Il Blog

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Pubblicato: 3 mesi ago

Mina in studio rewind / 3

M. M., MISSIONE MANDARINETTO

di Raffaello Martini, coiffeur

 

Ho deciso di contribuire al vostro Mina in studio rewind con qualche ricordo personale. Quello che narrerò – beninteso – è assolutamente raccontabile (in nome dell’amicizia che mi lega a Mina dal 1974, mai e poi mai divulgherei frasi o situazioni che devono rimanere strettamente personali e private tra me e lei). Detto ciò… vi racconterò qualche piccola chicca.

Febbraio 2001. Da qualche giorno Mina frequentava con più assiduità del solito il mio negozio. Frequentandola ormai da un bel po’ di tempo, capivo che qualcosa stesse bollendo in pentola… ma che cosa? Lei non diceva nulla. Osservava e si limitava a qualche domanda su un eventuale cambiamento di colore dei capelli. Tutto ciò mi pareva strano: sapevo quanto lei fosse legata alla tinta che “indossava” da anni.

Non capivo se voleva mettermi alla prova, professionalmente parlando o che altro.

Finalmente un giorno mi decisi a saperne di più. Mina venne in negozio e, tra una chiacchiera e l’altra, le domandai: “Quando esce il tuo prossimo cd?”. Al che lei: “Sto per fare una cosa che ti piacerà tantissimo”. “Cosa?”. “Faccio un video”. “Un videooo?”. “Eh, sì: vado in sala, con i musicisti e l’orchestra diretta da Gianni Ferrio”. “Stai scherzando!”No, per niente!”.

Conoscendola e sapendo quanto le piaccia fare la burlona con gli amici (soprattutto con me, che ci casco sempre), ancora stentavo a crederle. Qualche giorno dopo ricevetti una sua telefonata: “Puoi tagliare i capelli a un mio amico? E’ Mauro Balletti”. “Certo che sì, venite!”, le risposi.

Beh, fu proprio in quell’occasione che mi resi finalmente conto che la storia del video non era uno scherzo. Si tornò a parlare del suo colore dei capelli. Le proposi delle sfumature cromatiche che non stravolgessero la sua immagine. Provammo quattro colorazioni in dieci giorni. Fino ad arrivare a quello poi visto nel video. A ciò ovviamente si unirono le magiche mani del truccatore Stefano Anselmo che resero il tutto perfetto. Ricordo la domenica in cui si diede il via alla registrazione. Erano le nove del mattino, suonò il telefono. Era lei: “Ciao dove sei?”. “Sono a casa”. “Allora vengo lì”. “Vieni qui? Perché?”. “Dobbiamo fare un ritocco all’attaccatura.”. “Ma Mina, a casa non ho nulla per poter lavorare, vediamoci in negozio alle 11.00. Va bene?”. “Sì, va bene, a dopo”.

Alle 11.00 Mina arrivò. Con lei c’erano Stefano Anselmo, Mauro Balletti, Eugenio Quaini, il mio compagno ed io. Giusto il tempo di passarle una leggera colorazione – questione di pochi istanti, shampoo, asciugatura, treccia- e lei fu pronta per il primo ciak. Quella visita domenicale mi fece capire una volta di più di trovarmi davanti ad una grande professionista: voleva tornare al suo pubblico perfetta, come sempre. Qualche giorno dopo tornò in negozio e, una volta terminato il da farsi, mi disse: “Hai da fare?”.“Sì, ho degli appuntamenti”. “Peccato, volevo portarti in studio a vedere il lavoro che abbiamo fatto…”.

Inutile dirvi che annullai tutti gli impegni e andai con lei. Varcata la soglia dello studio, incontrai Massimiliano. Dopo una breve chiacchierata con lui, Mina mi portò nella stanza in cui Mauro Balletti stava montando il video. Mina gli chiese di farmi vedere in particolare una parte del filmato in cui secondo lei il colore dei capelli risaltava meravigliosamente. Ne fui lusingato. Lo spezzone in questione era quello di Oggi sono io di Alex Britti. In esso Mina risplendeva in tutta la sua bellezza e grandezza professionale. Mi sentii un privilegiato.

Stop. Il mio racconto si ferma qui. Magari un giorno vi svelerò qualche altra chicca. Grazie a voi per avermi letto. E a te, Mina, grazie per tutto, e tu sai cosa intendo…