Il Blog

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Pubblicato: 3 giorni agoNuovo articolo

È già calda l’atmosfera…

A ormai undici mesi dal lancio di Amami amami come spumeggiante brano apripista de Le Migliori, è già alle stelle tra i fans di Mina e di Celentano l’attesa per il singolo che – presumibilmente nella seconda metà di ottobre – anticiperà di qualche settimana l’uscita nei negozi del superbox “definitivo” della Coppia più bella (e più natalizia) del mondo. Sapremo a suo tempo dalle fonti ufficiali lugan-galbiatesi quale delle due canzoni inedite previste nella raccolta – l’una squisitamente minosa e  fresca d’incisione, l’altra più in linea col mondo celentanesco e pronta da tempo – avrà l’onore di approdare per prima nelle radio…

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Pubblicato: 7 giorni ago

Todavia… diez!

A dieci anni esatti (come passa il tempo…) dal lancio di Todavia, vi riproponiamo la cartella stampa dell’album – datata 21 settembre 2007 – superbamente redatta da Franco Zanetti...

Fra il 1958 e il 1962, il Secondo Programma radiofonico della RAI mise in onda, il venerdì sera, una trasmissione intitolata Gran Gala: fra i conduttori, oltre a Lidia Pasqualini, Lauretta Masiero, Antonella Steni e (unico uomo) Pippo Baudo, ci fu anche Mina, che proprio in una puntata di Gran Gala trasmessa sul finire del 1960 interpretò Malasierra, un bolero-beguine di P.G. Redi già nel repertorio di Vera Valli e Nilla Pizzi. E’ questa la primissima interpretazione in spagnolo documentata ufficialmente di Mina: che discograficamente esordì in quella lingua nel settembre del 1961 con Moliendo café.

A che serve questo sfoggio di dati e informazioni. Soltanto a testimoniare che Mina e l’America Latina, le sue lingue, le sue canzoni, si frequentano da tempi non sospetti. E a confermare l’intensità di questa frequentazione è la constatazione che la maggior parte delle canzoni che Mina ha inciso in una lingua diversa dall’italiano sono, appunto, quelle cantate in spagnolo: la cifra complessiva, dopo l’uscita di questo nuovo album, supera i cento titoli.
Non ci sarebbe dunque da stupirsi del fatto che nel mondo latino (Spagna e Sudamerica, ma anche Stati Uniti meridionali) Mina sia molto presente nella considerazione del pubblico; quello che semmai stupisce, e con ragione, è che questo fenomeno (già sorprendente se si considera che da moltissimo tempo Mina non partecipa del gioco mediatico) si è andato consolidando ed accentuando negli ultimi anni. Sono in costante aumento i siti Internet a lei dedicati, sono numerose le giovani cantanti che rieseguono i brani del suo repertorio, sulle sue canzoni è stato persino costruito un musical di grande successo (Mina… che cosa sei?, di Valeria Ambrosio e Elena Roger), passato anche dall’Italia l’anno scorso dopo tre anni di repliche a Buenos Aires
Nel mondo latino c’è fermento, per Mina. E dunque, perché non pensare a un disco ideato appositamente per quel vasto mercato? Se lo sono chiesti Massimiliano Pani e Marco Cestoni: e dopo un anno e mezzo di lavoro, la risposta è Todavía.

