Il Blog

Pubblicato: 6 anni ago

C’è più Mina se resto ad aspettare…

Attenzione: Enrico Casarini ci comunica che, a causa del maltempo previsto per la sera dell’8 giugno, l’annunciato concerto battistiano degli Avanzi di Balera a Peschiera Borromeo (MI) è stato rinviato a martedì 12 sempre alle 20,30…

Anche in queste settimane pre-estive di apparente calma piatta, il mondo mazziniano è in realtà tutt’altro che immobile. Nell’ovattata tranquillità del suo studio di Lugano, Mina continua con la passione e la professionalità di sempre a dedicarsi – insieme al suo affiatato team di fedelissimi – alla realizzazione dell’album di cover americane atteso per l’autunno. Il fan club, dal canto suo, è già al lavoro con la ricca fanzine numero 74 che vedrà la luce in settembre. Una piccola sorpresa è prevista anche dal mondo pubblicitario e riguarderà il ripescaggio della celebre Città vuota – nella prima versione di Mina datata 1963 – in uno spot televisivo di imminente programmazione. Per la sera dell’8 giugno, infine, segnaliamo l’imperdibile appuntamento che vedrà avvicendarsi sul palco di Piazza Lombardi a Peschiera Borromeo la cover band battistiana degli Avanzi di balera  e il giornalista-scrittore Enrico Casarini che riparlerà del suo libro Mina Battisti non senza riproporre su maxischermo, introdotto con un testo scritto appositamente per questa occasione, il celebre duetto televisivo di cui la coppia-Mito della Canzone Italiana fu protagonista quarant’anni fa a Teatro 10

Comments
  1. Forse hai ragione. Non è che non riesco a dormire per curiosità ! Big SmileMa a volte tanto segreto mi infastidisce un pò.Ma non credo di essere l’unico che la pensa così perche il mio comento fino a adesso ha avuto 6 voti…Un abbracio e grazie per il tuo commento .

  2. vimercati tullio

    Mi riferisco al commento di Cristian Lucano,ma non ha mai provato l’emozione per l’attesa di un regalo ? sarebbe stata la stessa cosa,sapendo cosa sarebbe arrivato ? ecco,io penso,che il non sapere nulla sino all’ultimo,di cosa inciderà Mina,sia la stessa cosa.Nel mondo odierno,qualsiasi cosa si deve sapere prima,con tutti i dettagli,così quando accade,sembra già vecchia.Ad ogni modo è solo un mio modo di vedere le cose,libertà di pensiero !!!

  3. Sicuramente è un difetto mio , lo riconosco.Sono troppo curioso. Ma l’unica cosa che non condivido, ma rispetto ovviamente, è il sacrosanto silenzio intorno alle uscite Minose .Non so se è una questione di marketing e non capisco perchè o come può daneggiare alle vendite il sapere cosa fará Mina nel prossimo disco con anticipazione. Sembra che a ogni uscita si deve rimanere zitti come si tratasse di un segreto di un progetto del Pentagono degli Stati Uniti .Perchè ?

  4. PieraPaso

    Stamattinasul giradischi c’è questa bellissima canzone di C.A.Rossi e U.Bindi VACANZE
    sono quelle che faro’ io la settimana prossima..mi mancherete cari Amici Fans dii MINA.. Kiss Kiss
    Vadoafare la NONNA MAGDALENA a curare Maya Noa’..sulla riviera romagnola..è unabellaccasione incontrero’
    Mario Rossi Franco Gghetti detto Francaccio e altri fans lozoccolo duro romagnolo.

    Vacanze,
    vacanze calde e brevi,
    fragili come nuvole
    che il vento
    disperderà
    quando il cielo
    di Settembre
    scolorirà ogni cosa,
    noi vivremo i nostri giorni
    all’ombra dei ricordi.
    Amore
    io ti conosco appena
    e già ti devo dire addio,
    non ci vedremo più,
    e come sarà triste
    l’autunno senza te
    amore,
    amore non mi dimenticare.
    E come sarà triste
    l’autunno senza te
    amore,
    amore non mi dimenticare.
    Grazie MNA In Love

  5. Valerio

    Grazie mille per il tuo augurio. Hai detto mille verità. Appena completerò il mio modestissimo lavoro e dopo aver aspettato che tutto sia superato con eccellenza, si spera, provvederò a pubblicarlo sul blog. Un bacio.

