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Pubblicato: 4 anni ago

Oro, argento e Platinum

Anno davvero ricco di importanti anniversari mazziniani a cifra tonda, quello da poco iniziato. Al cinquantennale del 33 giri Ri-Fi Mina del’64  – primo album propriamente inteso della Nostra – abbiamo dedicato un’ampia, sontuosa monografia nella fanzine 76 che spediremo tra pochi giorni. Ma il 2014 segna anche i primi dieci di vita – e di ininterrotta permanenza nelle charts fisiche e digitali – della tripla Platinum collection della EMI. Per non parlare dei quarant’anni tondi di un doppio album epocale come Baby Gate & Mina “R” (cui dovremo assolutamente dedicare un dettagliato dossier quanto prima), dei trenta fulgidi anni di Catene (e del relativo, straordinario servizio fotografico di copertina) e dei venti che si appresta a compiere quel trionfale Canarino mannaro che – complice il successo di Amore con Cocciante – svettò per settimane al primo posto della Hit Parade alla fine del 1994. Ma c’è in vista un altro importantissimo compleanno che il Mina fan club non potrà assolutamente permettersi di dimenticare: le novanta candeline che il Maestro Bruno Canfora spegnerà il prossimo novembre. A questa figura-cardine della carriera di Mina (e dei sessant’anni appena compiuti dalla TV italiana) dedicheremo uno “speciale” ad hoc – con tanto di auspicabile intervista – nella fanzine numero 77 in uscita entro luglio. Fanzine, peraltro, in cui avremo parecchio da raccontare anche sulla Mina del presente e dell’immediato futuro

Comments
  1. rinoreder

    Che bella camminata nel tempo e nella poesia. Commosso ed emozionato, a tratti rapito dal tuo scritto.
    Molti di noi si sono rivisti come in uno specchio.
    Ti ringrazio per averlo condiviso.
    Smile

  2. PieraPaso

    Stamattina sul giradischi c’è la bella canzone che la nostra MINA incide nel ’64:
    UN ANNO D’AMORE
    Si può finire qui
    ma tu davvero puoi
    buttare via così
    un anno d’amore
    se adesso te ne vai
    da domani saprai
    un giorno com’è lungo e vuoto senza me.
    E di notte
    e di notte
    per non sentirti solo
    ricorderai
    i tuoi giorni felici
    ricorderai
    tutti quanti i miei baci
    e capirai
    in un solo momento
    cosa vuol dire
    un anno d’amore
    cosa vuol dire
    un anno d’amore.
    Lo so non servirà
    e tu mi lascerai
    ma dimmi, tu lo sai
    che cosa perdiamo
    se adesso te ne vai
    non le ritroverai
    le cose conosciute
    vissute
    con me.
    E di notte
    e di notte
    per non sentirti solo
    ricorderai
    i tuoi giorni felici
    ricorderai
    tutti quanti i miei baci
    e capirai
    in un solo momento
    cosa vuol dire
    un anno d’amore
    cosa vuol dire
    un anno d’amore.
    E capirai
    in un solo momento
    cosa vuol dire
    un anno d’amore
    cosa vuol dire
    un anno d’amore.

  3. che poesia! grazie infinite da uno che anagraficamente non può capire ma con il cuore ci prova e grazie a te, forse, ci riesce…

  4. PieraPaso

    Si’ un grazie a MINA è troppo poco, sono contenta per Maya ..la mia nipotina che ha scritto una bella letterina a MINA

  5. emilio bocchi

    http://thumbsnap.com/Zx1iKghP

    Ecco ancora un autografo per la Piera
    che è sempre più ingorda..

  6. renz

    oggi mina alla classifica feltrinelli 11 con la platinum e 18 con crist songs book. sempre vendutissime.

