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Rufus_290719-8377
Pubblicato: 6 mesi ago

Ero forse troppo avanti

E poi – ci raccontò Andrea Lo Vecchio nell’intervista che ci concesse per la monografia su Frutta e verdura/Amanti di valore della fanzine 75 – era stata proposta a Mina con un primo testo, dal titolo Poco fa, che non le era piaciuto granché. Con Shel Shapiro mi misi alla ricerca di una nuova idea poetica che, però, stentava a venir fuori. ‘Ma porca p…ana!‘, sbottai spazientito a un certo punto, scaraventando la chitarra sul divano. ‘Ecco, bravo, perfetto! – esclamò Shapiro nello stesso istante – questa è la chiave giusta da dare al testo!’. E così, quasi per magia, da quel provvidenziale momento di incazzatura presero forma i versi definitivi del brano, storia di un amore finito tra strascichi di rancore e quasi nessun rimpianto. Mina ne rimase entusiasta, registrò il pezzo con me e Shel presenti in sala ma poi, a lavoro ultimato, fu assalita dal timore di essere forse troppo avanti, di aver fatto un salto troppo ardito rispetto ai gusti del pubblico di allora. E infine la decisione: ‘Faccio il 45 giri, il pezzo è fortissimo, il resto si vedrà…‘. Come poi sia andato il singolo – 36 settimane in Hit Parade, 7 delle quali al primo posto – è storia nota…”.

A quasi 47 anni dal suo lancio, E poi si rivela a ogni nuovo riascolto in tutta la sua travolgente e intatta modernità (anche grazie al sempreverde arrangiamento di Pino Presti). E non ci sorprende il fatto che – tra i grandi successi di Mina – sia tra quelli meno frequentemente ripresi dalle volenterose nuove voci dei talent odierni: in tempi in cui tra le stesse interpreti ultraquarantenni le vicende amorose narrate nelle canzoni si riducono il più delle volte a pulsioni e languori adolescenziali (spesso con tragicomici effetti da “umorismo del contrario” pirandelliano), una storia adulta, spregiudicata e “vissuta” come quella racchiusa tra i versi e le note di E poi risulterebbe emotivamente e carnalmente inaccessibile alla quasi totalità delle cantanti in circolazione.  Non ci stupisce, invece, che questo pezzo straordinario non sia passato inosservato a uno degli artisti più geniali, eccentrici e controcorrente della scena musicale internazionale: Rufus Wainwright. Fan di Mina da sempre, il cantautore canadese ha inserito nel nuovo album Unfollow the Rules (di prossima uscita) un brano intitolato Early morning madness che egli sogna di sentire interpretato dalla Mazzini. Non solo: “Al mio repertorio mancava ancora una canzone in italiano – ha dichiarato al giornalista di Repubblica Gianni Santoro – ma ora ho avuto finalmente la possibilità di incidere un brano di Mina, E poi. Che meraviglia. È stato registrato in occasione di uno show e sarà pubblicato più avanti per un nuovo progetto…”.