  6. gigra

    Una Mina poco esplorata, forse, e’ la Mina del silenzio nella canzone, lei che ha sempre previlegiato l’espansione vocale, ma non nell’accezione scenica esibizionistica o virtuosa, non ha mai avuto bisogno di ricorrere a strategie sottili o a sotterfugi sfumati. La voce non viene discussa perche’ in lei e per lei elemento totale di espressione. Eppure non e’ difficile scorgere silenzi, spazi vuoti dove lasciare spazio al solo sentirsi, attimi apparentemente incompiuti che esitano in immagini intime impalpabili, eppure sentite e presenti. Il silenzio espresso in frasi smorzate o in voce che di dissolve in respiro o sospiro, riflessione pensosa o sospesa, un’inutilità del dire ancora.
    E che dire dello spazio circostante che resta o ancora meglio che restava ,dopo una sua presenza scenica: uno spazio muto, ma carico di movimenti composti e ricomposti, senza mai tornare ad una per definizione o ad una ripetizione. Mi piace pensare ad uno spazio deprivato della sua figura, che continua a viversi di autonomia ed essere stampo di un’energia liberata ed impregnata.
    Ma anche lo spazio avvolgente, che ci resta con la sua benedetta assenza fisica. E’ comunque ancora uno spazio pregnante, attrattivo, che raggiunge, ,penetra altri spazi e continua a raccontarci di lei.
    Forse parlo troppo.
    Ciao amico del liceo artistico, che si entusiasma per n fresco e giovane lavoro di riflessione sulla nostra Mina.

  7. gigra

    Giovane Valerio le possibilità e i desideri di lavorare su Mina sono molteplici. Come tu scrivi ci sono tanti collegamenti alle discipline umane o alle scienze, alcuni facilmente identificabili, altri azzardati ed altrei ancora immaginabilli nella loro possibilità d’essere.
    Mina in letteratura ed alcuni suoi testi specifici,che rimandano a posizioni ermetiche ,cowboys, futuristiche nel concetto o nella strutturazione della proposizione, ancora più se trasferita in musica, la clessidra o canta ancora, romantiche , c’è l’imbarazzo della scelta, post-moderne, intese come trasposizione musicata del romanzo breve con concisione di verbalita’ e di trama, vedi domenica sera, e tanto altro ancora.
    Mina in matematica che struttura e organizza con possibilità numerica note strofe e sonorità .
    Mina in sociologia ed antropologia si rileva dalla vita ,dalle scelte , dal femminile e dalla trasmigrazione ad icona, a mito, al significato in un immaginario collettivo.
    Mina come tu la senti, come tu la vedi,come tu la colleghi alle esperienze ed alle riflessioni della storia dell’uomo.
    Anche se a me viene da pensare per te, del liceo artistico, ad una Mina non Mina, ad una Mina vista, rappresentata, destrutturata ,reinventata, scomposta, estremizzata, stilizzata, minimizzata,filtrata da obiettivi, non intesi solo come lenti fotografiche, e quindi alla Mina delle copertine degli album, letti nel tempo, nella grafica, nei significanti, e nel polimorfismo eclettico, che non finira’ mai di inseguire Mina e di coinvolgerci in un’evoluzione artistica, che da godimento al nostro essere.
    Un augurio per il tuo lavoro, che poi potresti pubblicarlo e condividere su questo blog.

  8. Valerio

    Grazie mille Diego. Sai qual è la cosa più brutta? Nella mia scuola non si studiano ne inglese e ne filosofia, sennò lì mi sarei divertito tantissimo a collegare. Grazie dei suggerimenti. Io avevo pensato di collegare così:

    Storia dell’arte – astrattismo, connubio fra arte e musica.

    Fisica – Il suono e le onde elettromagnetiche, che poi alla fine posso arricchire con quello che mi hai suggerito.

    Storia – Boom economico in Italia con relative conseguenze.

    Anatomia artistica – i muscoli delle mani.

    Architettura – la chaise longue di le corbusier(c’è venuta in mente parlando con la prof perchè, a nostro parere,ricorda molto la “formosità” della nostra Mina)

    Scultura – collego una canzone sul tradimento ad una scultura in gesso che ho fatto di recente. Pensavo a “Tradirò” oppure “La fretta nel vestito”.

    E poi se riesco volevo fare un bel lavoretto per ornato disegnato e figura disegnata riproponendo svariate copertine e spiegando le tecniche adoperate oppure ricollegandomi a quadri famosi presi a modello da lei stessa.(come la bellissima copertina di “Olio”)

  9. emilio bocchi

    Sul Giornale di Brescia di oggi intervista a Roberto Vecchioni,al giornalista che fa domande sul duetto con Mina Vecchioni risponde: Onestamente ho agito con incoscenza e faccia tosta,le ho chiesto di cantare Luci a San Siro me lei ha accettato.Certo se ci penso adesso mi tremano le gambe.E’ stata una bellissima esperienza e in qualche modo una sorte di regalo che mi sono voluto fare,volevo che questa canzone restasse nellastoria e chi meglio di Mina per riuscirci.