  7. Mario Ciampoli

    Mi piacciono infinitamente (e mi fanno riflettere) le considerazioni di Pina e di Mario sull’ amore siciliano per Mina (e ci tengo anche a dire che nelle vene siciliane scorre una nobiltà unica al mondo) proprio per il fatto di come per ciascuno di noi “vive Mina” nel proprio ambiente.
    Da parte mia qui dal “nord” (Ticino e Lombardia).
    A côté aggiungo inoltre una considerazione che quando ascolto, solo per citare un esempio, “She’ s leaving home” trovo Mina ” più britannica” di un britannico.
    Mistero che mi ha sempre incuriosito, appassionato.
    Mina Artista è universale. È di Tutti.
    Grazie Pina, Mario !
    Baci
    MC

  8. fra_jazz

    Belle news Smile

  9. renz

    caro mario non mi sei simpatico e non amo troppo leggere le paginone sull’web.. ma il tuo scritto mi ha catturato sino in fondo , soprattutto x il cuore e l’amore che trasuda da esso.hai mai pensato di scrivere?

  10. emilio bocchi

    Mario, che splendido tuffo nei ricordi che fanno parte anche dei miei ,della mia infanzia e delle mie emozioni,grazie per averle descritte cosi bene.

  11. PINA

    Grazie Mario, per il tuo racconto.
    Per le descrizioni sulla nostra Sicilia, i nostri stupori di fronte alla vita, l’incanto della musica dei giorni più belli, i nostri ricordi, la passione, la malinconia, la dolcezza dei profondi nostri affetti che mai lasceremo cancellare e sopraffare dal tempo, il tocco magico di Mina in questi anni d’oro, la sua voce dell’anima che accompagna i momenti della nostra vita. Grazie per aver tutto ciò raccontato e grazie per come lo hai raccontato.

  12. vimercati tullio

    Bellissimo il racconto di Mario Basileus, un salto nel passato che mi ha commosso e fatto ricordare tante cose e persone, che purtroppo per una legge naturale delle cose, sono scomparse, ma che un angolo della mente, conserva gelosamente……♪♫♪♫♪♫ ♥♪

  13. loris (Author)

    Certo, ma un prossimo dossier sul doppio del 74 comprenderebbe anche una cronistoria dell’anno in questione, MILLELUCI compreso, anche perché, durante il soggiorno romano per lo show, Mina registrò a Roma alcuni brani dell’album…

  14. Luigi Proto

    Da non dimenticare anche il quarantennale dell’ultimo show che Mina ha fatto in tv, a partire dal 16 Marzo, data in cui andò in onda MILLELUCI nel 1974. Otto splendide puntate, ma anche le otto meraviglie che ha cantato sul finale di ogni puntata. Otto meravigliose intepretazioni anche se applaudite da noi, ma mai abbastanza.

  15. PieraPaso

    Caro Mario,
    comlimenti per i MAGNIFIFICAT messaggio.speciale.oltre alle tante canzoni ..sai trovare tante PAROLE PAROLE ..per MINA Smile
    Grazie dalla
    Piera
    nazionale

