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Pubblicato: 8 mesi ago

Dipinta di Blue

di Massimo Serzio

Che Mina sia la Regina incontrastata della Musica, è cosa ormai nota da molti anni, da quando con foga adolescenziale sbucò da dietro quel famoso Juke Box distorcendo parole e melodia di una canzoncina in perfetto stile Melò anni ’50, per trasformarla in una modernissima e impetuosa opera Rock ‘n Roll.

Che la sua voce camaleontica riesca a padroneggiare ogni genere musicale, rivestendo qualsiasi cosa canti di inedita modernità, e conferendo a ogni verso una credibilità e profondità inaudite, invece, è cosa che abbiamo lentamente e con grande stupore, imparato nel corso degli anni.

Ma che ancora oggi, dopo decenni di carriera e migliaia (migliaia per davvero) di canzoni affrontate, abbia ancora la medesima grinta e la stessa voglia di sperimentare (condotte, però, con una maturità e una consapevolezza sempre più decise) che aveva al suo esordio, è qualcosa che ci lascia sempre a bocca spalancata.

E questa nuovissima A Chi Mi Dice, duettata con il vecchio amico Fausto Leali ci presenta una Mina ancora inedita, con un piglio duro, maschile, selvaggio; la sua voce si spande lungo la melodia (abilmente – e quasi impercettibilmente – corretta) ariosa del suo primo ritornello con una naturalezza ruvida ma imperturbabile, mettendo da parte in un solo, lunghissimo piano-sequenza i decenni passati da quei primi ruggiti, archiviandoli con una interminabile legatura che probabilmente non potrebbe permettersi nessuna delle sue colleghe (giovani o meno).

Mina si adatta all’arrangiamento – furbescamente radiofonico e leggermente ridondante – con una maestosità senza pari ma senza mettere in ombra l’amico Leali, anzi, accompagnandolo, negli intrecci vocali, con una voce pura e luminosa tale da far risaltare – in contrasto – le ombre della voce di lui, e conferendo ai versi uno spessore decisamente inedito per questo genere di canzone.

Questo estratto dal disco di Leali è un evento non da poco per Mina, che torna a cantare la cover di un pezzo appartenente alla contemporaneità (sebbene dodici anni siano passati dalla sua prima pubblicazione) e – per giunta – top hit mondiale, a ben quindici anni di distanza da Oggi Sono Io; e lo fa con la forza indubitabile che sempre l’ha contraddistinta.

Che questa nuova apertura alla contemporaneità – parlando di cover – sia un indizio che strizza l’occhio al desiato, mitizzato Volume Uno da associare agli inediti del suo prossimo lavoro, è una speranza che ci auguriamo possa diventare presto certezza.

Ma, intanto, godiamoci a tutto volume questa nuova Mina, nell’attesa del nuovo album di duetti con Adriano Celentano in cui ricercare preziosità e prelibatezze che solo la sua grande intelligenza e il suo formidabile istinto musicale sapranno metterci dentro.