Il disco nasce da quell’intuizione iniziale: con l’intento di realizzare un album di canzoni relativamente recenti del repertorio di Mina – degli ultimi 15 anni, suppergiù – quasi tutte riarrangiate e risuonate e tutte (ovviamente) ricantate. Poi, dal confronto con i diversi mercati nazionali (la Spagna, l’Argentina, il Messico, il Brasile…) sono arrivate indicazioni, suggerimenti e richieste: così il disco si è arricchito di tre classici e di alcuni duetti – due dei quali per canzoni che Mina non aveva mai registrato prima d’ora.
Non c’è da meravigliarsi che gli interpreti maschili che in Todavía duettano con Mina abbiano accettato senza riserve e senza indugi la proposta di unire le loro voci a quella di lei: Mina è l’artista italiana più riconosciuta – per classe, talento e carisma – non solo dal pubblico, ma anche dagli artisti della musica internazionale. Né c’è da meravigliarsi se, dal punto di vista delle atmosfere sonore e degli arrangiamenti, Todavía non è un disco latineggiante: né intendeva esserlo. L’album vuole invece dare una testimonianza dell’artista Mina così com’è oggi, riflessa in lingua diversa dall’italiano (da qui l’idea della copertina di Mauro Balletti, in cui Mina compare allo specchio ma con gli occhi di colore diverso) ma sempre a modo suo, fedele al proprio stile e alla propria cifra espressiva.
Todavía , nato per il mercato latinoamericano, esce anche in Italia, con la medesima tracklist e con minime differenze di packaging: per accontentare non solo i fan di casa nostra, ma anche quanti vogliano riascoltare – uguali ma diverse – alcune delle canzoni di Mina con parole (quasi tutte scritte da Mila Ortiz e da Lele Cerri) dal suono e dalla musicalità differenti da quelle con le quali hanno finora ascoltato certe canzoni. E Mina raramente rifà le proprie canzoni: un motivo supplementare di interesse per questo album inusuale, ma indubitabilmente coerente con la storia e le storie di Mina – e che potrebbe, chissà, costituire un precedente significativo. Nunca digas nunca...

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Pubblicato: 4 settimane ago

Riaccendi quelle luci

Dopo essere stato – anche quest’anno – il programma di gran lunga più visto e gradito dell’estate di Raiuno, con l’approssimarsi dell’autunno il glorioso Techetechetè si appresta purtroppo a congedarsi dai telespettatori per lasciare il posto al piatto e ripetitivo appuntamento quotidiano con gli eterni giochini a premi dell’access prime time. Prima di chiudere (temporaneamente) i battenti, però, l’amato videoscrigno della Rete Ammiraglia ha in serbo per noi ancora un’ultima graditissima sorpresa: una megapuntata speciale – che occuperà l’intera prima serata di venerdì 8 settembre – tutta dedicata a Mina e a Raffaella Carrà

Mina feat. Pino Presti Orchestra
Pubblicato: 1 mese ago

E poi ritorna ancora e ancora

Oltre ai sessant’anni tondi di carriera, nel 2018 si celebrerà – come ben sapete – il quarantennale dell’addio di Mina alle scene. Ai roventi e indimenticabili concerti della Tigre sul palco di Bussoladomani dedicammo tanti anni fa – nelle ancora goffe e amanuensi fanzine 43 e 44 – un lacunoso e insulso dossier suddiviso in due parti, ed è per riparare a quella doppia figuraccia che riteniamo doveroso tornare sull’argomento con una più ricca e dettagliata monografia in uno dei prossimi numeri. È una promessa che non a caso vi facciamo oggi – 23 agosto – nel giorno in cui ricorre non solo il 39° anniversario dell’ultimo di quei mitici récital ma anche il compleanno del Maestro Pino Presti che del Live 78 mazziniano è stato il grande coprotagonista. Ma quella odierna è per noi una giornata speciale anche per un altro motivo: tra poche ore, infatti, la nostra tipografia di fiducia riaprirà i battenti dopo la pausa ferragostana e la nuovissima fanzine 82 potrà finalmente andare in stampa: un numero “tranquillo”, prevalentemente storiografico (il pezzo forte sarà una minuziosa retrospettiva sul 1968, primo anno di effettiva attività della PDU), in attesa dei sommari all’insegna di tanta “nuova” Mina che contraddistingueranno i numeri in uscita nel corso di un 2018 a dir poco esplosivo…

Mina Canfora Studio uno 1965
Pubblicato: 2 mesi ago

Tra questa orchestra e voi

Se ne è andato in silenzio, con la discrezione che gli era propria, salutato in Rete e nei TG da un’Italietta smemorata con frettolosi coccodrilli wikipedestri. All’immenso Bruno Canfora la nostra fanzine ha dedicato tre anni fa, in occasione del suo novantesimo compleanno, un dettagliato ritratto monografico che il Maestro, in quel periodo impossibilitato a concederci un’intervista perché convalescente dopo un delicato intervento chirurgico, ci confessò telefonicamente di avere molto gradito. Ve ne riproponiamo i primi due capitoli invitandovi a rileggere l’intero articolo, in attesa del nuovo numero nel quale dell’aureo sodalizio tra Canfora e Mina si tornerà a parlare nel dossier sul 1968..

di Antonio Bianchi

Una silhouette priva di microfono, in secondo piano. Ma capace, con un lieve gesto, di accendere la musica. Baffetti, occhiali spessi e un compassato abito scuro da serioso professore. Ma associato a colori gioiosi e a un caleidoscopio di confezioni sonore. L’approccio riservato e discreto del gentleman votato all’understatement. Eppure baciato da una sorridente popolarità.Continua a leggere

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Pubblicato: 2 mesi ago

Minafanclub 82, anteprima copertina!

