Il Blog

Pubblicato: 8 anni ago

Amoreunicoamore, nuovo singolo dal 2 luglio. Nelle radio?

Ancora non si intravvedono schiarite nella diatriba (relativa alle percentuali sui diritti di programmazione) in atto da mesi tra le grandi emittenti radiofoniche e le majors discografiche. Ma the show must go on e i piani promozionali di Caramella devono comunque seguire il loro corso, anche se le sorti in FM del secondo singolo estratto dall’album – la meravigliosa Amoreunicoamore di Berlincioni-Amato, on air da venerdì 2 luglio – saranno purtroppo legate a doppio filo all’evolversi di questo sfibrante braccio di ferro che per ora non vede vincitori tra i due contendenti ma un solo perdente: il pubblico degli appassionati di musica cui si nega il piacere di ascoltare in radio le novità del momento. Amoreunicoamore, per fortuna, ha tutte le carte in regola per spiccare il volo con le proprie sole forze e rilanciare in grande stile le quotazioni di Caramella: un distillato purissimo di minosità all’ennesima potenza, orecchiabile e di immediata cantabilità, magnificamente arrangiato e ancor più superbamente interpretato da una Mina in stato di grazia. Senza contare che la spinta promozionale che dovesse venire a mancare dai network radiofonici sarà in ogni caso assicurata dalla TV. La canzone, infatti, è sigla – sia pure per una manciata di secondi – del ciclo di film Estate d’amore attualmente in programmazione su Canale 5.

P.S. Avviso ai vinilminamaniaci: il secondo box di 10 LP picture della EMI, previsto inizialmente per l’inizio di luglio, è stato rinviato a settembre.

Pubblicato: 8 anni ago

Rina

La nostra amatissima Rina Gagliardi è morta stamane, stroncata nel giro di poche settimane da un male incurabile, nella clinica Villa Margherita di Roma. Ad annunciare la triste notizia è stato Piero Sansonetti, direttore della rivista Gli Altri per la quale la grande giornalista (nonché, nella passata legislatura, senatrice nelle file del PRC) scriveva negli ultimi tempi, dopo anni trascorsi nelle redazioni de Il manifesto – di cui era stata tra i fondatori – e di Liberazione. Fan irriducibile di Mina fin dai tempi de Il cielo in una stanza, era entusiasticamente entrata a far parte del nostro club nel 1989, proprio nei giorni in cui il Muro di Berlino crollava e il PCI stava per sciogliersi (“In questi bui momenti – ci confessò allora – quale tessera più rassicurante della vostra potrebbe esserci a nostra disposizione?”). Nel 2001, inaugurando sulla fanzine la rubrica Incontro con Rina che sarebbe proseguita con poche interruzioni fino al numero più recente, si presentò ai nostri lettori con l’ironico autoritratto che, non senza profonda commozione, vogliamo oggi riproporvi invitandovi a leggerlo “come se lei fosse qui”:

“Mi presento, prima di ogni altra cosa. Sono nata nel 1947, e da quando avevo 24 anni sono giornalista. Mi occupo prevalentemente di politica, e quale sia la mia collocazione, appunto, politica lo lascio alla vostra immaginazione. Ho idee molto nette, ma non soffro, non ho mai sofferto, di quel tremendo vizio tipicamente postmoderno che è l’integralismo – il fanatismo, l’organicismo ideologico, il disprezzo per chi la pensa diversamente. Per esempio: che cosa c’entra la mia passione per Mina con la mia passione rivoluzionaria? Nulla. Le supercoerenze non esistono, cercarle è pericoloso: meglio, all’opposto, godere dell’inconciliabilità delle diverse dimensioni dell’esistenza. Mi capita soltanto, talora, in agit-prop: regalo cd a scopo promozionale a coloro che non conoscono Lei. Ma soprattutto redigo compilations con le sue ‘perle’ a beneficio di chi – ce ne sono, ahimè – ne parla male, non la capisce, non la ama. E’ una sfida improba, quasi impossibile: fabbricare cento minuti “del suo meglio”, i più emotivamente sconvolgenti, i più significanti (non i più significativi, che sono molti di più), i più… non so come dirlo. in questo diuturno esercizio di selezione esistenzial-musicale, ci sono alcune stelle fisse. Senora melancolia non manca mai: non so se è il Suo capolavoro, so solo che quella disperazione brahmsiana, che nasce alla fine, quando si contempla un mondo o una vita radicalmente perduta, comunica un brivido di struggenza assoluta. Tutta la Mina post-crepuscolare – sudamericana – mi è specialmente cara: in questi repertorio, la sua Voce si libera di ogni limite, anche vocale, coniuga perfettamente sostanza e forma, arriva al top della febbre espressiva lasciandosi alle spalle ogni sovrappiù di sofisticazione. Difficile escludere classici come Ahi mi’ amor (fare a meno di quella nota lunghissima di “Insinua il cuore?”), Sonhos (un understatement al massimo eccitamento, se si consente l’ossimoro), Balada de otonho, Balada para mi muerte, e qualche altra cosa fin troppo nota. Tutto questo è il frutto di una mia proiezione personale? Può darsi. Eppure, il legame strettissimo tra Amore e Morte, tra Eros e Malinconia è stato scoperto, interrogato, vissuto da millenni – e dai maggiori poeti. Mina ha saputo interpretarlo e comunicarlo fin nelle pieghe della vita quotidiana: l’ha desollennizzato dalle sue ascendenze accademiche e letterarie, l’ha tradotto nella forma “confidenziale” di canzone. Nessuno come Lei ha saputo rappresentare quella lacerante sensazione di “strappo” dell’anima che si vive quando si è lasciati, traditi, ingannati, o quando si avverte una non-corrispondenza con l’Altro. Ma perché ha saputo cantare così la sofferenza d’amore? Perché sa che qui, non nel dolore ma nella trasfigurazione artistica del dolore, si raggiunge il massimo del piacere: quella catarsi emotiva – il grande Aristotele parlava di catarsis tòn patemàton – che è un bisogno primario dell’uomo civilizzato (…)”.

(Da That Old Feeling, di Rina Gagliardi, fanzine numero 56, autunno 2001)

Pubblicato: 8 anni ago

Come se io fossi lì

di Rina Gagliardi (*)

Il 24 giugno di trentadue anni fa Mina tornava ad esibirsi in pubblico a Bussoladomani dopo sei anni di assenza dalle scene. Vi riproponiamo per l’occasione lo splendido amarcord dell’evento che Rina Gagliardi ci regalò nella fanzine numero 63…