  16. mario basileus

    IL CANTO DELLA MEMORIA

    Sono troppe le canzoni del mio juke–box personale . Sono centinaia , forse migliaia . Hanno dimora in una parte apparentemente nascosta del mio cervello , sembrano consumate dalla polvere . E invece sono vive , forti . Basta un niente ed eccole che cominciano a risuonare nella mia mente . Io lavoro , parlo , penso ad altro ed ecco che all’improvviso , senza che io me l’aspetti , esse balzano fuori e mi fanno crollare addosso una montagna di malinconia temperata però da una dolcezza incantata . Certe volte mi chiedo quale sia stata la prima canzone , sentita da piccolissimo , che sia rimasta impressa nella mia memoria cosciente . Quando avevo due anni , nell’aria volavano le note di ‘ Vola colomba ‘ e tutti noi bambini cantavamo la filastrocca ‘ Papaveri e papere ‘ storpiandone ingenuamente le parole . Successivamente ricordo la tromba di Eddie Calvert che , con la sua ‘ Ciliegi rosa ‘ , spruzzava di gioia il mattino della mia vita . Per Carnevale nel mio paesello alle falde dell’Etna si stava sempre in piazza a scherzare , a buttarsi coriandoli , mentre quelli più grandi ballavano allegramente e con molta semplicità si divertivano . Che bei tempi ! Che belle canzoni uscivano dall’altoparlante gracchiante collegato in modo rudimentale a uno dei primi giradischi che non aveva bisogno del cambio della puntina ad ogni ascolto , perché era dotato di un nuovo pick-up che solcava vibrante i dischi dal formato nuovissimo e sotto il quale ogni tanto , felicissimo , piazzavo anch’io un mitico ‘ 45 giri ‘ . Nel febbraio del 1958 le note di ‘ Volare ‘ ci riscaldavano del freddo pungente che l’aria dell’Etna propagava attorno a noi facendoci provare un ‘ Brivido blu ‘ . Ricordo che mio papà , di solito così refrattario a esternare la sua contentezza , non faceva che riprenderne sempre il ritornello . A me piacevano tanto anche le nuove canzoni che ascoltavo alla radio oppure quelle che suonavano nel giradischi di mia nonna che era incorporato nella radio a valvole di allora . Ero molto piccolo , ma ricordo ancora bene Mario Riva che cantava ‘ Domenica è sempre domenica ‘ nella sua storica la trasmissione ‘ Il musichiere ‘ , nella quale Mina fece il suo debutto televisivo . Mio zio comprava sempre la rivista che aveva lo stesso titolo della trasmissione . Ogni settimana vi era allegato un disco di plastica . Il primo , mi ricordo , conteneva la canzone ‘ Con tutto il cuore ‘ cantata da Anita Traversi , già lanciata dell’esordiente Betty Curtis . Anche Mina allora era agli esordi , ma il suo debutto fu esplosivo come il suo nome . Sui dischi di plastica della stessa rivista apparve anche qualche sua canzone . Lei allora , con lo pseudonimo di Baby Gate , cantava anche delle cover americane . Sua fu la versione italiana di ‘ Personalità ‘ , portata già al successo in Italia dalla grande Caterina Valente , che apparve in uno dei dischi flex allegati alla rivista . Si notava chiaramente che Mina adorava quei successi che arrivavano da oltreoceano e anche noi ragazzi nelle ampie aule della mia scuola elementare , riscaldata solo dalla nostra gioia , non facevamo che canticchiare i nuovi successi di allora , mentre , distesi sui banchi di legno , i nostri quaderni neri dal bordo rosso aspettavano , spesso invano , di essere solcati dalle punte delle nostre prime penne a biro . Tanti anni dopo , quando scoprii lo stupendo disco di Mina dal titolo ‘ Baby Gate ‘ , arrangiato in maniera stupefacentemente filologica da Pino Presti , con sonorità timbriche che sembravano autenticamente d’epoca e che , a volte , parevano quasi riprendere anche certe ingenuità degli arrangiamenti di quegli anni , sono riaffiorati all’improvviso tutti i miei ricordi d’infanzia . Miracolo di una atmosfera di fine anni cinquanta ricreata magicamente . I brani erano stati infatti rivisitati da Mina con la massima cura ed accuratezza , in modo estremamente rispettoso dello spirito dell’epoca ed in maniera non modernizzata e assolutamente non caricaturale , come invece avviene in qualche episodio di ‘ Ridi pagliaccio ‘ . Come non ricordare quei giorni … mi pare di rivederli ancora , accanto a me , tutti i miei piccoli compagni entusiasti alle nuove canzoni , che fiancheggiavano i