Sono almeno tre le buone ragioni per cui abbiamo scelto questa splendida Mina-Morirò per te (liberamente rielaborata da Remo Prodoti con cromaticità più decise rispetto all’etereo e incantevole scatto originale di Mauro Balletti) per la prima pagina della nuova fanzine.

1) È collegata a Celso Valli che è tra i protagonisti di questo numero con una grande monografia+intervista.

2) Il 45 giri MORIRO’ PER TE segna una tappa importante nel mezzo secolo di storia della PDU essendo la prima emissione mazziniana ‘made in Lugano’ dopo l’abbandono della Basilica. E ai 50 anni dell’etichetta di Mina questa fanzine è strettamente legata.

3) C’è un legame squisitamente danzereccio tra la Mina di MORIRO’ PER TE e quella che, 35 anni dopo, è tornata a farci ballare sulle note electro swing di ALL NIGHT.
Tutt’altra atmosfera si respirerà invece nel retrocopertina, con un’inedita “Mina in studio” di fine 1967 a documentare gli albori della PDU…

 

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Pubblicato: 2 mesi ago

Chi la dura la vintage

‘Il volto televisivo di questi primi 60 anni - dichiarò qualche anno fa all’Ansa Gianni Boncompagni, uno che di tv (bella e brutta) se ne intendeva – per me resterà sempre MinaI suoi varietà del sabato sera diretti da Falqui sono ancora modernissimi. E lei è di un’insuperabile eleganza. Dote che non appartiene più alla Televisione di oggi. Non per niente a guardarla sono ormai solo donne anziane semianalfabete, quelle che votano Berlusconi. I ragazzi non sanno neanche cosa sia…”. Sono parole (condite di quella vena caustica di cui l’indimenticato regista-conduttore amava fare sfoggio) che bastano da sole a spiegare il motivo per il quale  l’appuntamento quotidiano con Techetechetè nell’access prime time di Raiuno si sia rivelato anche quest’anno il dominatore incontrastato dell’auditel estivo, incollando ai teleschermi non solo il fedele pubblico dei meno giovani ma anche un insospettabile target di under 25 solitamente insofferenti ai richiami del tubo catodico. E il dato curioso è che gli ascolti del programma volano alle stelle non solo grazie al solito manipolo di imprescindibili vecchie glorie acchiappashare (Mina, Celentano, Battisti, Carrà, Sordi, Totò…) ma anche a uno stuolo di personaggi minori e talvolta minuscoli che gli abili topi d’archivio delle Teche RAI si divertono a ripescare dall’oblio forse anche per dimostrare che non era sempre tutto oro quello che luccicava nei tanto rimpianti palinsesti d’antàn. Fatto sta che perfino il più trito degli sketch con Ric e Gian o la più modesta delle performances di Rosanna Fratello garantiscono ascolti più lusinghieri (e a costo zero) di tanti faraonici show dell’ultima stagione come lo strombazzatissimo Laura e Paola che, nato con l’ambizione di rinnovare i fasti dell’inarrivabile Milleluci, ha visto l’accoppiata Pausini-Cortellesi racimolare meno consensi di un récital di Mariano Apicella su TeleIrpinia. Ma c’è un altro esempio di TV vincente, sia pure per una platea più di nicchia, nell’attuale programmazione della Rete Ammiraglia della RAI: stiamo ovviamente parlando degli imperdibili appuntamenti del giovedì in seconda serata con I supereroi di Pani e Mollica che, dopo le prime due belle puntate dedicate a Toto Cutugno e a Paolo Conte, vedrà oggi protagonista un idolo del momento come Francesco Gabbani. Il tutto, anche in questo caso, arricchito dai preziosi contributi filmati attinti alle Teche di Viale Mazzini (ma anche dagli scintillanti interventi al pianoforte di Danilo Rea)…