  10. Una delle mie preferite!
    Bellissima canzone, Piera!

    Smile

  11. PieraPaso

    Stamattina sul giradischi c’è lavc canzone: ORMAI
    la B del 45gg Giorni
    per me è un pezzo da “opera lirica” come lo canta MINA In Love

    Ormai

    Amore mio,
    che strano effetto
    trovarmi sola
    dentro al letto,
    pensare che
    non tornerai,
    che dico mai
    ne morirei,
    ormai
    sei entrato
    nelle vene
    e la mia vita
    ti appartiene,
    ecco perché,se non ci sei
    non vivo più
    ormai.
    Amore mio,
    la lontananza
    mi rende odiosa
    questa stanza,
    un giorno solo
    che cos’è,
    ma non son io
    senza di te,
    ormai
    sei entrato
    nelle vene,
    e la mia vita
    ti appartiene,
    ecco perché
    se non ci sei
    non vivo più
    ormai.
    Grazie MINA Laugh

  12. Diego

    Beh io direi che “GRANDE AMORE” e mille altre canzone di Mina (“Amore disperato”, “Il genio del bene”, “Amornero”, “Amereunicoamore”) rientrano nel Romanticismo… quel sentimento di assoluto, che in Mina è dato dall’amore che come un uragano ci scuote (v. “Grande amore”)… In arte ad esempio, c’è un collegamento con “Il bacio” di Hayez… Oppure anche il sentimento di solitudine presente in molte canzone, come senso forte di abbandono dopo un amore forte, o la presenza del MARE che strattona, che trascina via senza riferimento… “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich… o “L’onda” di Courbet…

    In italiano oltre a D’Annunzio, quell'”Infinito” di Leopardi sembra tanto rievocare quelle “Emozioni” reinterpretate da Mina…

    Oppure per la filosofia puoi considerare la concezione dell’arte (la musica è arte) in vari autori dell’800, come Schoepenhauer o Kierkegaard per esempio…

    In storia invece direi gli anni ’60 e la rivoluzione del costume, con Mina incinta, ecc.

    Per inglese il fatto che Mina ha da sempre inciso anche un repertorio anglofono, Sinatra in primis, ma ad esempio la cover “Careless whisper” per rimanere in Gran Bretagna, eccetera eccetera…

    Infine, per fisica-matematica l’elettromagnetismo ci sta perfettamente, in quanto tra onde radio e TV, cd… siamo perfetti! Potresti portare lo schema di uno questi dispositivi. Oppure in “Sull’Oriente Express” Mina nomina il protone!

  13. Valerio

    Cari amici fan chiedo il vostro aiuto. Sono prossimo agli esami di maturità ed uscendo da un liceo artistico volevo presentare una tesina particolare ed originale. Ho questa idea dal primo giorno in cui ho messo piede in questa splendida scuola che sprizza arte da tutti i pori. Voglio portare MINA! E’ un “argomento” sul quale sono molto preparato e parlando di lei non corro il rischio di annoiarmi. Dunque, chiedo il vostro aiuto per qualche collegamento. In letteratura volevo collegare la bellissima poesia di D’Annunzio “La pioggia nel pineto”, ma come la collego? Avevo pensato ad un’interpretazione personale de “La pioggia di marzo”. Avete qualcos’altro da consigliarmi? Qualche altra canzone? Grazie in anticipo a tutti coloro che mi daranno una mano. Viva Mina sempre e comunque. In attesa dell’album di cover americane vi mando un bacio.

  14. Uff, ma a me piace di più la seconda versione (se non erro del 1978 Smile ), ma andrà bene anche la prima!

    Per il resto, spero di avere presto nuove canzoni da amare.
    Smile
    Un abbraccio a tutti!

  15. Filippo

    La presenza di Rea e Moriconi mi suggerisce che il pop c’entra poco o nulla, piuttosto è al jazz che penso (e spero). Peraltro si è parlato di “Napoli”, “Sconcerto” e “L’allieva”, dunque… Mi piacerebbe un tuffo nello swing puro, in tutta franchezza meno soporifero rispetto all’omaggio a Sinatra. D’altra parte non so se un viaggio nell’universo canzonettistico contemporaneo (quello delle varie Gaga per intenderci) servirebbe a riportare Mina in radio e quindi a raggiungere il pubblico più giovane. In tal senso credo che gioverebbero di più delle cover italiane; il successo di “Oggi sono io” o del cd “Canzoni d’autore” mi pare significativo.

