Mentre l’industria musicale sembra essere ormai ridotta “alla canna del gas” (definizione sarcasticamente efficace che abbiamo rubato al grande Andrea Mingardi), ecco che Mina – da solitaria navigatrice controcorrente qual è sempre stata – si concede l’anacronistico lusso di invadere il mercato con un numero di nuove emissioni discografiche mai visto nemmeno nelle annate più auree.
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