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Pubblicato: 2 mesi ago

La nostra storia tra le dita

“Certo che la tirate per le lunghe con questa fanzine”, ci ha scritto un impaziente abbonato commentando la nostra (saggia) decisione di rinviare a dopo le ferie agostane la spedizione del nuovo numero inizialmente atteso per fine luglio. Non parliamo poi dei tanti soci che, non accontentandosi di due sole riviste all’anno, auspicherebbero un ritorno alla periodicità quadrimestrale dei vecchi, smilzi e malfotocopiati bollettini amanuensi di trenta-trentacinque anni fa. Certo, si tratta pur sempre di “lamenti d’amore” che da una parte testimoniano la passione e l’interesse con cui molti di voi seguono il nostro lavoro ma che dall’altra non tengono conto dei grandi sforzi e delle notevoli difficoltà che si nascondono dietro la realizzazione – centellinata nei rari ritagli di tempo libero che la vita ci concede – di una fanzine così curata e lussuosa. Per prima cosa, di ogni numero scegliamo con largo anticipo – concordandoli col “condirettore” Antonio Bianchi – gli argomenti da trattare, dando ovviamente la precedenza alle novità del momento (che fortunatamente con Mina non mancano mai) ma senza trascurare le monografie dedicate al passato (e anche in questo caso una carriera ormai quasi sessantennale come quella della Tigre offre spunti a iosa). Una volta deciso il sommario, si passa alla fase redazionale vera e propria: per i dossier storiografici – come quelli, molto graditi, sulle singole annate e sui relativi album – un fondamentale aiuto preliminare ci viene dato non solo dai meravigliosi Mauro Balletti e Gianni Ronco nella loro qualità di iconografi ufficiali della Mazzini ma anche da un non meno prezioso drappello di collezionisti (Massimo Catti, Paolo Piccioli, Mario Beda, Fernando Fratarcangeli) che ci mettono generosamente a disposizione le “chicche” più rare dei loro archivi personali. La stesura di ogni articolo è quasi sempre arricchita dal contributo di “testimoni eccellenti” che ci svelano i loro amarcord con pezzi scritti di loro pugno (come è solito fare, per esempio, l’amico Pino Presti) o mediante interviste (spesso affidate a validissimi collaboratori come Stefano Crippa, Lucio Nocentini o Aldo Dalla Vecchia). Decisamente di più semplice realizzazione è invece la parte riservata all’attualità e ai nuovi dischi in uscita (per i cui dettagli dietro le quinte, così come per i contatti con i vari autori e musicisti, possiamo contare da sempre sull’affettuosa disponibilità di Massimiliano). Articoli, box e illustrazioni sono quindi minuziosamente inseriti in chiavetta in rigoroso ordine di pagina e passati al bravissimo Remo che provvede a impaginare il tutto da par suo per poi consegnare il lavoro finito (previa un’ultima supervisione da parte del nostro supremo correttore di bozze Franco Zanetti) alla tipografia. Nel frattempo, prende il via la fase più noiosa di tutta l’operazione: la compilazione e l’affrancatura delle buste nelle quali saranno infine inserite le copie fresche di stampa pronte per essere spedite agli abbonati sparsi dal Manzanarre al Reno…

