febbraio: 2012
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La voce che grida nel deserto

“Perché – si chiedeva qualche tempo fa la simpatica Maria Laura Rodotà sulle pagine del Corriere – guidando la macchina non si può ascoltare Mina, o Patty Pravo, o la Vanoni, o i loro contemporanei maschi da Battisti in giù, a meno di non avere i loro cd? Noi ex-ragazzi del baby-boom siamo penalizzati dalle radio, ed è un peccato per le radio perché ci sentiremmo le loro pubblicità. Ormai anche quelle giudicate nostalgiche o anni Sessanta sciroppano pop contemporaneo, monotono, di qualità dubbia, che non ci coinvolge. E siamo noi la truppa stradale maggioritaria. Non ci sono più, per noi, canzoni di quelle capaci di legarsi a ricordi, di emozionare. Però anche molti teenager sentono le canzoni pop-cantautoresche di noi ‘vecchi’. Morale: per l’estate prossima dateci una babbion-radio con Mina, Patty e i Pink Floyd: vedrete che successone (anche per gli inserzionisti coetanei di sicuro…)”. Purtroppo, il ‘lamento d’amore’ dell’acuta opinionista di via Solferino è rimasto inascoltato, come del resto mille altre voci di protesta levatesi in questi anni contro le logiche ottuse e incomprensibili che governano le scalette dei network radiofonici. E così anche una splendida canzone nata evergreen come Amoreunicoamore, che in altri tempi avrebbe fatto sfracelli in FM e avrebbe trascinato l’album di appartenenza in testa alle classifiche di vendita, rischia di passare quasi sotto silenzio come purtroppo già avvenuto con l’incantevole You Get Me, primo singolo estratto da Caramella. Colpa, ci dicono, anche della querelle sui diritti in corso tra le emittenti e le majors. Ma è quantomeno curioso che a fare le spese di questo ostracismo sia quasi solo la produzione di Mina, mentre tutte le altre novità del momento – vedi l’accoppiata Cremonini-Jovanotti con il loro zuccheroso inno all’ottimismo cosmico e il sopravvalutatissimo Liga che da lustri frigge e rifrigge i soliti due accordi in croce – impazzano indisturbate nell’aere. “Mina? E’ generazionalmente incompatibile con il target commerciale su cui puntano i nostri investitori pubblicitari”, si giustificano i d.j. Che però, con scarsa coerenza strategica, non esitano a passare a spron battuto cantanti che di “giovane” hanno magari solo l’età anagrafica, ma che rispetto a Mina e alle sue scelte musicali sono artisticamente, mentalmente, emotivamente indietro anni-luce. E’ pur vero che noi mazziniani – veri privilegiati, in questo caso – abbiamo a disposizione nientemeno che una web-radio completamente dedicata alla nostra Amata: una piccola oasi di bellezza tutta per noi nel grande deserto – non solo in senso canoro – dell’Italia di oggi. Vi pare poco?

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commenti

37 comments to La voce che grida nel deserto

  • avatar massimo catti

    e anche Lelio se n’è andato…

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  • avatar mario basile

    Grave lutto per la musica leggera italiana: è morto il maestro Lelio Luttazzi. Mi dispiace tantissimo…

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    • avatar PieraPaso

      ..Signori MINA come lo diceva Lelio era una presentazione speciale piena di pathos

      la sua ZEBRA A POIS ci terrà compagnia con un po’ di ALLEGRIA
      Grazie Lelio, per la tua Arte Laugh vera che ci hai dato, il tuo Jazz a me molto caro.

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  • avatar nicola cagnetti

    Purtroppo ho appena letto della morte di Lelio Lutazzi, un grandissimo ci lascia.

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  • avatar Vassallo paleologo giuseppe

    Buondììì Smile Da bambino mi piaceva la musica di Gatto Panceri ma fu una sorpresa quando scoprì che CANTERO’ PER TE portava la sua firma….oggi voglio suonarla per voi Big Smile

    Lo si può toccare
    questo sentimento
    che diventa grande
    da far male dentro.
    Vorrei fosse dolce
    ma in un modo forte
    qui tra le tue braccia
    proprio questa notte.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    E userò le labbra
    per accarezzarti
    mentre con le mani
    proverò a parlarti,
    non sono parole
    non sono silenzi,
    sono suoni intensi
    da fermare il cuore.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    E prenderò la parte migliore
    di quest’amore
    di quell’amore che sei,
    domani può cambiare il vento
    e forse il tempo
    e per adesso c’è lei,
    la luna coi suoi raggi rossi
    quanti riflessi per noi
    quanti riflessi per noi
    adesso se vuoi.
    Muovi le tue mani
    senza alcun timore
    sono io l’orchestra
    tu sei il direttore
    fammi andare in alto impetuosamente
    scendere pian piano, semplicemente.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    Oh oh oh
    canterò per te.
    Per te che sei
    la parte più vera
    di un’avventura
    di un’atmosfera così
    e se così non è abbastanza
    in questa stanza
    vedrai che nascerà qui
    la luna coi suoi raggi rossi
    che ci ha commossi perché
    io canto per te,
    io canto per te.

