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Pubblicato: 10 mesi ago

Vestita come una signora

L’ascolto di Luna diamante – risplendente brano-clou (insieme alla solare Che vita meravigliosa di Diodato che impazza nel trailer trasmesso in questi giorni in TV) della colonna sonora del nuovo film di Ferzan Ozpetek La dea Fortuna nelle sale dal 19 dicembre – ha ispirato al nostro Antonio Bianchi –  di solito pudicamente refrattario a certe innoMinabili fantasie – un ardito sogno a occhi aperti che troverete svelato nella sua minuziosa disamina su Mina Fossati della prossima fanzine…

di Antonio Bianchi

(…) Luna Diamante è il più bel regalo di Fossati a Mina. Si inserisce a pieno titolo nel filone dei brani che l’attuale vocalità mazziniana rende monumentali (penso a L’uomo dell’autunno e anche a Quando la smetterò, da me amatissima). E forse, verificando il plauso collettivo, destinata a diventarne il simbolo, la pietra miliare. Rabbrividisco nel pensare che un brano tanto intenso e rappresentativo possa passare sotto silenzio, risucchiato dalla distrazione, destinato a rimanere nascosto fra le pieghe dell’album. Il nuovo film di Ozpetek ha aperto qualche spiraglio. Ma non basta: la Mina che si delinea in Luna Diamante – proprio perché “concreta, sincera, reale” – meriterebbe d’essere eternata con metodi altrettanto concreti, sinceri e reali. Quali? Ascoltandola si è delineato un desiderio delirante – ma beffardamente auspicabile in previsione dell’imminente compleanno –: la trasformerei in videoclip, con una Mina in carne e ossa, in un elegantissimo bianco e nero, vestita di nero su fondo nero, in campo lungo, con luci radenti e telecamera costantemente puntata su di lei, in rotazione lentissima, senza stacchi, senza montaggio, senza sotterfugi di sorta. Sarebbe un paradossale regalo di compleanno “ribaltato” da parte di Mina. Orgogliosamente sincero. Qualitativamente sontuoso. Beffardamente regale. E, forse, non così improbabile. Perché Luna Diamante merita davvero di diventare patrimonio collettivo e di entrare a far parte dell’iconografia mazziniana televisiva (…)

(Nella foto: Ferzan Ozpetek con i due protagonisti del film Stefano Accorsi ed Edoardo Leo)