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Pubblicato: 2 mesi ago

I “Giorni” che ci appartengono

L’attesa del consueto 45 giri estivo di Mina era per me iniziata, in quel 1977, già alle prime avvisaglie della primavera. Ma giugno volgeva ormai al termine e della possibile uscita di un nuovo singolo mazziniano non ero ancora riuscito a sapere nulla né dal mio negoziante di dischi né dalle pagine dell’- allora – oracolare Sorrisi. Quand’ecco che – a luglio ormai incombente – la mia radiolina casualmente sintonizzata sul Secondo Programma della RAI mi regalò l’agognata anteprima, preceduta dall’annuncio del compunto conduttore (Emilio Levi, se ben ricordo): “Si intitola Giorni ed è il nuovissimo 45 giri di Mina…”. Mi sparai nelle orecchie la (meravigliosa…) canzone in religioso silenzio, praticamente senza respirare, cercando di memorizzarne almeno il ritornello “E c’eri tu, tu, tu nei giorni miei, e da che non ci sei non mi piaccio più…”  nel quale, lì per lì, mi parve di cogliere una vaga quanto improbabile familiarità con la celentanesca Sotto le lenzuola (“Io amo lei, soltanto lei, ma perché mai l’avrò tradita…”). Passarono altri Giorni senza nuovi passaggi radiofonici del brano, finché – ai primi di luglio – il programma mattutino Voi ed io (condotto in quelle settimane, se ben ricordo, da Valeria Moriconi) mi sconvolse con una seconda primizia di maestosa, severa e quasi operistica bellezza, Ormai, anch’essa presentata – ohibò – come “la canzone dell’estate di Mina”. Tutto questo mentre il mio discaio di fiducia continuava a dichiararsi all’oscuro di imminenti emissioni miniane. A risolvere quello che – almeno per me – era il giallo mozzafiato dell’estate provvide, a metà mese, il settimanale Il Monello con un succoso trafiletto in cui si spiegava che Mina aveva congelato per settimane l’uscita del nuovo singolo perché indecisa su quale dei due pezzi scegliere come facciata principale, optando alla fine per la salomonica soluzione del doppio lato A. Pochi giorni dopo – era ormai il 19 luglio – Giorni/Ormai vide finalmente la luce, in tempo per fare da favolosa colonna sonora a quanto restava della mia estate da studente liceale, ma forse un po’ tardi per contendere alle varie Ti amo di Umberto Tozzi, Amarsi un po’ di Battisti e I Feel love di Donna Summer i loro (meritati) posti al sole in hit parade. Tuttavia, pur non riuscendo a salire oltre un pur onorevole nono posto nella classifica ufficiale dei 45 giri, la popolaresca e insieme raffinatissima Giorni di Albertelli-Shapiro ebbe la sua bella rivincita nei juke-box, capeggiando per diverse settimane la hit dei brani più gettonati. A godere invece di meno immediata fortuna fu la nobile consorella Ormai di Andrea Lo Vecchio, di lì a poco destinata – in compenso – a occupare un posto d’onore tra i “miei” classici mazziniani di sempre. A dare una notevole “botta” promozionale al 45 giri, in assenza di apparizioni televisive, contribuirono due splendidi articoli su Bolero e Sorrisi con foto nuovissime della Signora scattate tra Venezia (in vacanza con Benedetta al Lido) e Milano. Ovviamente, il servizio del mitologico Gherardo Gentili sul settimanale diretto da Vesigna era quello più ghiotto di rivelazioni sul nuovo doppio album che Mina stava incidendo in Basilica: “Uno dei due 33 giri sarà dedicato a Enzo Jannacci. Mina continua l’operazione iniziata con Lucio Battisti: interpretare un cantautore dandogli una dimensione nuova, senza tradirne lo spirito originario. Operazione che con Lucio ha dato risultati eccellenti e che naturalmente ha determinato una lista di “aspiranti”. Quali saranno i prossimi cantautori dopo Jannacci? Possiamo azzardare qualche nome. Il gioco delle ipotesi è affascinante. Modugno, Celentano, Endrigo, Le Orme, Gli alunni del sole… Il lettore è invitato a continuare”. Insomma, terminata l’attesa del singolo, per me era già tempo di dare il via a un nuovo spasmodico conto alla rovescia in vista del pantagruelico appuntamento autunnale con Lady PDU…

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Pubblicato: 3 mesi ago

Fanzine 82, anteprima sommario!

Il 1968 di Mina tra liberazione e rivoluzione

Ricomincio da dieci

di Loris Biazzetti

 

Un inviato speciale alla Bussola

L’allegria nasce da me

di Giorgio Calabrese

 

I primi dodici mesi della Mina PDU

Un anno a 68 giri

di Antonio Bianchi

 

Graffi e carezze della più inafferrabile delle redattrici

Scripta Minant / Speciale 1968

di Mina

 

La PDU prossima ventura

E la favola continuerà

Nostra intervista a Massimiliano Pani

 

Il tocco magico di Valli da Anche un uomo a Le Migliori

Quel Celso non so che

di Antonio Bianchi

 

Fortissimamente Valli

Intervista di Stefano Crippa

 

Ultimissime dal pianeta Mina

Come gocce

 

In spedizione a fine agosto!

