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t_vanity-fair-n-24-del-20-06-2012
Pubblicato: 2 settimane ago

Se la mia Kant sei tu

Il titolo del nuovo singolo, oltre a ricordarci una remota partecipazione di Mina – con una fantasia musicale dedicata ai nomi maschili – al varietà televisivo dell’estate 1962 Eva ed io, ci ha fatto ritornare in mente un nostro post di qualche anno fa sull’insospettabile questione di feeling che, al di là della comune passione per lo chignon, lega la Tigre alla fascinosa e spregiudicata amante-complice di Diabolik…

Se si esclude una sua estemporanea trasformazione nella doppia veste di Diabolik e di Eva Kant in una recente vignetta disegnata dal vulcanico Gianni Ronco per la rubrica di posta di Vanity Fair, fino ad oggi Mina non aveva mai avuto alcun legame virtuale di sorta con la coppia di criminali più amata e inossidabile del fumetto italiano. A scovare un inedito trait d’union tra l’inafferrabile star  e il Re (e la Regina) del Terrore ci ha pensato, nell’ultimo numero del magazine Sette allegato al Corriere della Sera, quel fine esperto di storia del costume che è Antonio D’Orrico in un’intervista immaginaria alla neocinquantenne Eva Kant. All’osservazione fatta dal giornalista sul fatto che “Lei e Diabolik siete stati la prima coppia di fatto del fumetto”, la bionda eroina noir creata dalle Sorelle Giussani ha risposto: “Confronti un po’ di date. Il 1° marzo 1963 appaio per la prima volta in edicola, il 18 aprile 1963 nasce il figlio di Mina e Corrado Pani. Per aver avuto un bambino da un uomo sposato, Mina, coraggiosissima, pagò un prezzo altissimo. Fu epurata dalla RAI. Bandita dalle case discografiche. Cose talebane. Quelli erano i tempi. Diabolik, un ladro e un assassino, e io, un’avventuriera, forse abbiamo fatto qualcosa di utile per rendere l’Italia un Paese più civile…”.