    Prima che ti tocchi
    non aprire gli occhi
    per vedere la luna coi suoi raggi rossi.
    Prima che ti tocchi.
    Prima che ti tocchi.

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  • avatar mario r.

    la Repubblica – Giovedì, 9 ottobre 1997 – pagina 50
    Gino Castaldo

    ‘Leggera’ esce il 15 ottobre e lei gioca con le indiscrezioni
    MINA APRE LA PORTA E FA ENTRARE CELENTANO

    La voce del molleggiato nel disco della cantante Un’ atmosfera classica alla Nat King Cole Canta un brano a cappella con le Voci atroci

    ROMA – Mina sa ancora divertirsi. Oggi, più che mai. Le notizie sul prossimo disco di Mina, in uscita il 15 ottobre, col titolo di “Leggera”, sono particolarmente gustose. Come rispondere a tutte le indiscrezioni, mai confermate, su una collaborazione discografica con Adriano Celentano? Ovvio, con uno scherzo, e allora ecco la notizia: il disco si conclude con un rumore di una porta che si apre, e con la voce di Adriano Celentano che dice “E’ permesso?”. Nulla di meno, nulla di più, pochi secondi in tutto a fine cd, tanto per rilanciare alla sua maniera sull’ argomento, quanto basta per confermare le voci. Se deve dire delle cose Mina le dice attraverso i dischi, senza smentire la sua vocazione al silenzio, ma dimostrando per contro una nuova voglia di giocare, di divertirsi con la musica. E in questo ovviamente Celentano è un ideale compagno di giochi: messaggi criptici e una sorta di gioco a nascondino con la morbosa curiosità dei media. Celentano chiede il permesso di entrare, a fine disco, rimandando a tra poco la prossima comunicazione, magari sempre via disco. Tira aria di divertimento, e l’ ipotesi è ampiamente confermata da tutte le altre notizie che stanno arrivando sulla sua nuova pubblicazione. GIA’ il titolo sembra indicare una precisa intenzione: Leggera, ovviamente con un gioco di copertina, curato come sempre dal geniale Mauro Balletti, che prevede un fotomontaggio particolarmente autoironico: su uno sfondo nero compare Mina mentre corre su una pista di atletica. Il disco è destinato con molta probabilità a spiazzare l’ abituale attesa del nuovo album, che si ripete ogni autunno, anche perché le novità non finiscono qui. Di sorprendente c’ è un duetto con Mick Hucknall, notissimo cantante dei Simply Red. Hucknall è molto conosciuto nel nostro paese, dove ha vissuto per lungo tempo, sviluppando una autentica passione per Mina. E’ stato lui a scrivere un pezzo espressamente per la cantante, curandone l’ arrangiamento e proponendo di inciderlo in forma di duetto, a quanto pare in atmosfera classica da standard americano alla Nat King Cole. Mina ha accettato volentieri, e il brano forse comparirà anche nel nuovo album dei Simply Red previsto in uscita a febbraio. Dal canto suo la stessa Mina ha indirizzato alcuni brani del disco verso scelte a dir poco coraggiose. La più bizzarra è quella di una collaborazione col gruppo genovese Le voci atroci, su un pezzo dei Casinò Royale che si intitola Suona ancora. Qui siamo veramente nei pressi dell’ underground. Le Voci atroci sono una destabilizzante e provocatoria formazione che sperimenta diverse possibilità della voce. Mina del resto a suo tempo è stata a suo modo anche una cantante capace di innovazioni particolarmente audaci, e in qualche modo la collaborazione, su un brano rigorosamente a cappella, appare come uno stravagante ponte gettato tra diverse generazioni. Non vediamo l’ ora di ascolarlo. E ancora, nel disco compare anche un pezzo degli After Hours, formazione rock milanese, un pezzo suonato dal vivo, in una registrazione unica (ovvero come si dice nel cinema “buona la prima”), a conferma della voglia di giocare anche con le cose più nuove che si muovono nella musica italiana. Senza escludere canzoni più tradizionali, che dovrebbero completare i toni e i colori di questo nuovo album. Non ci sarà invece un duetto di cui già si era parlato con Fabrizio De André su La canzone di Marinella. L’ incisione esiste, ma comparirà solo nell’ album di De André. Tutto fa presagire che il nuovo album sarà di grande interesse, come del resto si era già intuito pochi giorni fa quando nelle radio si è cominciato ad ascoltare il singolo Johnny, anhe quello ovviamente incluso nel disco in uscita. Di sicuro Mina non ha smesso di stupire, e per una volta ha voluto mettere la sua sua straordinaria voce anche al servizio della nuova musica italiana.

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