«È Mina». Sergio Castellitto si rivolge al figlio Pietro. A mano a mano, la canzone scritta da Riccardo Cocciante e Marco Luberti, è appena terminata. È stata il filo conduttore di tutto lo spot. Ma solo nella battuta finale viene rivelata l’identità della voce che l’ha cantata. Mina. È sua l’interpretazione scelta per la nuova campagna di Intesa Sanpaolo. Che prende il titolo da quel brano. A mano a mano.
La sede romana scelta per la presentazione è la Villa del Priorato di Malta. Quella dal cui buco della serratura si vede la Cupola di San Pietro. Per l’occasione il portone è aperto e la prospettiva si allarga lungo il viale alberato. File di turisti ad aspettare il loro turno. Ma la calca fuori stavolta è tutta per Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, che nello spot compare nelle sale di Galleria Borghese a Roma. Lui è tra i protagonisti insieme a Francesco “Ciccio” Graziani, campione del mondo con l’Italia nel 1982, con i ragazzi della società sportiva Olmoponte Santa Firmina di Arezzo. Il progetto di calcio integrato e inclusivo è sostenuto dalla banca.
«Il mostrare e non spiegare» è la formula usata da Stefano Lucchini, chief institutional affairs and external communication officer di Intesa Sanpaolo. «Il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi».