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Pubblicato: 14 anni ago

Dove non ho più parole inizia Mina.

A ogni uscita discografica di Mina si può esprimere meraviglia e stupore (ohhhhhh), oppure si può correre per strada, agitare le braccia verso il cielo e prima che arrivi la croce verde, ma appena dopo aver sottolineato con impertinente irriverenza i dati anagrafici della signora e i lustri di onorato servizio, gridare al miracolo per la freschezza della voce e bla bla bla. Oppure si può andare in loop disquisendo all’infinito su talento, genialità, intelligenza, talento, genialità, intelligenza, talenzalità, gentalenza, inteniento… tarattattà. Forse ci si potrebbe semplicemente abbandonare e lasciandosi trasportare dai pensieri scrivere qualche parola che riesca a descrivere le canzoni di Caramella, titolo zuccherino del nuovo album da cui è opportuno non lasciarsi fuorviare. Ma che senso avrebbe? Volendo paragonare in questo caso le canzoni a caramelle, non è nemmeno indispensabile sapere che nel nuovo cd di gusti se ne trovano molti e diversi: dal più dolce, così dolce che il coma diabetico è lì lì a venire, all’amaro più amaro che nemmeno il rabarbaro e il fernet. E se non sento l’impellente necessità di addentrarmi in cervellotiche elucubrazioni sui testi e sulle musiche che Mina ha scelto per se stessa e per allietare gli ascoltatori che sanno riconoscere in lei un’ineguagliabile perfezione espressiva, figuriamoci se me la sento di arrogarmi il diritto di esprimere ancora giudizi sulla voce, una voce che a questo punto dovrebbe essere considerata da chiunque al pari dell’affresco di Michelangelo della cappella Sistina, un patrimonio dell’umanità. E quindi, mentre c’è chi gioca a fare i suoi esercizi di stile (e che stile!) sulla sua voce, sulle sue scelte, sulle sue interpretazioni e addirittura sulle copertine dei suoi dischi, vivisezionando, azzardando analisi che manco gli sceneggiatori di CSI o di Lost, a ‘sto giro Mina me la godo per quello che è, anzi, almeno per una volta mi schiero dalla parte di chi sente, a ragione, il bisogno di ringraziarla per le sensazioni che con la sua passione continua a elargire al mondo e per tutte le canzoni che ancora inciderà, e che chiunque potrà scegliere di ascoltare una, un milione di volte o per tutta la vita.

http://ienomag.com/

Comments
  1. eno (Author)

    Totò diceva “Ma mi faccia il piacere, mi faccia!”.
    Ho come l’impressione che lei attribuisca a se stesso troppa importanza, ma questo non è certo affar mio. Contento lei!
    Quanto al suo invito, mi duole doverlo restituire al mittente. Con gentilezza, ovviamente.

  2. “mentre c’è chi gioca a fare i suoi esercizi di stile (e che stile!) sulla sua voce, sulle sue scelte, sulle sue interpretazioni e addirittura sulle copertine dei suoi dischi, vivisezionando, azzardando analisi che manco gli sceneggiatori di CSI o di Lost”

    ENO…GENTILMENTE…VA A QUEL PAESE!
    nel modo più gentile possibile te lo dico.
    avete rotto er…. con queste frecciatine da bambini.

  3. gianfranco

    io non sono su facebook, per cui quando capita ci sentiremo qui. Ciao Big Smile

  4. alessandro.matti

    sono su face book , contattami se vuoi
    cioa grazie

  5. rinoreder

    Ecco, caro Eno, hai scritto quello che penso anch’io, infatti non ho commentato…per il momento ascolto “Caramella” senza avere nessuna parola da dire, nessuna analisi da fare e come sempre ringrazio Mina per esistere e cantare.

    Buona Mina e buon fine settimana.

    rino

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