successi all’italiana di Claudio Villa & C . E mia mamma , per me ancora giovane , vestita con una camicetta bianca e una di quelle gonne un po’ lunghe , che ci osservava vigilando su di noi come peraltro facevano anche tutte le mamme dei miei compagnetti . Come non ricordare la letterina spedita a Mina in cui le chiedevo , ingenuamente , di mandarmi un cenno di saluto in una puntata di ‘ Canzonissima ’60 ‘ , nella quale lei presentava ‘ Tintarella di luna ‘ . Come non ricordare con tenerezza la mia delusione di bambino quando lei non lo fece . Come non ricordare la mia piccola felicità quando invece mi arrivò una foto con su scritto ‘ Al mio piccolo amico Mario , Mina ‘ . Foto che , purtroppo , non conservai . Ricordo ancora , con tenero affetto , le serate ad ascoltare la radio , le mattinate passate a giocare per le strade , allora libere dal traffico , mostrando orgoglioso i regali che credevamo ci fossero stati portati in dono dai cari defunti , o i pomeriggi trascorsi a leggere ‘ Il Corriere dei Piccoli ‘ o i più trasgressivi ‘ Intrepido ‘ e ‘ Il Monello ‘ oppure ad immaginare fantascientifiche avventure in compagnia dei vari ‘ Nembo Kid ‘ o a divorare ‘ Sorrisi e Canzoni ‘ , alla ricerca di preziose informazioni sul mondo della canzone , oppure a sbirciare i fotoromanzi per ‘ adulti ‘ di ‘ Grand Hôtel ‘ . Ricordo ancora la fresca primavera che tinteggiava di giallo la mimosa della casa di mia nonna , la cui fioritura già preannunciava le altre pennellate di colore sui fiorellini di campo , che avrebbero poi dipinto la vasta campagna , che allora circondava le case del paese , sui davanzali delle quali il profumo delle variopinte violacciocche annunciava lo stupore della Santa Pasqua , mentre il coccodè delle galline del pollaio dell’orto ci faceva pregustare il dolce sapore delle ciambelline con le uova , e poi il calore dell’estate , attutito dall’invitante freschezza delle verdi angurie poggiate sui blocchi di ghiaccio trasparente e il sapore struggente dei coni gelato dell’unico bar del paese , che ci regalavano dieci minuti di felicità al modico prezzo di 10 lire , mentre i primi juke-box diffondevano l’altrettanto struggente canzone ‘ To be loved ’ di Jackie Wilson e , in certi pomeriggi sonnolenti , l’emozionante compagnia dalle avventure di Rin Tin Tin e del piccolo sergente Rusty , che vedevamo a casa di quei pochi fortunati che possedevano già il televisore , e , la domenica mattina , l’inebriante fragranza del mare di Acitrezza , che penetrava le narici , anche se si era lontani centinaia di metri dai faraglioni , mentre la sera , dopo la Messa , l’intenso profumo del gelsomino arabo che si sprigionava nell’arena estiva dove , sull’enorme parete bianca , nel notturno stellato , una lanterna magica proiettava dei sogni meravigliosi , e , in autunno , l’aspro odore che si sprigionava nei palmenti quando l’uva veniva faticosamente pigiata dagli uomini e qualche volta , per gioco , anche da noi ragazzini , oppure , nel gelido inverno , le calde giornate , che precedevano il Natale , passate a giocare con le noccioline o a raccogliere , lungo i rugiadosi viottoli del paese , non ancora sepolti dal grigio cemento , il verde fragrante muschio speziato , per adornare il presepe riscaldato poi dall’intenso e familiare profumo delle bucce di arancia e di mandarino , sparse sul braciere ancora caldo , che incensava sempre le nostre bianche e sussurrate preghiere . E le canzoni di allora sono ancora qui , nella mia mente . Mina dovette , credo , metterci l’anima quando incise il disco dei suoi ricordi . Chissà quante volte avrà pensato alla sua adolescenza e a sua nonna Meme . Le sono infinitamente grato perché quelle che sono state le sue care canzoni della sua gioventù sono state anche le care canzoni della mia infanzia , come la dolcissima ‘ Mr. Blue ‘ dei Fleetwoods o la calda e struggente ‘ Don’t ‘ dell’amato Elvis Presley oppure il grossissimo hit di Conway Twitty ‘ It’s only make believe ‘ . Ricordo ancora il morbido e intenso sapore dei panini spalmati di strutto o quello delle acciughe salate oppure il lusso di un panino imbottito con una mortadella profumata e accompagnato da una spumeggiante e fresca gassosa con il tappo di vetro . Sapore raggomitolato nella memoria che non