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mina piccolino cover
Pubblicato: 6 anni ago

Mina, finalmente è Piccolino

mina piccolino cover

(Comunicato stampa Sony Music redatto da Franco Zanetti)

“Piccolino”, è un disco alieno: un album di belle canzoni fuori dalle mode, cantate splendidamente da una voce che trascende le mode. Perché è sempre attuale e classica allo stesso tempo.

Ascoltando questo nuovo disco di Mina (il terzo album in 25 mesi: “Facile” nell’ottobre del 2009, “Caramella” nel maggio del 2010, ora questo – e, per buona misura, un extended play natalizio sul finire dello scorso anno) vien da ricordare che, qualche settimana fa, i concorrenti di un poco fortunato talent show televisivo incolpavano i loro cosiddetti “tutor” di scegliere canzoni “inadatte alle loro corde”, e quindi di impedire loro di esprimere appieno le potenzialità interpretative di cui credono di essere dotati.

Analoga e speculare lamentela capita di sentirla esprimere dagli autori e dai compositori di canzoni: che, anche loro, con sempre maggiore difficoltà trovano interpreti che possiedano corde giuste da far vibrare.

Ascoltando questo album, dicevamo, come sempre ci si stupisce per la ricchezza della tavolozza di colori – non solo vocali – che Mina padroneggia come pochi altri, o come nessun altro. E mentre la si ascolta passare dalla dolente nostalgia di “Compagna di viaggio” alle atmosfere da torch song di “Matrioska”, dall’andamento senza tempo di “Questa canzone” al dondolìo brasiliano di “Ainda bem”, vien da pensare che, se Mina avesse un tutor da talent show, sarebbe difficile, per questo tutor, trovare una canzone che non fosse nelle corde di Mina. Del resto – come in effetti accade praticamente da sempre – Mina è tutor di se stessa: ascolta le canzoni che le vengono inviate, le seleziona con severità e gusto, le canta reinventandole e spesso nobilitandole. E giacché come tutor Mina può vantare una cultura musicale eclettica e sconfinata, e come cantante possiede una capacità pressoché unica di confrontarsi con gli stili e i repertori più disparati offrendo interpretazioni da manuale, i risultati non possono che essere da applauso.

Infatti Mina canta Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (due i suoi brani nel disco: “Brucio di te” e l’acrobatica, difficilissima “E così sia”) con la stessa perfetta adesione emotiva con la quale affronta il blues incazzato di Andrea Mingardi (“Canzone maledetta”).

Infatti Mina è assolutamente credibile sia in una canzone che sembra scritta per lei come l’emozionante “L’uomo dell’autunno”, scritta da un autore di immenso mestiere come Maurizio Fabrizio, sia nella very british “Fly away” firmata dal nipote Axel Pani, che invece come autore è ancora relativamente fresco di debutto.

E non solo: Mina si lascia vestire da sarti di mani diverse, e ogni abito risulta sempre perfettamente indossato (gli arrangiamenti del disco sono firmati da Gianni Ferrio, Ugo Bongianni, Franco Serafini, Giorgio Secco e Massimiliano Pani – che in alcuni brani contribuisce con le tastiere e i cori).

E riesce a mettere in sequenza, nelle bonus tracks della versione DeLuxe di “Piccolino”, tre momenti musicali che non potrebbero essere più eterogenei (“Only this song” ancora di Axel Pani, “Rattattira” di Anselmo Genovese, “Armoniche convergenze” della rodatissima coppia Cassano/Cogliati) e a chiudere il disco con un supremo sberleffo: “Dottor Roberto”, una canzone-sketch in cui lascia completamente la scena alla voce recitante maschile (che è quella di un perfetto sconosciuto, l’autore del brano Stefano Gislon, ottico di Aviano del Friuli) e gli fa da spalla con poche parole e qualche vocalizzo.

E allora ha forse un senso speciale la copertina di “Piccolino”, per la quale Gianni Ronco ha disegnato una Mina affascinante e inquietante, quasi una divinità della stirpe degli Anunnaki: nel povero mondo della musica d’oggi, Mina resta, per nostra fortuna, un’aliena.

TRACK LIST:

1.      COMPAGNA DI VIAGGIO
2.      MATRIOSKA
3.      QUESTA CANZONE
4.      AINDA BEM
5.      BRUCIO DI TE
6.      CANZONE MALEDETTA
7.      L’UOMO DELL’AUTUNNO
8.      FUORI CITTÀ
9.      FLY AWAY
10.   E COSÌ SIA

Brani extra, contenuti nella DELUXE EDITION

11.   ONLY THIS SONG
12.   RATTARIRA
13.   ARMONICHE CONVERGENZE
14.   DR. ROBERTO

Cd disponibile in due versioni:

  • STANDARD contenente 10 brani
  • DELUXE con quattro brani extra e libretto di 28 pagine
Comments
  1. ma il video di “Rattarira” è davvero il video ufficiale fatto da Balletti? il filmato è quello trasmesso da sky, ma secondo youtube, l’autore è marco balletti.è solo un errore?

  2. Vassallo paleologo giuseppe

    Buongiorno mazziniani continua l’ascolto del PICCOLINO e penso come si può lanciare AINDA BEM come secondo singolo radiofonico per carità bellissima cover ma con tanta ottime canzoni italiane come potenziali singoli radiofonici è pura follia lanciare questa canzone….ascoltiamo MATRIOSKA almeno non penso Frown

    Guardala bene
    questa Matrioska
    non la conosci mai quanto basta.

