulla né dal mio negoziante di dischi né dalle pagine dell’- allora – oracolare Sorrisi. Quand’ecco che – a luglio ormai incombente – la mia radiolina casualmente sintonizzata sul Secondo Programma della RAI mi regalò l’agognata anteprima, preceduta dall’annuncio del compunto conduttore (Emilio Levi, se ben ricordo): “Si intitola Giorni ed è il nuovissimo 45 giri di Mina…”. Mi sparai nelle orecchie la (meravigliosa…) canzone in religioso silenzio, praticamente senza respirare, cercando di memorizzarne almeno il ritornello “E c’eri tu, tu, tu nei giorni miei, e da che non ci sei non mi piaccio più…”  nel quale, lì per lì, mi parve di cogliere una vaga quanto improbabile familiarità con la celentanesca Sotto le lenzuola (“Io amo lei, soltanto lei, ma perché mai l’avrò tradita…”). Passarono altri Giorni senza nuovi passaggi radiofonici del brano, finché – ai primi di luglio – il programma mattutino Voi ed io (condotto in quelle settimane, se ben ricordo, da Valeria Moriconi) mi sconvolse con una seconda primizia di maestosa, severa e quasi operistica bellezza, Ormai, anch’essa presentata – ohibò – come “la canzone dell’estate di Mina”. Tutto questo mentre il mio discaio di fiducia continuava a dichiararsi all’oscuro di imminenti emissioni miniane. A risolvere quello che – almeno per me – era il giallo mozzafiato dell’estate provvide, a metà mese, il settimanale Il Monello con un succoso trafiletto in cui si spiegava che Mina aveva congelato per settimane l’uscita del nuovo singolo perché indecisa su quale dei due pezzi scegliere come facciata principale, optando alla fine per la salomonica soluzione del doppio lato A. Pochi giorni dopo – era ormai il 19 luglio – Giorni/Ormai vide finalmente la luce, in tempo per fare da favolosa colonna sonora a quanto restava della mia estate da studente liceale, ma forse un po’ tardi per contendere alle varie Ti amo di Umberto Tozzi, Amarsi un po’ di Battisti e I Feel love di Donna Summer i loro (meritati) posti al sole in hit parade. Tuttavia, pur non riuscendo a salire oltre un pur onorevole nono posto nella classifica ufficiale dei 45 giri, la popolaresca e insieme raffinatissima Giorni di Albertelli-Shapiro ebbe la sua bella rivincita nei juke-box, capeggiando per diverse settimane la hit dei brani più gettonati. A godere invece di meno immediata fortuna fu la nobile consorella Ormai di Andrea Lo Vecchio, di lì a poco destinata – in compenso – a occupare un posto d’onore tra i “miei” classici mazziniani di sempre. A dare una notevole “botta” promozionale al 45 giri, in assenza di apparizioni televisive, contribuirono due splendidi articoli su Bolero e Sorrisi con foto nuovissime della Signora scattate tra Venezia (in vacanza con Benedetta al Lido) e Milano. Ovviamente, il servizio del mitologico Gherardo Gentili sul settimanale diretto da Vesigna era quello più ghiotto di rivelazioni sul nuovo doppio album che Mina stava incidendo in Basilica: “Uno dei due 33 giri sarà dedicato a Enzo Jannacci. Mina continua l’operazione iniziata con Lucio Battisti: interpretare un cantautore dandogli una dimensione nuova, senza tradirne lo spirito originario. Operazione che con Lucio ha dato risultati eccellenti e che naturalmente ha determinato una lista di “aspiranti”. Quali saranno i prossimi cantautori dopo Jannacci? Possiamo azzardare qualche nome. Il gioco delle ipotesi è affascinante. Modugno, Celentano, Endrigo, Le Orme, Gli alunni del sole… Il lettore è invitato a continuare”. Insomma, terminata l’attesa del singolo, per me era già tempo di dare il via a un nuovo spasmodico conto alla rovescia in vista del pantagruelico appuntamento autunnale con Lady PDU…

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Pubblicato: 3 settimane ago

Fanzine 82, anteprima sommario!