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Pubblicato: 3 mesi ago

Canto per te questa canzone…

No, nessun coccodrillo di circostanza: della storia umana e artistica di Paolo Limiti – che ci ha lasciati stamane dopo una lunga malattia – dicono già tutto gli splendidi testi che ci ha regalato nel suo mezzo secolo di attività come paroliere. Delle memorabili canzoni che ha composto per Mina – e di cui è superfluo ricordare qui i titoli – tante volte abbiamo parlato e tanto ancora parleremo nella nostra fanzine. Certo, ci rimane il rimpianto di non avergli mai dedicato, a differenza di quanto fatto per altre grandi firme del repertorio mazziniano, un’adeguata “monografia d’autore” , così come ci spiace di non aver insistito più di tanto per strappargli l’intervista che lui – per quel suo insospettabile pudore così stridente con l’esuberante comunicativa che dimostrava in tivù – non ha mai ritenuto opportuno concederci, sottintendendo il fatto che: “È ancora tutto qui, non ho parlato mai: ho raccontato dei silenzi a tutti voi…”.

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Pubblicato: 3 mesi ago

Come se io fossi lì

Un nuovo bellissimo singolo minacelentanesco – Se mi ami davvero di Mondomarcio – in rotazione radiotelevisiva da ieri; gli spot della Tim che impazzano dall’11 giugno sui teleschermi con la fantastica All Night finalmente disponibile per intero su iTunes e sulle altre piattaforme digitali; l’imminente ritorno su Raiuno di Massimiliano al fianco di Vincenzo Mollica con la seconda serie di Supereroi; il già attesissimo repack autunnale de Le Migliori: non si può certamente dire che il presente e l’immediato futuro del Clan Mazzini siano avari di novità. Ma oggi è il 24 giugno e in un giorno come questo – in cui ricorre anche il compleanno di Edoardo Pani: auguri! – non possiamo non volgere lo sguardo al passato ricordando quella magica serata di 39 estati fa in cui Mina tornava a esibirsi in pubblico dopo sei anni di assenza dalle scene. Quella sera, tra le settemila persone in delirio sotto il tendone di Bussoladomani c’era anche la nostra indimenticabile pasionaria Rina Gagliardi

di Rina Gagliardi

Di che cosa si occupa la musica, da sempre, se non di fermare il tempo? Questo pensierino mi frulla da tempo, appunto, nella testa, e in varie direzioni, da quella pseudofilosofica a quella personale. Ascoltavo – per la millesima volta – Mina live, e non potevo non essere lì, in quella serata di giugno del 1978, in mezzo ad una folla ubriaca, come me.

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TIM SPIDER MAN
Pubblicato: 3 mesi ago

Sarà bello avere tutto

A quattro mesi dall’exploit sanremese e dopo lo spot di un minuto – trasmesso a sorpresa durante la recente finalissima di Champions League – con le migliori performances amatoriali degli emuli del ballerino Sven Otten, da lunedì 11 giugno Mina è tornata protagonista a tempo pieno della trionfale campagna televisiva Tim facendo ballare , oltre all’immancabile Sven, nientemeno che SpidermanContinua a leggere

INTERNO-DIGIPAK
Pubblicato: 4 mesi ago

Ci sono cose in un silenzio…

Il lancio ormai imminente del quarto estratto radiofonico dovrebbe ridare a Le Migliori quella sferzata di vitalità di cui il disco ha sofferto la mancanza nei sonnolenti mesi primaverili: ovviamente non sta a noi svelare in anticipo il titolo del brano scelto, che pure rientra nella terna di potenziali singoli – Se mi ami davvero, Come un diamante… e Non mi ami – che avevamo petulantemente ipotizzato in uno dei nostri ultimi post. Più che sul piatto mercato estivo, però, i team di Lugano e di Galbiate sembrano voler concentrare i loro piani di rilancio dell’album sul prossimo periodo natalizio – l’unico nel quale si venda ancora qualche disco – con un repack-strenna in grande stile che, oltre ad attingere qualche titolo alla tracklist del primo Minacelentano, ci regalerà un paio di nuovissimi duetti destinati a rinverdire i fasti di Amami amami e A un passo da te. Continua a leggere

