giugno: 2013
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Max, auguri a piene mani

“Credo proprio – ci aveva confidato qualche mese fa Massimiliano Pani – che, quando sarò vecchio (e ci sono quasi… ), farò solo il compositore e finalmente non mi occuperò più di grane, avvocati, majors, rapporti con sponsor e multinazionali, tutte cose che non possono propriamente definirsi propedeutiche all’ispirazione”. L’allusione alla “incombente” senilità era ovviamente solo una spiritosa civetteria: in forma smagliante come e più di sempre (ne è prova lampante l’alto gradimento personale riscosso a Ti lascio una canzone presso il pubblico femminile… di tutti i sessi), Max non dimostra minimamente i pur non numerosi anni che si appresta a compiere. Sta di fatto che, dopo un lungo periodo di relativa stasi creativa (da imputare ai troppi impegni burocratici legati al suo ruolo di nocchiero della factory materna), la voglia di comporre e di far musica sembra essergli fortunatamente tornata con largo anticipo sul previsto. Dopo il successo della soundtrack de La Banda dei Babbi Natale (per cui aveva composto, da solo, una canzone rimasta inedita in quanto destinata ad una scena poi esclusa dal montaggio finale del film), Max è nuovamente al lavoro al fianco di Franco Serafini non solo per il disco autunnale di Mina ma anche per la colonna sonora di una fictionL’amore e la vendetta – che vedremo in autunno su Canale 5. E per il nuovo album dei Matia Bazar, Conseguenza logica, ha musicato a quattro mani con l’amico Piero Cassano l’avvolgente e minosissima A piene mani. “Quando sono arrivata io – ha raccontato al nostro Lucio Nocentini Silvia Mezzanotte, “voce” ritrovata del gruppo – la struttura musicale del brano era ancora in essere tra Piero e Massimiliano e non aveva ancora questo testo e questo titolo. Io ci sono entrata e ho costruito un racconto, come spesso succede nelle canzoni, in finto inglese, dando delle chiavi di lettura dove ci andavano delle “a” e delle “o”. Sulla base di queste suggestioni Giancarlo Golzi e Adelio Cogliati hanno costruito un testo che corrispondesse esattamente alle sensazioni che il brano mi aveva suscitato: A piene mani, perché c’è dentro un’estrema sensualità e ci sono doppi sensi evidenti. E’ l’amore a piene mani, ma in realtà è sesso a piene mani…”.

P.S. Al 18 aprile mancano ancora due giorni ma, conoscendo la scarsa propensione di Max – e della sua mamma – a celebrare qualsivoglia tipo di ricorrenza, preferiamo seguire l’esempio del Cappellaio Matto e del Leprotto Bisestile limitandoci ad augurargli 364 giorni di non-compleanno pieni di meraviglie. Musicali e non.

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