scambierei con quello del più prelibato dei prosciutti crudi sorseggiato con un raffinato vino d.o.c. . Assaporavo queste delizie mentre la radio trasmetteva l’elegantissima ‘ Amorevole ‘ cantata dal nostro bravissimo Nicola Arigliano e riproposta ora da Mina , in questo disco , in modo essenziale e assolutamente definitivo . Mi ritorna ancora in mente la struggente ebbrezza provata a volare sull’enorme altalena che si trovava nel cortile della casa di una famiglia con tanti figli , tutti miei compagni di gioco e d’avventura , quando ascoltavamo le note accattivanti di ‘ Bird dog ‘ . Ora che ho ricomprato in versione rimasterizzata il CD , gusto ancora meglio quel bellissimo evergreen che è ‘ I only have eyes for you ‘ , ennesimo omaggio di Mina al suo caro Frank Sinatra , di cui attendo con ansia l’album che Mina gli ha dedicato , o l’altrettanto delicata e splendida ‘ That’s when your heartaches begins ‘ di Elvis Presley , altro grande amore di Mina , simile nella struttura a ‘ Are you lonesome tonight ? ‘ , ma forse ancora più bella ( a quando un intero CD dedicato a Elvis Presley ? ) oppure la preziosa ‘ I’m in the mood for love ‘ , alla quale Mina diede poi uno splendido seguito inserendo la strepitosa ‘ Moody’s mood ‘ nell’album ‘ Ridi pagliaccio ‘ o la versione piena di ironia di ‘ Flamingo ‘ , che , con l’apporto di un coretto , stravolta strepitoso , riesce a rievocare , con un pizzico di rimpianto e una velata nostalgia , quegli anni favolosi , ma soprattutto adesso mi assale un fresco stupore quando ascolto , in versione digitale , l’intenso , dolcissimo e intimo brano ‘ Non so ‘ del grande e sfortunato Umberto Bindi , che chiude l’intero album spruzzandolo di un’atmosfera , creata dall’accompagnamento del pianoforte del grande Renato Sellani , estremamente rarefatta , che annulla , con una soffice , ma vibrante poesia , ogni distanza tra il Cielo e la Terra . La realtà terrena viene così trasportata su , su , verso ed oltre le nuvole , della cui meravigliosa evanescenza la musica e le parole finiscono per assumerne le sembianze . E’ un’atmosfera magica , quasi da fiaba , molto particolare per una canzone d’amore . E mi fermo qui . Penso che questi cari ricordi , che non potranno mai essere cancellati né dal tempo , né dal dolore , né dalla morte , da soli , possano bastare a darmi calore e conforto nei momenti più dolenti dell’esistenza , come quelli che attraversai proprio qualche tempo dopo l’acquisto , ahimè tardivo , di questo disco . Quello fu , infatti , il tempo trasparente nel quale mia madre scese calma , senza sgomento , dal treno della vita , spense la sua fiaccola e si recò a dormire nella sua eterna notte . . .
    Recentemente ho ritrovato tra le sue cose , in fondo ad un cassetto , una camicetta bianca con le maniche corte , di quelle cucite a mano , con i bottoncini di plastica trasparente , in perfetto stile d’epoca . Struggenti ricordi sono riaffiorati come in un lampo . Non ho capito forse molte cose di mia madre , quando era ancora in vita . Non ho capito le sue estreme ingenuità , il suo pudore affettivo , i suoi dolori segreti . Adesso accarezzo i suoi ricordi , che pettinano i miei rimorsi stemperati nel dolce rimpianto delle sue rare carezze . Mi rivedo ancora piccolo , a letto , con lei accanto a me che mi rassicura sul far della notte buia e mi riscalda dal vento che poggia le sue gelide guance contro l’uscio incerto di casa e trepidante comincia a narrarmi una fiaba fino all’attimo in cui il mio stupore si è già trasformato in un cullante sogno : ‘ C’era una volta un bambino , c’era una volta la sua mamma . . . ‘ .

  17. Mario Ciampoli

    Si, se potrete dedicare un particolareggiattissimo dossier a Baby Gate ve ne sarò estremamente grato ritenendolo un lavoro unico al mondo per la grande bellezza e a cui tengo particolarmente. Grazie !
    Volevo inoltre dare atto sia riguardo i lavori menzionati che festeggiano il giubileo come per i lavori in genere di Mina, come non abbiano età e siano assolutamente attuali.
    Vivissimi Auguri di Buon Compleanno sin d’ ora al Maestro Bruno Canfora unitamente a Vivissimi Ringraziamenti e Complimenti per la Splendida Attività Artistica !
    Saluti,
    MC

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