Il 1968 di Mina tra liberazione e rivoluzione

Ricomincio da dieci

di Loris Biazzetti

 

Un inviato speciale alla Bussola

L’allegria nasce da me

di Giorgio Calabrese

 

I primi dodici mesi della Mina PDU

Un anno a 68 giri

di Antonio Bianchi

 

Graffi e carezze della più inafferrabile delle redattrici

Scripta Minant / Speciale 1968

di Mina

 

La PDU prossima ventura

E la favola continuerà

Nostra intervista a Massimiliano Pani

 

Il tocco magico di Valli da Anche un uomo a Le Migliori

Quel Celso non so che

di Antonio Bianchi

 

Fortissimamente Valli

Intervista di Stefano Crippa

 

Ultimissime dal pianeta Mina

Come gocce

 

In spedizione a fine agosto!

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Pubblicato: 4 settimane ago

Canto per te questa canzone…

No, nessun coccodrillo di circostanza: della storia umana e artistica di Paolo Limiti – che ci ha lasciati stamane dopo una lunga malattia – dicono già tutto gli splendidi testi che ci ha regalato nel suo mezzo secolo di attività come paroliere. Delle memorabili canzoni che ha composto per Mina – e di cui è superfluo ricordare qui i titoli – tante volte abbiamo parlato e tanto ancora parleremo nella nostra fanzine. Certo, ci rimane il rimpianto di non avergli mai dedicato, a differenza di quanto fatto per altre grandi firme del repertorio mazziniano, un’adeguata “monografia d’autore” , così come ci spiace di non aver insistito più di tanto per strappargli l’intervista che lui – per quel suo insospettabile pudore così stridente con l’esuberante comunicativa che dimostrava in tivù – non ha mai ritenuto opportuno concederci, sottintendendo il fatto che: “È ancora tutto qui, non ho parlato mai: ho raccontato dei silenzi a tutti voi…”.

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Pubblicato: 1 mese ago

Come se io fossi lì

Un nuovo bellissimo singolo minacelentanesco – Se mi ami davvero di Mondomarcio – in rotazione radiotelevisiva da ieri; gli spot della Tim che impazzano dall’11 giugno sui teleschermi con la fantastica All Night finalmente disponibile per intero su iTunes e sulle altre piattaforme digitali; l’imminente ritorno su Raiuno di Massimiliano al fianco di Vincenzo Mollica con la seconda serie di Supereroi; il già attesissimo repack autunnale de Le Migliori: non si può certamente dire che il presente e l’immediato futuro del Clan Mazzini siano avari di novità. Ma oggi è il 24 giugno e in un giorno come questo – in cui ricorre anche il compleanno di Edoardo Pani: auguri! – non possiamo non volgere lo sguardo al passato ricordando quella magica serata di 39 estati fa in cui Mina tornava a esibirsi in pubblico dopo sei anni di assenza dalle scene. Quella sera, tra le settemila persone in delirio sotto il tendone di Bussoladomani c’era anche la nostra indimenticabile pasionaria Rina Gagliardi

di Rina Gagliardi

Di che cosa si occupa la musica, da sempre, se non di fermare il tempo? Questo pensierino mi frulla da tempo, appunto, nella testa, e in varie direzioni, da quella pseudofilosofica a quella personale. Ascoltavo – per la millesima volta – Mina live, e non potevo non essere lì, in quella serata di giugno del 1978, in mezzo ad una folla ubriaca, come me.

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TIM SPIDER MAN
Pubblicato: 1 mese ago

Sarà bello avere tutto

A quattro mesi dall’exploit sanremese e dopo lo spot di un minuto – trasmesso a sorpresa durante la recente finalissima di Champions League – con le migliori performances amatoriali degli emuli del ballerino Sven Otten, da lunedì 11 giugno Mina è tornata protagonista a tempo pieno della trionfale campagna televisiva Tim facendo ballare , oltre all’immancabile Sven, nientemeno che SpidermanContinua a leggere

INTERNO-DIGIPAK
Pubblicato: 2 mesi ago

Ci sono cose in un silenzio…

Il lancio ormai imminente del quarto estratto radiofonico dovrebbe ridare a Le Migliori quella sferzata di vitalità di cui il disco ha sofferto la mancanza nei sonnolenti mesi primaverili: ovviamente non sta a noi svelare in anticipo il titolo del brano scelto, che pure rientra nella terna di potenziali singoli – Se mi ami davvero, Come un diamante… e Non mi ami – che avevamo petulantemente ipotizzato in uno dei nostri ultimi post. Più che sul piatto mercato estivo, però, i team di Lugano e di Galbiate sembrano voler concentrare i loro piani di rilancio dell’album sul prossimo periodo natalizio – l’unico nel quale si venda ancora qualche disco – con un repack-strenna in grande stile che, oltre ad attingere qualche titolo alla tracklist del primo Minacelentano, ci regalerà un paio di nuovissimi duetti destinati a rinverdire i fasti di Amami amami e A un passo da te. Continua a leggere

