Il Blog

Paletti-arcesso
Pubblicato: 9 mesi ago

Non c’è due senza trash

Dal dossier Le ultime Immortali dell’ultima fanzine vi riproponiamo il capitolo dedicato alla divertente Ma che ci faccio qui di Pietro Paletti (nella foto), scelta come terzo singolo – nelle radio dal 24 marzo – estratto da Le Migliori

Immaginate che i due rustici sposini di Che t’aggia di abbiano lasciato il loro paesino dell’entroterra pugliese per trasferirsi in una grande città del Nord, diciamo Brescia. Gli ultimi diciott’anni non sono trascorsi invano: i due – non più ancorati al solo dialetto foggiano – si trovano ormai benissimo a litigare anche in lingua italiana e, se lui è rimasto il solito maschio-alfa possessivo e prevaricatore, lei si è invece emancipata e, affrancatasi dalla schiavitù dei fornelli, esce spesso la sera da sola e si è perfino iscritta ad un corso di balli latinoamericani, scatenando i palliatoni del geloso consorte che giura di non amarla più e invece l’ama “eccome!”. L’irrinunciabile – e spassosissima – canzone-sketch del secondo Minacelentano porta la firma del 36enne cantautore bresciano Pietro Paletti al quale non potevamo non chiedere di raccontarci qualcosa di sé e del suo brillante ingresso nella rosa autorale de Le Migliori:

“Circa due anni fa, poco dopo essere entrato a far parte di Sugar (la mia etichetta), proposi questa canzone – pensata per una voce sola – a Malika Ayane alla quale però non piacque. La Caselli mi disse: ‘Non preoccuparti, questo pezzo è bellissimo, vedrai che prima o poi la piazziamo’. E così è stato: un giorno Caterina mi ha chiamato dicendomi: ‘Pietro, ho fatto sentire Ma che ci faccio qui a Mina che l’ha inoltrata a Celentano… ed è piaciuta’. 
Il brano, i cui botta e risposta sono nati da un’idea della stessa Caselli, è stato quindi affidato a Celso Valli che ha trasformato da par suo quella che in origine era una rumba modernizzata in un pezzo tra reggae, tango e cha cha cha, tra i più frizzanti del disco. Sempre Caterina mi ha poi ritelefonato dicendomi di aver dato il mio numero a Mina che aveva alcune domande da farmi sul testo. E quando, poco dopo, è arrivato lo squillo della Signora Mazzini è stato un vero colpo al cuore. La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘Guarda che se mi dai ancora del Lei esco dalla cornetta e ti prendo a sberle’. Superato l’imbarazzo iniziale, parlarle è stato rilassante, persino divertente, mi sembrava di conversare con un’amica. Ora, caricato da quest’esperienza, sto lavorando al mio prossimo disco che dovrebbe uscire nella prima metà del 2017: sono praticamente chiuso ogni giorno da mattina a sera nello studio La Buca Recording Club con Simone Piccinelli. Ma nel cassetto ho anche un paio di canzoni, di genere più “serio” rispetto a Ma che ci faccio qui, che mi piacerebbe proporre a Mina. E un altro ce l’avrei pronto per Tiziano Ferro, se solo riuscissi a farglielo sentire…”.