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Pubblicato: 4 mesi ago

Venti di passione

In un post di qualche giorno fa esprimevamo rammarico per la scarsa presenza nella fanzine (e nel Minafanblog) di firme giovani e fresche. La socia ventunenne Selene Barbone di Alessandria ha prontamente risposto al nostro appello con questa tenera dichiarazione d’amore…

di Selene Barbone

Seduta su uno scomodissimo sedile blu del treno, tornando a casa dall’università, ascolto come d’abitudine la musica con i miei fedelissimi auricolari bianchi. Proprio nel momento in cui Mina inizia a cantare, il rumore all’esterno si fa sempre più forte, costringendomi a interrompere. “Come rovinare la sacralità della voce più bella del mondo”, penso. Aspettando, quindi, che torni un po’ di tranquillità, rifletto su come sia arrivata sulla strada di mattoni gialli che porta alla Tigre – sette anni or sono, cioè quando ne avevo appena 14.

Quello di Mina è un nome che ha sempre girato sulle bocche di tutti in casa mia. Spesso insieme a Battisti, portandomi ingenuamente a pensare che fossero sposati (nella mia mente di bambina, questa cosa aveva senso). Eppure i miei genitori non sono assidui frequentatori della sua discografia, a dimostrazione del fatto che, se è destino, Sua Maestà arriva sempre a destinazione.Continua a leggere

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Pubblicato: 5 mesi ago

Un (mezzo) anno d’amore

Forte dei suoi sei mesi – totalizzati con la classifica FIMI aggiornata ieri – di presenza ininterrotta nella top ten, Le Migliori si appresta anche a tagliare il traguardo del sesto disco di platino, al cui conseguimento, secondo le proiezioni ufficiose ma affidabili del sito worldwidealbums, mancherebbero ormai solo poche migliaia di copie. Continua a leggere

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Pubblicato: 5 mesi ago

Bau e Caramella, padelloni mancanti

Mentre nella top ten FIMI dei CD più venduti Le Migliori resiste incrollabilmente al sesto posto dopo quasi sei mesi di presenza ininterrotta, le nuove edizioni a 33 giri dell’album uscite in occasione del Record Store Day si sono immediatamente piazzate in vetta alla speciale classifica relativa agli LP. A tale proposito diamo volentieri spazio alla doppia richiesta vinilica inviataci dall’amico barese Luigi Iacobellis…

di Luigi Iacobellis

Reduce da questo Recordstoreday,  lancio un appello che spero gli amici del Mina fan club vorranno promuovere e condividere con chi di competenza: a quando i vinili di Bau e Caramella? Nella sfornata Sony di qualche anno fa e nelle varie riemissioni, questi due 33 giri sono stati completamente saltati. Da collezionista quale sono, insieme a tanti amici di questa pagina, avrei preferito la stampa di questi due vinili piuttosto che la quarta e quinta edizione in lp colorato di Le migliori (che si aggiungono al vinile nero e ai due picture già prodotti). Capisco le ovvie ragioni commerciali, ma ad una prossima sfornata vinilica dei due suddetti album di inediti ci voglio credere…

 

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Pubblicato: 5 mesi ago

Musica per lui

Il sommario di ogni nostra fanzine non nasce mai a casaccio ma si adatta – anche con cambiamenti dell’ultima ora – all’agenda delle pubblicazioni e delle ricorrenze mazziniane. Ed è così che la crono-monografia sul 1966 e sull’album Mina 2 che avevamo preannunciato per il prossimo numero in coincidenza con l’uscita di un’importante emissione discografica legata al periodo Ri-Fi è stata rinviata alla fanzine successiva a causa del temporaneo stop dato all’iniziativa in questione. Pertanto, il numero 82 che vedrà la luce nel corso dell’estate avrà come argomento-clou – accanto a un grande servizio (con intervista) dedicato al Maestro Celso Valli – un evento di più stringente attualità: l’imminente mezzo secolo di vita della PDU. Continua a leggere