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Pubblicato: 2 mesi ago

Venti di passione

In un post di qualche giorno fa esprimevamo rammarico per la scarsa presenza nella fanzine (e nel Minafanblog) di firme giovani e fresche. La socia ventunenne Selene Barbone di Alessandria ha prontamente risposto al nostro appello con questa tenera dichiarazione d’amore…

di Selene Barbone

Seduta su uno scomodissimo sedile blu del treno, tornando a casa dall’università, ascolto come d’abitudine la musica con i miei fedelissimi auricolari bianchi. Proprio nel momento in cui Mina inizia a cantare, il rumore all’esterno si fa sempre più forte, costringendomi a interrompere. “Come rovinare la sacralità della voce più bella del mondo”, penso. Aspettando, quindi, che torni un po’ di tranquillità, rifletto su come sia arrivata sulla strada di mattoni gialli che porta alla Tigre – sette anni or sono, cioè quando ne avevo appena 14.

Quello di Mina è un nome che ha sempre girato sulle bocche di tutti in casa mia. Spesso insieme a Battisti, portandomi ingenuamente a pensare che fossero sposati (nella mia mente di bambina, questa cosa aveva senso). Eppure i miei genitori non sono assidui frequentatori della sua discografia, a dimostrazione del fatto che, se è destino, Sua Maestà arriva sempre a destinazione.Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

Un (mezzo) anno d’amore

Forte dei suoi sei mesi – totalizzati con la classifica FIMI aggiornata ieri – di presenza ininterrotta nella top ten, Le Migliori si appresta anche a tagliare il traguardo del sesto disco di platino, al cui conseguimento, secondo le proiezioni ufficiose ma affidabili del sito worldwidealbums, mancherebbero ormai solo poche migliaia di copie. Continua a leggere

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Pubblicato: 3 mesi ago

Bau e Caramella, padelloni mancanti

Mentre nella top ten FIMI dei CD più venduti Le Migliori resiste incrollabilmente al sesto posto dopo quasi sei mesi di presenza ininterrotta, le nuove edizioni a 33 giri dell’album uscite in occasione del Record Store Day si sono immediatamente piazzate in vetta alla speciale classifica relativa agli LP. A tale proposito diamo volentieri spazio alla doppia richiesta vinilica inviataci dall’amico barese Luigi Iacobellis…

di Luigi Iacobellis

Reduce da questo Recordstoreday,  lancio un appello che spero gli amici del Mina fan club vorranno promuovere e condividere con chi di competenza: a quando i vinili di Bau e Caramella? Nella sfornata Sony di qualche anno fa e nelle varie riemissioni, questi due 33 giri sono stati completamente saltati. Da collezionista quale sono, insieme a tanti amici di questa pagina, avrei preferito la stampa di questi due vinili piuttosto che la quarta e quinta edizione in lp colorato di Le migliori (che si aggiungono al vinile nero e ai due picture già prodotti). Capisco le ovvie ragioni commerciali, ma ad una prossima sfornata vinilica dei due suddetti album di inediti ci voglio credere…

 

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Pubblicato: 3 mesi ago

Musica per lui

Il sommario di ogni nostra fanzine non nasce mai a casaccio ma si adatta – anche con cambiamenti dell’ultima ora – all’agenda delle pubblicazioni e delle ricorrenze mazziniane. Ed è così che la crono-monografia sul 1966 e sull’album Mina 2 che avevamo preannunciato per il prossimo numero in coincidenza con l’uscita di un’importante emissione discografica legata al periodo Ri-Fi è stata rinviata alla fanzine successiva a causa del temporaneo stop dato all’iniziativa in questione. Pertanto, il numero 82 che vedrà la luce nel corso dell’estate avrà come argomento-clou – accanto a un grande servizio (con intervista) dedicato al Maestro Celso Valli – un evento di più stringente attualità: l’imminente mezzo secolo di vita della PDU. Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Ora tocco la tua voce

