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Pubblicato: 2 settimane ago

Non scrivo lettere tutti i giorni…

Difficile aggiungere su Mina Fossati qualcosa di nuovo rispetto a quanto meravigliosamente già detto e scritto dallo stesso cantautore (e da nn Massimiliano mai così entusiasta) nei giorni scorsi. La stessa lettura della rassegna stampa dell’album (costellata di recensioni memorabili tra le quali meritano uhna menzione speciale quelle di Marinella Venegoni, di Marco Mangiarotti e del nostro Stefano Crippa) ha deliziato le nostre pupille come non ci succedeva da decenni. In attesa di svelarvi ulteriori retroscena di questo capolavoro (ci riusciremo? Mah…) nel ricco dossier che aprirà la prossima fanzine, diamo il via alla consueta serie di “commenti a caldo” inviati dai fans. Tra le cui righe, pur grondanti di emozioni e sentimenti ampiamente condivisi da ognuno di noi, c’è sempre qualche dettaglio inaspettato da scoprire…
di Silvano Terzo – Elaborazione grafica: Graziano Rimondini
Preparo con cura il rito dell’ascolto: un nuovo disco di Mina non mi coglie mai impreparato; programmo una serata tutta mia, nessuna distrazione è concessa, nessuna calamità mi farebbe desistere, nessuna allettante lusinga mi allontanerebbe dalla mia postazione. Questa volta l’occasione è ancora più importante, perché non si trattta solo  del nuovo disco di Mina, ma dell’incontro di due anime d’Artista. Devo superare la diffidenza e quella sottile gelosia che mi impedisce di condividere Lei con altri cantanti, salvo rare eccezioni. Questa volta sono fiducioso e sicuro che il progetto tanto atteso possa dare buoni frutti. Me ne convinco subito: dopo poche note sono già immerso in una dimensione canora assolutamente inattesa, ampia, spaziale e coinvolgente. Non faccio pause, lascio che il suono e le Voci fluiscano e inondino la stanza, il cuore e lo spirito. C’è bisogno di un secondo ascolto, questa volta in cuffia, per cogliere le meraviglie di ogni singolo pezzo.. A questo punto il rito prevede l’ascolto ripetuto di ogni brano; apprezzo meglio qualcosa che mi era sfuggito, capisco meglio il senso dei testi, mi meraviglio ancora della grandezza di Mina e della sua capacità di rinnovamento e di sperimentazione. L’incontro con Fossati è autentico, vibrante, partecipe, complice, umano, caloroso. Mina cala sul tavolo della musica la carta vincente, l’asso pigliatutto che fa saltare il banco; Lei è sempre più in alto e oltre, può indicare la strada a chi si ostina a cantare nel solito modo un po’ sciatto, un po’ scontato ed insignificante. Sorprende anche il poeta Fossati che ha saputo entrare nel mondo di Mina e regalarle delle gemme preziose da incastonare insieme in un diadema regale,
Le Voci si fondono alla perfezione in un’opera assolutamente sincera e di grande pregio.
Alla fine dell’ascolto, ormai a notte inoltrata, mi ritrovo emozionato, ma anche più leggero, gli occhi umidi di lacrime che scendono lentamente di lato. Succede quando qualcosa scava in profondità e riporta in superficie sentimenti sopiti o solo accantonati. Succede in un’età in cui si fanno bilanci e resoconti , quando la musica e il canto sanno commuovere; effetto terapeutico della musica. Della buona musica.