    Guardala bene
    che si fa’ il verso
    ma si distingue da tutto il resto.

    Prova a struccarla dei suoi colori
    e da tutto quello che non le va
    prova a scoprire se è davvero giusto
    che si sia nascosta nella sua realtà

    chissà se il tempo ne ha lasciata una
    dentro l’altra una dentro chi lo sa
    che possa raccontare fino in fondo
    tutte le paure e tutte le ansietà.

    Con dentro ombre lunghe di tramonti
    a volte sono un sole in aria anche io
    pronti ad accendere di un fuoco un sogno
    non ancora spento come sono io

    mi lascio dietro rughe antiche rughe di momenti rughe di abitudini
    e grido amore e grido la mia pelle
    e grido la mia voce così grido anche io.

    Prova ad aprirla
    questa Matrioska
    chiusa nel buio
    di una risposta.

    Ma fallo ancora
    come una volta
    e a mani nude
    che lei ti ascolta.

    Sono come tu mi vuoi
    prepotente, un po’ ribelle
    e come un mare calmo che
    improvvisamente si risveglia e ti pretende
    fino al punto di confondersi con te.

    Sono come tu mi vuoi
    da la pena quanto basta
    proprio come piace a te
    una semplice matrioska

  3. PINA

    Ninni, certo, possiamo sperare in tempi migliori, ma non basta. Ci tocca ogni giorno rimboccarci le maniche. Dobbiamo farci le spalle forti e cercare di far di tutto per cambiare qualcosa. Quando tutto è difficile, dobbiamo trovare la forza di aprire uno spiraglio… piccolino… e sarà tanto.
    Un augurio ed anche a te un buon ascolto.
    Un saluto a te ed a tutti.

  4. PINA

    Un po’ di tempo, nel pomeriggio del tanto atteso 22, lo dedico per fare una scappata in città alla… ricerca del… piccolino.
    Persone per strada. Qualcuno guarda a terra, camminando. Qualche altro si volge attorno. C’è chi alza la testa, guardando in alto, verso i palazzi, i monumenti, e verso il cielo. Ognuno accompagnato dai suoi pensieri.
    Non sarà neanche importante per loro, così presi dalla propria realtà, e, in quell’istante, neanche immaginano che io adesso possiedo un… piccolino, grande, grande, grande mondo.
    Sentire la voce dell’anima… Dapprima sono in trance e allora… che Minaviglia!… Poi desta, proprio attenta e allora ancora di più che Minaviglia!
    Un brano dopo l’altro… uno più bello dell’altro… Più si irradia quel canto e più mi accorgo che questo album è veramente superlativo e Lei è sempre più grande!
    Che dire? Io non riesco ad esprimermi… non trovo parole per descrivere queste emozioni. Solo ascoltare.

  5. pietro

    Generosa, micidiale, inimmaginabile, imprescindibile, immaginifica, vivifica, choccante… taumaturgica. Ecco, forse taumaturgica potrebbe essere l’aggettivo più appropriato per descrivere la primissima impressione (che poi è sempre quella giusta e vincente, in tutto e per tutto) dopo l’ascolto di PICCOLINO. Stordito? Sì. Confuso e felice? Siii, tanto! Questa Mina. Generosa anche nella busta/confezione (ovviamente deluxe), forse una delle più belle e riuscite da qualche anno in qua. Micidiale per le scelte. Inimmaginabile per quanto un (essere) umano possa sentire ciò che le nostre orecchie ascoltano. Imprescindibile perché dopo l’ascolto – con la confusione dei ruoli tra Lei e PICCOLINO – non sai più chi scegliere dei due per definire indispensabile, necessario, obbligatorio o imperativo. Immaginifica per lo stupore. Vivifica per l’energia e il vigore che questo disco saprà dare all’industria discografica ma soprattutto monitor a tutte (tutti) coloro che troppo avventatamente – nonostante caterve di dischi venduti – si arrogano il diritto di esercitare la tua professione (che invece tu, molto modestamente, chiami ancora “lavoro”). Choccante perché dopo mannaie (di critiche) sul tuo operato tu, evviva lei – continui meglio oggi piuttosto che ieri a stupire chicchessia per ardire e slanci, ardore e sincerità, umiltà e dedizione, interesse e passione.
    Che COMPAGNA DI VIAGGIO che sei, Mina! Con gli occhi lucidi ti dico semplicemente… grazie!

  6. mario r.

    La Repubblica-

  7. Piccolino è la risposta.
    La sua risposta a chi pensava, scriveva, asseriva che – giurin giurella e croce sul cuore – Mina non ha più voce, Mina canta in falsetto … Mina in realtà non è Mina ma una baronessa anzi, una duchessa (e giacché ci sono pure imperatrice)cremonese che per anni ha dato la sua voce alla “senza nome” che noi abbiamo sempre visto (tipo: ma come è grande qui, ma com’è bello qui, mi piace tanto ma … non è il mio mondo).
    E così, succede che giri in macchina da solo, con la radio a volume altissimo e il sorriso soddisfatto mentre ascolti le 14 canzoni di “Piccolino”, canzoni che tu senti e pensi “”buono fai!”, faglielo vedere a questi 4 “strazzati” che aspettano un tuo disco come il cacciatore quando aspetta il coniglio “alla posta” che ancora, dopo più di cinquant’anni, quando tu apri bocca per cantare, pure il tempo si ferma ad ascoltare la tua voce”.
    Un bacio ti mando, però non piccolino, ah!

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