  16. Domenico/Napoli

    Spero solo che siano cover di pezzi moderni, di quelli degli ultimi anni, ben conosciuti dai giovani…ancora più difficile il paragone con l’originale che hai ancora nelle orecchie; così questa così detta ” vecchia obsolete” dimostrerà a questi giovani “galletti e anatre starnazzanti” come si canta: la vera musica senza nessun supporto video o trucchetto che ti aiuti. Dai Mina facci ancora sognare…

  17. Al_Fi(e)

    un bello spiritual di Mahalia Jackson… che sogno…
    Al_Fi(e)

  18. Lillo

    Una volta chiesi a Luigi Nava, nella vecchia bacheca,se avesse mai assistito ad una esibizione live in studio di Mina.
    Questa la sua bellissima testimonianza.

    «Sì, ho assistito. E che dire di lei? Che fa sempre il suo lavoro (termine un po’ riduttivo, ma reale) con la massima scrupolosità e la stessa dose di non-chalance. Si siede in disparte, apparentemente distratta quando il lavoro in sala si concentra sugli aspetti tecnici, aguzza l’orecchio mentre provano o incidono gli strumentisti, si siede sulla sua solita seggiola, quando deve incidere. Prende i fogli dei testi e tutta l’aria intorno a lei sembra essere più limpida. Si crea un momento prolungato di commozione. Le casse rimandano la sua voce al volume ideale. Sembra che tutto avvenga in un clima di assoluta normalità, mentre invece si realizzano sempre dei piccoli grandi miracoli. Come faccia a cantare così, seduta, senza apparente impegno, per me rimane e rimarrà sempre un mistero. Un mistero di cui non riesco a trovare la chiave di lettura. Vorrei inserirmi in quel sussurro o in quel grido di voce per sezionarlo, per capirlo, per scoprire che cosa lo renda così magico. Vorrei, ma so che anche se lo facessi, non ne caverei un ragno dal buco. Rimane mistero. Lei canta. Dall’altra parte del vetro ci coso i musicisti. Magari canta solo per prova, mentre gli strumentisti registrano, in modo di aiutarli con il supporto della voce. E’ una prova, ma a me sembra che tutto sia già perfetto. Finisce il brano e dice di essere stata un po’ distratta. Io mi chiedo: “Ma come, distratta?!? Era tutto bellissimo”. Forse capirò poco di musica. E allora mi fido del suo dirsi distratta.
    Poi, dopo la registrazione degli strumenti, sempre da lei seguita col massimo della partecipazione, con dovizia di consigli, sempre fatti con garbo e professionalità, finalmente si arriva alla registrazione definitiva. La sua. Cala il silenzio. Si spegne anche l’aria condizionata, per evitare ogni rumore non necessario. Domina lo scuro della sala. Ma tutto è già luce, non appena partono le prime note. Durante il brano la guardo, ma cerco di togliere subito lo sguardo, perché, pur stando dietro, ho il timore di disturbare quello che lei sta creando, con la sua voce, con la sua testa, con il cuore. Sono quattro minuti di trance. Poi tutto finisce. Carmine si volta, ci guardiamo e senza alcuna parola, abbiamo lo sguardo di chi dice: “Però, che roba enorme!”. Se uno fosse lì, per caso, sarebbe come ridestato verso qualcosa di grande, che si genera come per magia e nello stesso tempo, come per necessità. Deve essere così il brano. Non può essere diversamente. L’impressione che ho sempre è che il pezzo c’è già tutto prima, dentro di lei. In quei quattro minuti, lei deve solo far uscire un fatto che è già totalmente presente in lei. Come in un parto naturale. Accade il piccolo miracolo. E Carmine mi dice, senza farsi sentire: “Spesso devo pensare che per me è solo un lavoro, perché se mi fermassi ad ascoltare senza il problema della consolle di registrazione, mi verrebbe da svenire”. Lo capisco. E anche lui capisce che sto capendo bene quel che dice.
    Lo capisce guardandomi negli occhi e vedendo che sono umidi. Di più: inondati. Mi spiace. Mi sforzo di rivestirmi di atarassia. Ma non riesco a trattenermi. Non ce la faccio.»