Di che cosa si occupa la musica, da sempre, se non di fermare il tempo? Questo pensierino mi frulla da tempo, appunto, nella testa, e in varie direzioni, da quella pseudofilosofica a quella personale. Ascoltavo – per la millesima volta – Mina live, e non potevo non essere lì, in quella serata di giugno del 1978, in mezzo ad una folla ubriaca, come me. C’ero davvero, come i soldati che parteciparono alla battaglia di Hazincourt, con Enrico V, quelli che poi, per il resto dei loro giorni, avrebbero potuto dire che loro erano lì, il giorno di San Crispino, e continuare a celebrarlo, e pretendere l’invidia di tutti quelli che, invece, non c’erano. Ed ecco che il Tempo, di colpo, si mette a scorrere all’indietro. Ma non nel senso banale, ovvio, del ricordo: è un fatto del tutto diverso, una ri-produzione perfetta, dal punto di vista contestuale, emozionale, corporeo. Solo un po’ sfocata, certo – non c’è hi-fi che tenga (il mio è pur un apparecchio eccellente) – rispetto alla voce di Mina, questa sera che ha un cielo stellato, limpidissimo e kantiano, sopra di sé. Il bello è che, già questa sera, il nastro del Tempo viene srotolato a nostro collettivo piacimento: salutiamo gli anni Settanta, che finiscono ingloriosamente (anzi, sono già abbondantemente finiti con l’assassinio di Moro), ma vibrano di toni nostalgici, di rimpianti, di sogni perduti. I si bemolli di acuti della sua voce – che si arrampica sulle altezze di Margherita, scende al porno de L’importante è finire, trova la “lacrima nella voce” carusiana, nel jazz, nel blues, nel melodramma degli emigranti napoletani – ti colpiscono là, sulla nuca, dove ci deve essere un punto speciale, sul cervelletto, nello stomaco. C’è persino, guarda un po’, un virtuosismo “politico”: una canzone che parla di follia, di sofferenza psichica, di segregazione manicomiale: “Non so che male posso fare / Se sogno solo di volare / Io non capisco i miei guardiani / Perché mi legano le mani”. Lo sa, Mina, che sta inneggiando a Basaglia e alla legge 180? No, forse non lo sa, ma non è questo che conta: in realtà, come Lucia di Lammermour, come il paladino Orlando, come la estraniata Maria di Wozzeck, sta cantando una nuova, piccola “aria della pazzia”. Il cerchio si chiude, pardon, il nastro si riavvolge completamente. La sera, quella sera, può ricominciare tutte le volte che abbiamo voglia di avere una trentina di anni di meno (…)

*(Da “Mina, il tempo ritrovato” di Rina Gagliardi, fanzine numero 63, settembre 2005)

P.S. E sempre oggi, 24 giugno, compie 6 anni il piccolo Edoardo Pani. Augurissimi di buon compleanno da tutti noi!

Pubblicato: 8 anni ago

Ma l’estate somiglia a un gioco…

Sebbene in diverse parti d’Italia il sole continui a farsi desiderare (non da lei, che delle temperature canicolari è da sempre nemica giurata), tra un paio di giorni inizierà per noi l’ennesima lunga estate calda che avrà Mina e le sue canzoni come splendida colonna sonora, stavolta addirittura con un bellissimo album nuovo di zecca ancora tutto da godere. Divertiamoci, allora, ad andare un po’ a spasso nel tempo, rievocando ciò che accadeva in questi stessi giorni 50, 40, 30, 20 e 10 anni fa…

1960 – Tra un concerto e l’altro in Italia e all’estero (da Trieste a Caltanissetta, dall’Austria alla Tunisia), per sei mercoledì sera – dal 1° giugno al 6 luglio – Mina è per la prima volta ospite fissa di un grande show televisivo, Sentimentale, diretto da Anton Giulio Majano e condotto da Riccardo Garrone e Cristina Gajoni con la partecipazione, oltre che della giovane Tigre, di Nicola Arigliano, Bice Valori, Memmo Carotenuto, Dolores Palumbo e Stefano Sibaldi, nonché di Lelio Luttazzi che dirige l’orchestra. Nel corso dello spettacolo, decisamente audace e innovativo per l’epoca e perciò accolto da critiche controverse, Mina canta i suoi successi del momento (da Making love a Briciole di baci, da Una zebra a pois alla nuovissima Il cielo in una stanza), si esibisce in divertenti sketch col resto del cast e, nelle fantasie musicali di chiusura con Lelio al pianoforte, si diverte a “disturbare” con le sue interpretazioni rockeggianti e scatenate le atmosfere romantiche proposte dal Maestro triestino (che è anche autore della canzone-sigla Sentimentale, incisa sia da Mina che da Arigliano). Peccato che di questo programma, come di tanti altri, non resterà traccia negli archivi RAI…