“Oggi - scriveva Mina una ventina di anni fa in un suo appassionato panegirico del “caro vinile, forte e sincero” pubblicato su Musica di Repubblicanon c’è più tempo per spostare il braccio meccanico sulla quarta canzone del lato B del tuo album preferito e per rigirare tra le mani le belle e ingombranti copertine. No, ora si usano i tasti, il digitale, l’estraneo, l’asettico. Eh, sì, ora tu non fai più niente. Schiacci e basta. Ma è strano il destino del vecchio vinile: prima criticato da tutti per la sua imperfezione tecnica, ora è rimpianto, non foss’altro per la sua economicità. Il vecchio 33 giri è il luogo dove lo scorrere del tempo lascia i suoi segni indelebili: graffi di puntine, ditate sulla copertina e pieghe agli angoli quando non riesci a mettere il disco al suo posto giusto. E la possibilità che lo sguardo si allarghi su una foto che ti riempie il campo visivo. Invece le omologate scatole di plastica del cd non ti consentono neppure di individuare un particolare. E la fantasia non ha più spazio”. Ci sarà, in compenso, ampio spazio per la voce di Mina nell’ormai irrinunciabile ricorrenza del Record Store Day che si celebrerà – in Italia come nel resto del mondo – il prossimo 22 aprile: per l’occasione usciranno due nuove edizioni picture su vinile giallo e rosso del long seller Le Migliori e una ghiotta emissione a 45 giri de La canzone di Marinella comprendente la versione del brano che la Tigre incise nel 1967 nel suo secondo singolo targato PDU e quella duettata trent’anni dopo con Fabrizio De André nell’album Mi innamoravo di tutto del grande cantautore.

Nel frattempo, Mina non ci lascia certo a digiuni di sorprese: sabato 1° aprile è stato finalmente diffuso su youtube il bizzarro ma divertente video (di Gaetano Morbioli) del nuovo singolo minacelentanesco Ma che ci faccio qui e proprio ieri il sito di Sorrisi ha postato in anteprima l’inedita, bellissima “canzone di un minuto” Sacrificio d’amore che dai primi di maggio farà da sigla – griffata Cerri-Pani – alle 22 puntate dell’omonima nuova fiction in costume di Canale 5. Prosegue, invece, dai tempi dell’exploit sanremese di due mesi fa la vana attesa della promessa long version di All Night e dei pluriannunciati nuovi spot pubblicitari della Tim con la voce della Nostra: ma la pazienza, si sa, è l’indeteriorabile virtù dei mazziniani…

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Pubblicato: 4 mesi ago

Le Voci del silenzio

Ricordate il gustoso trafiletto che Vanity Fair  dedicò alla nostra Rina Gagliardi nei primi mesi del 2004? Vi rinfreschiamo la memoria: “Discussione vibrante alla buvette di Montecitorio: la senatrice Rina Gagliardi, condirettrice di Liberazione, la penna più a sinistra del giornalismo italiano, impegnata in un accesissimo capannello, prorompe in un ululato: ‘E’ un carisma che non si discute, chiaro? Cristallino, assoluto, limpido. Non c’è trippa per nessun altro’. A chi si riferisce la firma prediletta da Fausto Bertinotti? Alla nuova stella della sinistra europea, Zapatero? A Marcos? A Che Guevara? Macché: a Mina. La condirettora le ha dedicato un peana e chiude con un’affermazione: ‘Platinum Collection è l’album più bello degli ultimi dieci anni. Ha fregato tutti quanti, da Celentano a Masini…”. La stessa Rina commentò questo divertente episodio nella fanzine 61 uscita qualche mese dopo: “Quando un Suo disco mi piace molto, mi trasformo, nei fatti, in un agente prezzolato della PDU: lo propagando, lo diffondo, soprattutto lo regalo. È un meccanismo quasi irresistibile, dove si fondono mirabilmente l’amor sacro e l’amor profano, la gratuità del dono e l’atto del consumo. Così, tra Natale e Capodanno, diversi amici miei sono stati gratificati con il cofanetto napoletano Primo, Secondo e Terzo Estratto. Così, a Pasqua, altri – scelti con cura, s’intende, tra i giovani da ‘acculturare’ e i meno giovani da ‘rimotivare’ – hanno ricevuto la Platinum. Sospetto che lassù, alla PDU, basino proprio su di me le loro strategie commerciali: sono proprio quella che in politica, un’epoca fa, si chiamava agit-prop. Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Poi sarà per noi domani…

