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Pubblicato: 4 anni ago

Un’emozione un po’ bambina

 A pochi giorni dal 35° anniversario – che cadrà il prossimo 23 agosto – dell’ultima esibizione in pubblico di Mina, vi riproponiamo il personalissimo ricordo di quella mitica estate del ’78 scritto da un fan che a Bussoladomani non c’era. Attenzione: la lettera è datata 1995 e le riflessioni un po’ amarognole di Andrea sulla Mina “del presente” si riferiscono in realtà ai doppi un po’ di routine di quegli anni. Non fatichiamo a immaginare che i giudizi dello stesso fan sull’attuale produzione mazziniana sarebbero ben diversi…

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di Andrea Perego

Ecco qua il mio ’78. Perché anch’io ho il mio ’78 da ricordare. Potrei metaforicamente definirmi come un “figlio del ’78”. Perché è nato allora il mio amore per la musica, la prima volta che mi sono accostato a Mina. Ma non è vero neanche questo: è stata lei ad accostarsi a me, come una pietra che ti travolge, come una porta che è lì sul tuo destino e prima o poi la incontrerai, e dovrai aprirla. Non c’ero a Bussoladomani, per ovvi motivi di età (allora non avevo ancora 10 anni). Ma nel ’78 è nata la mia grande passione per Mina. Ho un ricordo anche più antico della Mina che era sulla mia strada: è la primavera del ’77 e sto giocando sul tappeto del salotto. Mio padre è seduto in poltrona ad ascoltare la radio, la sua vecchia radio gigantesca degli anni Cinquanta (esiste ancora, anche se non è più in salotto). A un certo punto esce una voce strana e nota dalle due casse “a effetto stereofonico”. Fra il mio chiasso che un po’ lo disturba, lui alza la voce e mi dice secco: “Zitto, zitto, senti la Mina”. Era Sognando, me lo ricordo ancora, e resto incantato. Già affascinato, e forse qualcosa di più.

Poi venne Ancora ancora ancora, la canzone che dichiarò il suo amore per me. C’era quella sigla finale, quei capelli giocosi, quel trucco pesante, quella faccia incredibile come la luna piena. Conservo ancora il ritaglio di un articolo di Maurizio Chierici letto in quei giorni sul Corriere, Quando Mina voleva dire seduzione. Lo lessi di nascosto, nel primo pomeriggio, mentre i miei riposavano, perché allora Mina voleva davvero dire seduzione, e c’era qualcosa di proibito per me, bimbo, nascosto tra quelle righe. Sapevo che “non stava bene” che un bambino si interessasse a Mina o chiedesse qualcosa di lei: lo sentivo. Era un personaggio di cui i grandi parlavano quasi di nascosto. Oggi, a distanza di anni, non so quanto pesasse davvero nell’opinione comune il senso di “peccato” attorno a quella ex-ragazza. Però c’era. Solo alcuni mesi dopo riuscii a ottenere il permesso di comprare un suo LP: era Frutta e verdura, e lo pagai seimila lire. Dopo quel primo articolo del Corriere ne seguirono tanti altri, un fuoco di fila di copertina di copertine, di canzoni, di scoperte. Un settimanale, chissà perché, mi torna in mente prima e più di tutti: era un Epoca, con le pagine intitolate Mina: la festa della vita per me comincia ora. Sono passati tanti anni: fa spavento dirlo. Quante cose sono passate, e quanta altra musica è arrivata. Mina non è più la Mina che scandiva il tempo, che aveva le stagioni. Oggi, da anni, tutto è pianificato ed appiattito da un eterno presente in un’atemporalità in cui le canzoni sono assolutamente intercambiabili. Mina è diventata una “matita copiativa”: Lester Young chiamava così le cantanti che rifanno eternamente se stesse, senza più cambiare quello che dicono e quello che danno. Mina rifà in eterno la fotocopia incolore di quel mito violento che lei stessa ha salutato nel 1978. Va bene, Mina, va bene lo stesso: ogni anno entri comunque in casa mia. Entra sempre un buon prodotto, ma non entra più la stessa emozione. Non importa: anche per me c’è stato il ’78, e te ne sarò grato per sempre. Io sono ancora là….