1970 – Un altro giugno di febbrile attività tra radio (Auditorio A con Gaber e Calabrese , Cabaret per la RSI, i consueti Pomeriggi domenicali…), nuove canzoni (i due hit estivi Insieme e Viva lei), televisione (Doppia coppia con Noschese il 6 giugno, Senza Rete con Simonetti il 20, un’altra serie di Caroselli Barilla diretti da Zurlini) e l’ennesima fitta stagione di concerti, stavolta in esclusiva alla Bussola a parte due date fissate da tempo a Sanremo e a Venezia. Da segnalare anche, ai primi di luglio, una breve trasferta negli studi della TVE  di Madrid per registrare lo special televisivo Esta noche con Mina

1980 – Mentre il doppio Attila, ad oltre sei mesi dall’uscita, prosegue indisturbato la sua marcia trionfale nella supeclassifica degli album, Mina onora il suo appuntamento annuale a 45 giri lanciando sul mercato Buonanotte buonanotte e Capisco, nelle quali Massimiliano Pani fa il suo brillante esordio ufficiale come arrangiatore…

1990 – Tra una seduta e l’altra in sala di registrazione dove sta ultimando il consueto doppio album ottobrino, Mina non si perde naturalmente nemmeno una partita dei Mondiali di Italia ’90 il cui inno ufficiale, Un’estate italiana, pare fosse stato proposto a lei e a Celentano prima ancora che alla coppia Nannini-Bennato. Se è per questo, voci tanto insistenti quanto infondate, alla vigilia dei Mondiali, avevano addirittura dato per certa la presenza della Signora tra i vip che si sarebbero visti in prima fila al Palatrussardi di Milano la sera del 27 maggio per il concerto inaugurale tenuto da Pavarotti…

2000 – Impegnatissima in studio per portare a termine l’album di canti sacri che uscirà in autunno, nelle settimane a cavallo tra la primavera e l’estate Mina trova il tempo di regalare ai suoi fans due belle e inaspettate sorprese: il duetto con Monica Naranjo El se encuentra entre tu y yo incluso nel disco Minage - in cui la giovane cantante spagnola rende omaggio alla sua illustre collega italiana – e il prezioso cameo vocale al fianco di Renato Zero nel cd singolo Tutti gli zeri del mondo

Pubblicato: 8 anni ago

Ci sono cose in un silenzio…

Nella classifica di vendita diffusa oggi dalla FIMI, Caramella perde qualche posizione a vantaggio delle ultime emissioni del momento: un calo fisiologico purtroppo prevedibile – tipico, per Mina, delle settimane immediatamente successive al “botto” iniziale determinato dagli acquisti in massa da parte dello zoccolo duro dei fans – che però, ne siamo certi, non impedirà all’ultimo, splendido lavoro di Casa GSU di risalire presto la china e di affermarsi a pieno merito come uno degli album più apprezzati della prossima estate. Caramella, in compenso, sale al terzo posto nella analoga graduatoria stilata da Musica & Dischi, e ciò non può che confortarci, anche considerando la scarsa diffusione radiofonica del singolo di lancio You Get Me, uscito nel bel mezzo della “guerra dei diritti” tuttora in corso tra le majors discografiche e le più importanti emittenti che si stanno rifiutando di trasmettere i singoli più recenti (a meno che, come hanno forchecaudinamente appena fatto Renato Zero, Mario Biondi e il rinato duo Dalla/De Gregori, non siano gli artisti stessi a rinunciare alla riscossione delle percentuali contestate firmando un’apposita liberatoria). Del resto, almeno fino a quando non si sarà arrivati ad un accordo tra le parti in gioco, non è nemmeno ipotizzabile l’uscita a tempi brevi di un secondo estratto che rischierebbe di passare quasi sotto silenzio. E allora, nella speranza che l’embargo abbia presto fine, non ci rimane che continuare a giocare tra noi sul blog votando ciascuno la propria “caramella” preferita…