(Illustrazione: Gianni Ronco)

Le Migliori - clamorosamente risalito, a quattro mesi e mezzo dall’uscita, al terzo posto nella classifica FIMI di ieri – veleggia sicuro verso il traguardo tutt’altro che definitivo del sesto disco di platino. E il terzo singolo Ma che ci faccio qui nelle radio da ieri – presto anche in rotazione televisiva con un video ancora una volta griffato Gaetano Morbioli – assicurerà all’album altro vento in poppa per i mesi a venire. Insomma, questo Mina Day del 2017 cade in un periodo tra i più felici dell’ormai quasi sessantennale carriera della Nostra. La quale, ben lungi dall’adagiarsi sugli allori del presente, si appresta a regalarci per il futuro più o meno immediato nuove strepitose sorprese discografiche e non. Quanto a noi clubbaroli irriducibili, sapendo bene quanto lei sia da sempre allergica alla santificazione dei suoi compleanni, preferiamo affidare i nostri affettuosi auguri alle parole senza tempo di tre indimenticabili colonne portanti della fanzine…Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Non c’è due senza trash

Dal dossier Le ultime Immortali dell’ultima fanzine vi riproponiamo il capitolo dedicato alla divertente Ma che ci faccio qui di Pietro Paletti (nella foto), scelta come terzo singolo – nelle radio dal 24 marzo – estratto da Le Migliori

Immaginate che i due rustici sposini di Che t’aggia di abbiano lasciato il loro paesino dell’entroterra pugliese per trasferirsi in una grande città del Nord, diciamo Brescia. Gli ultimi diciott’anni non sono trascorsi invano: i due – non più ancorati al solo dialetto foggiano – si trovano ormai benissimo a litigare anche in lingua italiana e, se lui è rimasto il solito maschio-alfa possessivo e prevaricatore, lei si è invece emancipata e, affrancatasi dalla schiavitù dei fornelli, esce spesso la sera da sola e si è perfino iscritta ad un corso di balli latinoamericani, scatenando i palliatoni del geloso consorte che giura di non amarla più e invece l’ama “eccome!”. L’irrinunciabile – e spassosissima – canzone-sketch del secondo Minacelentano porta la firma del 36enne cantautore bresciano Pietro Paletti al quale non potevamo non chiedere di raccontarci qualcosa di sé e del suo brillante ingresso nella rosa autorale de Le Migliori:

“Circa due anni fa, poco dopo essere entrato a far parte di Sugar (la mia etichetta), proposi questa canzone – pensata per una voce sola – a Malika Ayane alla quale però non piacque. La Caselli mi disse: ‘Non preoccuparti, questo pezzo è bellissimo, vedrai che prima o poi la piazziamo’. E così è stato: un giorno Caterina mi ha chiamato dicendomi: ‘Pietro, ho fatto sentire Ma che ci faccio qui a Mina che l’ha inoltrata a Celentano… ed è piaciuta’. 
Il brano, i cui botta e risposta sono nati da un’idea della stessa Caselli, è stato quindi affidato a Celso Valli che ha trasformato da par suo quella che in origine era una rumba modernizzata in un pezzo tra reggae, tango e cha cha cha, tra i più frizzanti del disco. Sempre Caterina mi ha poi ritelefonato dicendomi di aver dato il mio numero a Mina che aveva alcune domande da farmi sul testo. E quando, poco dopo, è arrivato lo squillo della Signora Mazzini è stato un vero colpo al cuore. La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Guarda che se mi dai ancora del Lei esco dalla cornetta e ti prendo a sberle’. Superato l’imbarazzo iniziale, parlarle è stato rilassante, persino divertente, mi sembrava di conversare con un’amica. Ora, caricato da quest’esperienza, sto lavorando al mio prossimo disco che dovrebbe uscire nella prima metà del 2017: sono praticamente chiuso ogni giorno da mattina a sera nello studio La Buca Recording Club con Simone Piccinelli. Ma nel cassetto ho anche un paio di canzoni, di genere più “serio” rispetto a Ma che ci faccio qui, che mi piacerebbe proporre a Mina. E un altro ce l’avrei pronto per Tiziano Ferro, se solo riuscissi a farglielo sentire…”.