  19. PieraPaso

    Stamattina sul giradischi c’è la canzone di Alex Britti ‘Oggi sono io’ che MINA canta in studio:

    E non so perché quello che ti voglio dire
    poi lo scrivo dentro una canzone
    non so neanche se l’ascolterai
    o resterà soltanto un’altra fragile illusione
    Se le parole fossero una musica
    potrei suonare ore ed ore, ancora ore
    e dirti tutto di me.
    Ma quando poi ti vedo, c’è qualcosa che mi blocca
    non riesco a dire neanche come stai
    come stai bene con quei pantaloni neri
    come stai bene oggi
    Come non vorrei cadere in quei discorsi
    già sentiti mille volte e rovinare tutto
    come vorrei poter parlare senza preoccuparmi,
    senza quella sensazione che non mi fa dire
    che mi piaci per davvero, anche se non te l’ho detto
    perché è squallido provarci solo per portarti a letto
    E non me ne frega niente se dovrò aspettare ancora
    per parlarti finalmente, dirti solo una parola
    dolce più che posso, come il mare, come il sesso
    finalmente mi presento.
    E così, questa notte è già finita
    e non so ancora dentro come sei
    non so neanche se ti rivedrò
    o resterà soltanto un’altra inutile occasione
    e domani poi ti rivedo ancora
    E mi piaci per davvero, anche se non te l’ho detto
    perché è squallido provarci solo per portarti a letto
    e non me ne frega niente se non è successo ancora
    aspetterò quand’è il momento, non sarà una volta sola
    spero più che posso che non sia soltanto sesso
    questa volta lo pretendo.
    Preferisco stare qui da solo che con una finta compagnia
    se davvero prenderò il volo, aspetterò l’amore e amore sia
    e non so se sarai tu davvero, o forse sei solo un’illusione
    però stasera mi rilasso, penso a te, e scrivo una canzone
    dolce più che posso, come il mare, come il sesso
    questa volta lo pretendo, perché oggi sono io,
    oggi sono io.
    grazie MINA In Love

  20. Luigi Proto

    Anche un’altra canzone dei Queen non sarebbe male, se andiamo un po’ ad ipotizzare su quale canzoni Mina sceglierà per la scalettà di questo disco.

  21. Valerio

    Lady Gaga, magari! Io spero tanto in una rivisitazione di “mad world”. Oppure una “Listen” versione Mina, il che è tutto dire. O ancora un omaggio alla houston. Sicuro è, come sempre, che nostra signora della musica ci sorprenderà sempre! un bacio a tutti.

  22. Jack Vitale

    solo cover americane? qualche bel pezzo italiano non sarebbe male……l’importante è che tornino Danilo Rea e Il Moriconi……sono insostituibili…..

  23. Christian contaMINAto Mangano

    E se fosse Lady Gaga? D’altronde ricordo che Mina rispose ad una lettera su Vanity che “Lady Gaga è fortissima”.

    Chissà, da Mina mi aspetto di tutto!

  24. FrancoPisa

    L’attesa è iniziata …..

  25. PieraPaso

    ..io spero qualche cover di Elvis Prelsley
    che non ha cantato, perchè c’è ne sono tante
    grazie MINA Laugh

  26. Cover americane … chi sa a chi renderà onore …. Smile

  27. PieraPaso

    Stamattina sul giradischi ,, dall’ Album Catene c’è la canzone Più di così
    un grazie a Loris per le tante notizie PIU’ DI COSI’ Kiss
    checi dà

    Tu con la faccia dura e senza sogni
    sulla mia pelle sai lasciare i segni,
    sulle ferite poi ci metti il sale
    io non capisco questo strano amore,
    ma dovrei fare esattamente come
    fa un cane buono con il suo padrone,
    contro di te che sai tenere banco,
    coprire con gli stracci un cuore stanco.
    Più di così
    non so più cosa dare
    più di così
    che cosa fa più male,
    perderti adesso e non vederti più,
    ricominciare come lo vuoi tu,
    più di così
    mi chiedi e mi pretendi,
    più di così
    mi stringi e poi mi stendi,
    e a denti stretti io ti dico sì
    perchè ti amo.
    Perchè non trovo mai una via di uscita
    perchè mi dico sempre che è finita,
    e poi mi trovo chiusa in un bicchiere,
    dove tu puoi tranquillamente bere.
    Più di così
    che cosa vuoi che faccia
    più di così
    non apro le mie braccia
    ma dove vuoi che vada senza te
    tutto daccapo e il resto va da sé
    più di così,
    mi chiedi e mi pretendi
    più di così
    mi stringi e poi mi stendi,
    e a denti stretti io ti dico di sì
    perché ti amo
    grazie MINA In Love

Comments have been disabled.