Mina in studio 25 anni dopo. Riviviamoli insieme con una serie di testimonianze tratte dalle fanzine dell’epoca. Cominciando da due firme storiche del club…
E ARRIVO FINO AL K2
di Alessio Musumeci
Ho avuto la fortuna di assistere alla “prima” di Mina in studio in una sala audio-video-dvd degna della Nasa. Un impianto che mi ha fatto sentire Mina nella gola e anche nel naso, più di una caramella Victors-Respiravivo. Quella Oggi sono io mi si è encagnà denter e non mi si stacca più. Tutto ottimo, dall’arrivo silenzioso sotto la neve all’ingresso di Mina in sala d’incisione come una buona Crudelia Demon, ai suoi sorrisi disarmanti dopo un’esecuzione inimmaginabile da mente umana. Come una che scala il K2 in tre balzi e, una volta arrivata sulla cima, sorride contenta e si mette a fare le flessioni. Come una che ha inghiottito il cd con tutte le canzoni incise e poi te le ricanta con un labiale perfetto. In certi momenti si stenta quasi a credere che la voce le esca dalle labbra come già incisa. Non lo so spiegare, ma è così: come se potesse sfornare il compact direttamente dalla gola, senza bisogno di artifici e post-produzioni. Encomiabile che un evento così appetibile non sia ricorso ad una scaletta di grandi successi, ma anzi di pezzi molto poco commerciali se si esclude il pezzo di Alex Britti, reso da lei un cultmustseeandlisten. Questa Mina in studio sembra la dea Kalì del canto. Non faccio una lista dei miei momenti magici del DVD perché mi piace tutto, tutto, tutto. Credo che lei sia una medium vocale di questo secolo: è riuscita a fondere Maria Malibran con Supereva.it. Con questo evento Internet ha fatto proprio questo: lanciare un ponte dall’infinito passato verso un infinito futuro. Mina non finirà mai, come tutte le cose magjche della vita. Magiche, mistiche ed inspiegabili…
LA DONNA CHE NON C’ERA
di Flavio Merkel
Ride, fa versacci, “sporca” le canzoni, fuma (sempre Marlboro rosse), è tenera, professionale ma allegra, e non parla quasi mai, come se la sua voce esistesse solo per il canto e non per la parola. Il suo volto è finalmente visibile, ma senza collo, senza sguardo, gli occhi si intravvedono qua e là dietro le spesse lenti quando i primi piani sono molto ravvicinati. Magra, lunga e nera in quella sua mise senza tempo, bianca di pelle, una pelle che riflette – non assorbe – la luce. E poi il miracolo di quella Voce, ancora più sfumata, complessa, potente e variegata, incanta anche chi non la ama, stupisce gli increduli, nutre gli ammiratori, fa invidia alle coetanee colleghe (italiane e straniere) ormai sfiatate. Un miracolo, ripeto, e un mistero. Perché non sappiamo niente di più di quanto sapessimo (o immaginassimo) prima. Sì, l’abbiamo finalmente rivista, ma alle sue condizioni: quasi spiata, da dietro, di fianco, di profilo, raramente di faccia, rendendoci tutti voyeurs, intrusi privilegiati che la spiano nel privato. Abbiamo verificato che esiste davvero e canta e si diverte. Ma il mistero rimane. Chi è Mina?
Autore: loris