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Pubblicato: 6 mesi ago

Il nostro caro Angelo

Mina ancora avanti… e le altre, tutte in soffitta!

In uscita il nuovo album di Mondo Marcio, contenente il duetto inedito con Mina; lo aspettavamo da quando il rapper ci ha letteralmente lasciati senza fiato con il suo album Nella Bocca Della Tigre, con un Mina in ogni traccia; certo erano ritornelli o piccole frasi estrapolate da pezzi già editi ma, inseriti in un contesto così nuovo e radicale, suonavano completamente nuovi. Il concept era perfetto e i pezzi tutti molto forti.

Con questa inedita Angeli E Demoni, Mina si pone però un passo più avanti, dimostrando che la sua intelligenza vocale non teme nulla, nemmeno essere inserita in un contesto così sfacciatamente “contro” dai suoni decisi e contemporanei.

Quello che più impressiona è scorrere l’elenco dei musicisti che hanno lavorato a questo album: tutti musicisti della buona scuola del primo rap, tra cui Mina sembrerebbe stare come i cavoli a merenda, se non fosse per il fatto che il suo graffio è ancora fortemente inciso nella contemporaneità, da rispedire al mittente qualsivoglia possibilità di critica.

Ribadire la modernità e la versatilità del La Voce potrebbe suonare logorroico, ma il confronto con l’impastata, biascicata pronuncia del trentaduenne rapper fa davvero impallidire persino il più distratto ascoltatore.

Purtroppo per la Musica in italiano, è prassi sempre più comune tra le nuovissime generazioni di cantanti (anche se chiamarli cantanti mi crea un piccolo moto alla bocca dello stomaco) enfatizzare difetti di pronuncia, o involgarire il canto con cadenze volutamente sporche che sconfinano nel dialettale; basta concedere l’orecchio a personaggi come Ultimo, Carl Brave, Franco 126, Sfera Ebbasta, Coez, Fedez, Achille Lauro, per ritrovarselo devastato da intollerabili stonature e da una pronuncia talmente alterata da farci dimenticare la nostra bella Lingua Italiana. Quanto lavoro ci sarebbe per logopedisti e insegnanti di dizione se la cosa importasse a qualcuno.

Purtroppo Mondo Marcio in questo album non fa eccezione (a giudicare anche dalle brevi preview da iTunes) con quelle erre così vezzosamente e prepotentemente arrotate, che lo fanno sembrare un vecchio cantante “confidenziale” degli anni ’50 che strizza l’occhio agli urlatori.

Mina invece è incantevole nella sua durezza, estatica e disillusa, ragazza e uomo; prende quei pochi versi e ne fa un monumento di rigore e pulizia che ci fa rimpiangere il fatto che non si sia concessa di fare (molto meglio del suo “collega”) anche qualche barra di rap in una strofa o due… peccato. Speriamo per la prossima volta, visto che a giudicare dalle ultime uscite, ci si potrebbe aspettare qualcosa di talmente nuovo e sfavillante da relegare per sempre le varie Emma, Laura Pausini, Anna Tatangelo, in soffitta con le bisnonne Wilma De Angelis e Carla Boni… ma non è già così?