(Da “Mazziniana-posta annunci e follie del Club”, fanzine numero 44 dell’ottobre 1995)

Comments
  1. lemmy

    Cool 23 agosto, estate 78. io ero giovane, molto giovane e innamorato. insegnavo nuoto ai ragazzini in una bellissima piscina comunale. alle 11 esco dalla vasca e vedo il mio moroso appoggiato al bordo: mi guarda, sorride, e dice «se fai in fretta ti porto a bussoladomani…». in cinque minuti, cinque, saluto i ragazzini, li butto fuori dall’acqua. corro a casa, prendo lo spazzolino. salgo in auto e partiamo.
    arriviamo al forte verso le cinque del pomeriggio. ricordo ancora l’emozione forte fortissima di vedere il tendone dove avevo già visto vari e dimenticabili concerti. smontiamo dall’auto e sentiamo le prove di grande grande grande. lui corre a comprare i biglietti (era lui il più grande dei due, quello che lavorava e guadagnava…). io guardo il biglietto stupito, rapito, agitato. entriamo, cerchiamo il posto, aspettiamo. prima la smorfia, poi…. io c’ero, anzi noi c’eravamo

  2. PieraPaso

    si’ caro Emilio, anche io mai visto è inedito,
    simpatica la MINA che vuole piu’ spettatori,
    l’ho registrato, ma togliero’ le brutte imitazioni
    che non mi piacciono.

  3. emilio bocchi

    Sbaglio o il frammento fuoriscena trasmesso da Teche teche tè di Sabato Sera 67 è un inedito? io almeno non lo avevo mai visto.

  4. Al_Fi(e)

    Concordo: gli anni ’80 della Signora sono stati strepitosi, tranne piccoli “inciampi” sparsi…
    Al_Fi(e)

  5. emilio bocchi

    E’ vero Loris ma dal 78 al 95 la Signora ha sfornato capolavori come Attila,Kyrie,Salomè,Italiana,Rane Supreme ,Uiallalla,Lochness…

  6. Leone Jesolo

    Ho diversi amici che c’erano.
    Quando fra estimatori si parla del recital ’78 la frase “io c’ero!” rimbomba nelle mie orecchie per minuti, forse ore.
    Un inciso breve e intriso di gratitudine, spesso di un malcelato orgoglio e comunque sempre pervaso da una luce, un amore che mi fa letteralmente andare via di testa. Sgrunt!

    Cara, adorata, impareggiabile Mina, non oserei mai chiederti ciò che non faresti probabilmente mai per tutto l’oro del mondo. Però i mezzi tecnologici oggi son tanti e a te cantare piace tanto…perché non ci regali un altro grande spettacolo?
    Riunisci i tuoi adorati artisti in un isola top secret (nella laguna veneta ce ne sono molte così non ti devi scazzare con aerei e lunghi viaggi), metti su un piccolo repertorio che ti sta cuore e ti colleghi via web a noi milioni di ammiratori?
    Tu ti divertiresti un sacco, noi saremmo genuinamente felici …e vissero per sempre felici e contenti.
    No???

  7. loris (Author)

    Oh, Santa Polenta: abbiamo premesso che si tratta di uno scritto risalente al 1995 e quindi ad una diversa fase della carriera di Mina. Ed è in quel contesto che vanno inserite – e prese per quelle che sono, anzi, erano – le personalissime notazioni di Andrea…

  8. emilio bocchi

    Sull’ultimo numero di Vanity Mina risponde ad un fans che le chiede dei suoi duetti con donne: Con la Patty non c’è stata ancora una occasione ma visto che siamo due teenager c’è tempo..Ho in progetto un duetto con la mia coetanea Anna Fougez.

    Anna Fougez, pseudonimo di Maria Annina Laganà Pappacena (Taranto, 9 luglio 1894 – Santa Marinella, 11 settembre 1966

    Troppo simpatica…

  9. Domenico/Napoli

    Ma veramente fate! Mina fotocopia! Ma se in 50 e strapassa anni di carriera ha cantato di tutto e in tutte le lingue possibili; ha affrontato tutti i generi possibili ed immaginabili..ci manca che canti solo qualche scritto trovato in caratteri egizi in antico geroglifico o di qualche sperduta tribù amazzonica..è ovvio che in tanta produzione alcuni lavori possono sembrare similari! Ma se gli ultimi inediti non possono essere per niente paragonati ai lavori degli anni 70/80 …è decisamente contemporanea! ma scusate la Pausini,Giorgia,Oxa la Patty per non parlare delle nuove “mezze calzette” che eterogeneità di reperorio hanno! Voglio stà proprio a vedere che sanno fare dopo 50 anni di carriera..le aspetterei…purtroppo questo il Dio non lo concede! Viva MINA.