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Pubblicato: 4 mesi ago

Ma che ci faccio qui… dal 24 marzo

Condividiamo il comunicato stampa che annuncia il lancio – previsto per la vigilia del compleanno di Mina, come avvenne 18 anni fa per Grande amore – del terzo estratto radiofonico da Le Migliori

Continua il viaggio del disco dei record di MINA e ADRIANO CELENTANO, ‘le migliori’, l’album più venduto del 2016, cinque volte Disco di Platino e ancora al top delle classifiche dopo oltre 4 mesi dall’uscita.

Il 24 marzo arriva in radio il nuovo singolo Ma che ci faccio qui, dopo il grande successo dei precedenti singoli Amami amami e A un passo da te.

Il brano, scritto da Pietro Paletti, è un travolgente reggae sulla gelosia dove le voci di Mina e Adriano, per la gioia di chi ascolta, cantano, recitano, si rincorrono in un’interpretazione magistrale, un vero e proprio show sull’ipotesi di un tradimento.

“Siediti accanto a me se hai il coraggio / Il coraggio… hai voglia… dai parla / E raccontami tutto su di lui / Ma quale lui… esisti solo tu / Ma che ci faccio ancora qui / Ma cosa stai dicendo, cosa dici? / Ma che ci fai tu ancora qui / Ma scusa, non ti capisco…”.

Esasperati, Mina e Adriano si fronteggiano e Mina, spazientita, reagisce con orgoglio: “Non ne posso più di sopportare questo interrogatorio … mamma mia … sono mesi che va avanti così eh … ho fatto uno sbaglio … uno!…”.

La canzone si chiude con un climax di fiati e archi e una memorabile battuta di Adriano: “Tu fai sempre così … prima vuoi fare il disco … poi dopo fai come cavolo ti pare!…”.

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Pubblicato: 5 mesi ago

Dance, darling, dance

Dalla bella intervista a Luca Josi – capo della comunicazione di Tim nonché ideatore e curatore dello spot con il ballerino Sven Otten – apparsa ieri su La Verità abbiamo estrapolato alcune ghiotte dichiarazioni riguardanti il sodalizio pubblicitario con Mina...
A proposito di super budget, com’è arrivata Mina?
«Come una cosa bella. A Sanremo ci siamo chiesti: perché le telepromozioni devono essere percepite come un prodotto minore della comunicazione? Così ci è venuta l’idea di creare uno spettacolo nello spettacolo, provando a immaginare un piccolo musical in stile bollywoodiano derivato dallo spot. Recchi e Cattaneo hanno sposato l’idea e sono stati i primi veri sponsor di questa campagna. Si è innescata una sorta d’isteria produttiva: abbiamo avuto il via libera il 15 gennaio e abbiamo iniziato a girare i filmati a Cinecittà il martedì precedente all’inizio del Festival».
E Mina?
«Ho la fortuna di averla amica. Lei ha avuto fiducia nell’idea che le ho proposto. Ed è successo quello che avete visto e ascoltato. La mia più grande preoccupazione era di realizzare qualcosa che fosse rispettoso del suo mito. Mina, che come tutte le persone di genio vive della sua curiosità imprevedibile, ancora una volta ha trovato il modo di divertirsi, stupire e reinventarsi. L’idea di cantare “Tim Tim Tim” è sua. Un guizzo mozartiano di un personaggio dal talento inesauribile».
Da quanto tempo esiste questo rapporto con Mina?
«Siamo amici, ci conosciamo da anni e, appunto, se devo immaginarmi il genio o spiegarlo, penso a lei e a pochi altri. Sono quelle intelligenze carsiche delle quali non riesci mai a capire come costruiscano i passaggi che le portano a intuizioni, a sintesi, che altri producono, faticosamente, dopo percorsi lunghi, concatenati (sempre che le producano). Il genio, invece, all’improvviso ti dà un’intuizione che con istinto animale ti spiazza. È come se fosse già in possesso di una soluzione che agli altri mancava, quello che si definisce “nascere imparato”. Mina è così, una persona imparata in tutte le situazioni, mai fuori luogo, non s’identifica con una stagione attraversandole tutte da protagonista».
C’è un episodio, una frase, una situazione che l’ha particolarmente colpita in questa amicizia?
«Le amicizie e i sentimenti privati si definiscono tali proprio perché lo restino».
Per tornare al punto dal quale abbiamo iniziato: quali sono i grandi progetti su cui sta lavorando il terzetto Tim, Josi, Mina?
«Molti, ma non le rovinerò la sorpresa». (…)

