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Pubblicato: 1 mese ago

Ho sempre visto te per primo

A pochi giorni dal lancio sulle piattaforme e nelle radio del fiammeggiante singolo che precederà l’attesa raccolta natalizia, vi riproponiamo a partire da oggi alcuni dei post che, dieci autunni fa, pubblicammo alla vigilia dell’uscita di Piccolino, a tutt’oggi il nostro preferito tra gli album di inediti della Mina post-2000…
Quando ancora esistevano i cd singoli promozionali “fisicamente” intesi, quello che anticipava di qualche settimana l’uscita ufficiale dell’album si limitava solitamente a “suggerire” con qualche oscuro elemento grafico quella che sarebbe stata la copertina del disco. Per Non c’è più audio, bellissimo brano apripista di Pappa di latte, il giacimento Maurifero Balletti piazzò sulla cover del promo una sibillina “galletta” d’assaggio della Mina biscottata e intovagliata che avremmo poi gustato appieno sulla busta dell’album. Analogamente, l’anno dopo, sulla copertina di Volami nel cuore, campeggiava un altero e solitario Duomo di Cremona non ancora illuMinato dalla presenza non meno ieratica della nostra Star griffata Versace. Sul singolo Johnny, poi, a preannunciare la sfrecciante apparizione dell’olimpionica Tigre-Ghepardo di Leggera era una timida scarpetta smarrita nel mezzo della pista di atletica. Non meno laconici gli indizi con cui Mauro si è spesso divertito a stuzzicare la nostra curiosità nelle anteprime promo degli album successivi: un particolare cromatico dello sfondo della Monna Mina leonardesca di Olio per Grande amore, una variazione del logo simil-Chanel adottato per N° 0 per Neri, o ancora le indecifrabili sagomine colorate della Mina-con-elefantino-al-seguito di Bula Bula per Vai e vai e vai. Il gioco del “che cosa apparirà” non si è interrotto nemmeno quando, a partire da Facile, è iniziata la nuova era dei singoli “incorporei” inviati come cartolina digitale con allegata copertina scaricabile: i graffiti infantili sulla coverde Il frutto che vuoi erano il segno premonitore della Mina abbozzata da Mauro con magistrale mano bambina per l’album del 2009, così come le cartine colorate di You Get Me prefiguravano l’abbuffata di dolcezza in serbo per Caramella. E tutto lascia credere che anche la non-immagine scelta per Questa canzone contenga – nella sua apparente asetticità – una pur vaga associazione di idee con la splendida e sorprendente Mina che vedremo nella copertina di Piccolino

(Minafanblog, ottobre 2011)