  10. PieraPaso

    Stamattina, sul giradischi..c’è la bellissima canzone che la nostra MINA In Love canta nel concerto del ’78 è:
    SOGNANDO
    Me ne sto lì seduta assente
    con un cappello sulla fronte
    e cose strane che mi passan per la mente.
    Avrei una voglia di gridare
    ma non capisco a quale scopo
    poi d’improvviso piango un poco
    e rido quasi fosse un gioco.
    Se sento voci non rispondo
    e vivo in uno strano mondo
    dove ci son pochi problemi
    dove la gente non ha schemi.

    Non ho futuro né presente
    e vivo adesso eternamente
    il mio passato è ormai per me distante.
    Ma ho tutto quello che mi serve
    nemmeno il mare nel suo scrigno
    a quelle cose che io sogno
    e non capisco perché piango.
    Non so che cosa sia l’amore
    e non capisco il batticuore
    per me un uomo rappresenta
    chi mi accudisce e mi sostenta.

    Ma ogni tanto sento che
    gli artigli neri della notte
    mi fanno fare azioni non esatte.
    D’un tratto sento quella voce
    e qui comincia la mia croce
    vorrei scordare e ricordare
    la mente mia sta per scoppiare
    E spacco tutto ciò che trovo
    ed a finirla poi ci provo
    tanto per me non c’è speranza
    di uscire mai da questa stanza.

    Sopra un lettino cigolante
    in questo posto allucinante
    io sogno spesso di volare nel cielo.
    Non so che male posso fare
    se sogno solo di volare
    io non capisco i miei guardiani
    perché mi legano le mani.
    E a tutti i costi voglion che
    indossi un camice per me
    le braccia indietro forte spingo
    e questo punto sempre piango.

    Mio Dio che grande confusione
    e che magnifica visione
    un’ombra chiara mi attraversa la mente.
    Le mani forte adesso mordo
    e per un attimo ricordo
    che un tempo forse non lontano
    qualcuno mi diceva t’amo.
    In un addio svanì la voce
    scese nell’animo la pace
    ed è così che da quel dì
    io son seduta e ferma qui.
    Grazie MINA In Love

  11. PieraPaso

    Grazie carlo Loris,
    per la preziosa informazione
    puntero’ il video per registrare
    le Techete di MINA In Love

  12. loris (Author)

    Ve l’avevamo preannunciato diverse settimane fa in uno degli ultimi post del Blog ed eccolo qua: lo speciale M COME MINA di TECHETECHETE’ andrà in onda stasera, alle h. 20,30 su Raiuno dopo il TG…

  13. Romeo

    Carissima Mazzini….quante volte ho ripensato a quella sera del 1978…..Doveva essere la tua 12.ma ..Per me la prima volta!!!!!!!!Quel grandissimo poster all’ingresso del tendone con una scritta x me poco invitante …Mina si scusa con i suoi Fans ……insomma la fine la conosciamo tutti…L’inizio di un MITO.Mi chiedo e mi sono chiesto tante volte cosa sarebbe cambiato se avessi visto la mia preferita dal vivo…..Credo niente…avrei continuato ad ammirare la sua forza vocale ed il suo carisma di donna.Un mio caro amico …almeno in quel momento storico…..vide il suo concerto 2 volte…ho ancora vivo tutto il suo racconto delle serate sotto il tendone di cui conservo 4 foto .Non ho piu’ notizie del fotografo….Ma la Sig.ra e’ sempre presente.Nell’ultimo periodo in modo molto convincente sia nei lavori inediti…sia nelle Cover.

    Ps.loris Condivido….I doppi un po’ di routine.

  14. Jack Vitale

    se le avessi scritto io queste parole mi sarebbero saltati tutti addosso…….non sono d’accordo sulla fotocopia,mi pare che dal 78 in poi la discografia è sempre stata corposa ed anche originale,forse mancano i grandi successi storici,ma le novità non sono mai mancate. C’è un errore di fondo,cioè, che molti sono rimasti ancorati ai successi legati al techetechetè,probabilmente perche sia in radio che in tv,tranne i rare occasioni,passa poco di nuovo…..

  15. PieraPaso

    Purtroppo, io non l’ho visto,
    per colpa dell’uomo per me,
    inutile dare la spiegazione,
    ancora oggi glielo rinfaccio!

  16. albertopiccolomo

    un concerto difficile da dimenticare.

  17. emilio bocchi

    Molto bello ma non sono d’accordo sul fatto che Mina rifaccia in eterno la fotocopia incolore di se stessa.Basta vedere la sua produzione post ritiro …Basta vedere le sue scelte la Signora si rinnova sempre e per me le emozioni ci sono sempre ,forti come in quel mitico concerto del 78.

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