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Pubblicato: 6 mesi ago

Ora tocco la tua voce

“Oggi - scriveva Mina una ventina di anni fa in un suo appassionato panegirico del “caro vinile, forte e sincero” pubblicato su Musica di Repubblicanon c’è più tempo per spostare il braccio meccanico sulla quarta canzone del lato B del tuo album preferito e per rigirare tra le mani le belle e ingombranti copertine. No, ora si usano i tasti, il digitale, l’estraneo, l’asettico. Eh, sì, ora tu non fai più niente. Schiacci e basta. Ma è strano il destino del vecchio vinile: prima criticato da tutti per la sua imperfezione tecnica, ora è rimpianto, non foss’altro per la sua economicità. Il vecchio 33 giri è il luogo dove lo scorrere del tempo lascia i suoi segni indelebili: graffi di puntine, ditate sulla copertina e pieghe agli angoli quando non riesci a mettere il disco al suo posto giusto. E la possibilità che lo sguardo si allarghi su una foto che ti riempie il campo visivo. Invece le omologate scatole di plastica del cd non ti consentono neppure di individuare un particolare. E la fantasia non ha più spazio”. Ci sarà, in compenso, ampio spazio per la voce di Mina nell’ormai irrinunciabile ricorrenza del Record Store Day che si celebrerà – in Italia come nel resto del mondo – il prossimo 22 aprile: per l’occasione usciranno due nuove edizioni picture su vinile giallo e rosso del long seller Le Migliori e una ghiotta emissione a 45 giri de La canzone di Marinella comprendente la versione del brano che la Tigre incise nel 1967 nel suo secondo singolo targato PDU e quella duettata trent’anni dopo con Fabrizio De André nell’album Mi innamoravo di tutto del grande cantautore.

Nel frattempo, Mina non ci lascia certo a digiuni di sorprese: sabato 1° aprile è stato finalmente diffuso su youtube il bizzarro ma divertente video (di Gaetano Morbioli) del nuovo singolo minacelentanesco Ma che ci faccio qui e proprio ieri il sito di Sorrisi ha postato in anteprima l’inedita, bellissima “canzone di un minuto” Sacrificio d’amore che dai primi di maggio farà da sigla – griffata Cerri-Pani – alle 22 puntate dell’omonima nuova fiction in costume di Canale 5. Prosegue, invece, dai tempi dell’exploit sanremese di due mesi fa la vana attesa della promessa long version di All Night e dei pluriannunciati nuovi spot pubblicitari della Tim con la voce della Nostra: ma la pazienza, si sa, è l’indeteriorabile virtù dei mazziniani…

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Pubblicato: 6 mesi ago

Le Voci del silenzio

Ricordate il gustoso trafiletto che Vanity Fair  dedicò alla nostra Rina Gagliardi nei primi mesi del 2004? Vi rinfreschiamo la memoria: “Discussione vibrante alla buvette di Montecitorio: la senatrice Rina Gagliardi, condirettrice di Liberazione, la penna più a sinistra del giornalismo italiano, impegnata in un accesissimo capannello, prorompe in un ululato: ‘E’ un carisma che non si discute, chiaro? Cristallino, assoluto, limpido. Non c’è trippa per nessun altro’. A chi si riferisce la firma prediletta da Fausto Bertinotti? Alla nuova stella della sinistra europea, Zapatero? A Marcos? A Che Guevara? Macché: a Mina. La condirettora le ha dedicato un peana e chiude con un’affermazione: ‘Platinum Collection è l’album più bello degli ultimi dieci anni. Ha fregato tutti quanti, da Celentano a Masini…”. La stessa Rina commentò questo divertente episodio nella fanzine 61 uscita qualche mese dopo: “Quando un Suo disco mi piace molto, mi trasformo, nei fatti, in un agente prezzolato della PDU: lo propagando, lo diffondo, soprattutto lo regalo. È un meccanismo quasi irresistibile, dove si fondono mirabilmente l’amor sacro e l’amor profano, la gratuità del dono e l’atto del consumo. Così, tra Natale e Capodanno, diversi amici miei sono stati gratificati con il cofanetto napoletano Primo, Secondo e Terzo Estratto. Così, a Pasqua, altri – scelti con cura, s’intende, tra i giovani da ‘acculturare’ e i meno giovani da ‘rimotivare’ – hanno ricevuto la Platinum. Sospetto che lassù, alla PDU, basino proprio su di me le loro strategie commerciali: sono proprio quella che in politica, un’epoca fa, si chiamava agit-prop. Continua a leggere