 

 

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Pubblicato: 5 mesi ago

Il genio in una stanza

A tre anni esatti dalla sua scomparsa, dobbiamo ancora saldare un debito al caro amico Gherardo Gentili. L’inedito ritratto di Christine Leroux che state per leggere era destinato alla rubrica Nougatines che per qualche numero, una decina di anni fa, il prestigioso giornalista curò per la nostra modesta fanzine. Senonché, non avendo stretta attinenza col carattere “Minotematico” della rivista, l’articolo rimase impubblicato. Ci sembra oggi giunto il momento di riparare all’imperdonabile mancanza…

di Gherardo Gentili

“Colazione da Tiffany”. È un romanzo di Truman Capote. Non ricordo se in principio o alla fine il narratore riesce ad avere qualche notizia della protagonista improvvisamente scomparsa da New York. La bella e sofisticatissima Holiday Golightly. È stata vista nel cuore dell’Africa nera, ospite di una tribù di ottentottti, sempre decisa a fare la sua vita e pronta a seguire il suo estro.
Io non sono Truman Capote, ma sull’esempio di quel ricordo, mi chiedo: Christine dove sei ora? Che fai? Sei la proprietaria di una fazenda in Sudamerica e abiti una villa in stile coloniale? Vivi a Parigi, hai un salotto frequentato dalla gente che conta, vesti solo Chanel e Givency o indossi le cose comperate nei mercatini che, grazie a te, diventano capi d’alta moda? Lavori ancora nella discografia tra Milano, Londra e New York? Hai un casale in Toscana come Sting?Continua a leggere

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Pubblicato: 5 mesi ago

Tim… ballo alla mazziniana

Davvero molto interessante questo strillo d’agenzia diffuso poche ore fa dall’Ansa: “Massimiliano Pani, figlio di Mina e anche assennato collaboratore della più straordinaria interprete della canzone italiana, racconta sul numero di Prima Comunicazione in edicola a Milano e su smartphone e tablet da domani sabato 25 febbraio, a Roma da martedì 28 e a seguire nel resto d’Italia, come e perchè sua madre abbia acconsentito senza riserve all’idea di tornare (in voce) al Festival di Sanremo con lo spot di Tim: «Mina che nutre grande affetto e considerazione nei confronti di Luca Josi, produttore televisivo e operatore culturale scelto dal presidente di Telecom Giuseppe Recchi per il ruolo di chairman office, ha capito il valore di quell’idea e ha detto di sì». Ci sarà un seguito? «Il trio Mina-Josi-Tim sta covando idee molto forti. Di più non le dico. Aspetti e vedrà».”.
Ci auguriamo però che a queste allettanti novità si affianchi presto anche qualche nuova mossa promozionale che consenta a Le Migliori di continuare la sua navigazione col vento in poppa nelle classifiche: è vero che anche nella top ten Fimi di questa settimana la coppia più bella del mondo detiene saldamente la terza posizione (potenza del passaparola del pubblico…) lasciando nelle retrovie buona parte delle emissioni sanremesi, ma ci pare ormai giunto il momento di ridare ulteriore slancio ad un album che ha tutte le carte in regola per resistere sulla cresta dell’onda almeno fino al prossimo Natale…

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato: 5 mesi ago

Ma quando vien lo sgelo…

In attesa che – tra pochi giorni – la long version di oltre tre minuti della strepitosa All Night mazziniana sia finalmente scaricabile sul portale Tim Music, l’album best seller dell’anno Le Migliori, ringalluzzito anche dal successo del secondo singolo A un passo da te, ha tutta l’aria di voler proseguire imperterrito la sua marcia trionfale in barba all’esile concorrenza delle novità sanremesi appena sfornate. Già si parla dell’imminente lancio di un terzo estratto per le radio (Come un diamante nascosto nella neve sarebbe a nostro avviso la scelta più scintillante per concludere in bellezza questo magnifico inverno minacelentanesco, ma c’è anche l’ottima Se mi ami davvero che giustamente reclama il suo momento di gloria on air). Continua a leggere