Alla lista infinita delle canzoni di Mina “saccheggiate” dal mondo del cinema dovremo deciderci a dedicare, prima o poi, un bel megadossier riassuntivo sulla fanzine. Le ultime due segnalazioni, puntualmente già appuntate sul blog dai più attenti tra voi, riguardano il documentario di Jean-Luc Godard Film Socialisme - viaggio multietnico attraverso il Mediterraneo visto in anteprima a Cannes – a una cui scena ambientata a Napoli fa da commento sonoro la favolosa Immagina un concerto di Lo Vecchio-Shapiro (da La Mina del 1975), e il musical di Rob Marshall con la Cruz e la Loren Nine, nel quale è curiosamente presente nientemeno che una frizzante cover della vetusta Io bacio tu baci – lanciata da Mina nell’omonimo musicarello del 1961 – ripresa in inglese dal gruppo de Les Noisettes capitanato dalla cantante-bassista Shingai Shonisai…

Pubblicato: 8 anni ago

Con lo zucchero e l’affetto

Il suo Salotto in via Grazioli 22 a Milano è quanto di più somigliante possa esistere alla sede del Mina Fan Club dei nostri sogni: un coloratissimo Eden delle meraviglie straripante di ogni bendidìo (o meglio, bendidéa) dell’universo minoso: foto, poster, locandine, riviste d’epoca, fanzine, gadgets, rarità da collezione e un tripudio non stop di delizie audio e video. Lei, la Marta Marzotto de noantri Nadia Vergano Maggiora Kent, ormai universalmente nota come Madame X, di questo fantasmagorico Tempio è l’amatissima fondatrice nonché la sacerdotessa officiante a tempo pieno, sempre pronta ad accogliere a braccia aperte torme di fedeli (in qualche isolato caso più simili a orde di lanzichenecchi) in pellegrinaggio da tutta Italia e anche dall’estero. Particolarmente imperdibile si preannuncia il Pomeriggio con Mina che Nadia sta organizzando per domenica prossima, 13 giugno, a partire dalle ore 14: un goloso Caramella Party a cui prenderanno parte come ospiti l’amica Giorgia Bassano che delizierà i presenti le sue cover minose, il cantautore Dario Gay e il trasformista Luca Magli. L’invito è esteso a tutti i mazziniani di ogni latitudine (unica condicio sine qua non per l’accesso ad libitum nel Salotto è il pagamento di una quota associativa annua di 20 euro a mo’ di contributo meramente simbolico per le immense spese di gestione che Madame, anche se lei si guarda bene dal farlo pesare, deve fronteggiare per tenere in vita la sua creazione). Chi è interessato può confermare la sua partecipazione telefonando al n° 347 4677348 o scrivendo all’indirizzo mail madamex@fastwebnet.it

P.S. Mentre la meravigliosa Caramella si sta muovendo già molto bene nel mercato (anche grazie alla campagna promozionale stavolta più che mai massiccia ed efficace messa in atto – finalmente! – dalla Sony), la redazione del Club si è messa al lavoro per realizzare la nuova fanzine 71 che sarà pronta tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre. All’interno, il consueto dossier sul nuovo album con testimonianze ed interviste agli autori e ai musicisti del disco (da Berlincioni a Silvio Amato, da Max Casacci a Boosta, da Mauro Santoro a Massimo Moriconi, da Paolo Benvegnù a Franco Serafini). Altri pezzi forti del sommario, un’inchiesta di Antonio Bianchi sulla situazione della canzone al femminile in Italia (l’illuminante titolo provvisorio è: Bambole, non c’è una Mina!) e un dettagliato e curiosissimo excursus - intitolato Quando la band passò – sui gruppi italiani cantati da Mina nell’ultimo mezzo secolo, dagli esordi con gli Happy Boys alle recenti incursioni in casa Subsonica. Come sempre, faremo del nostro meglio per regalarvi una rivista il più possibile degna di Lei…

Pubblicato: 8 anni ago

Nomen omen

Quello di Mina è un nome (e un marchio) che, da oltre cinquant’anni in qua, calza a pennello come sinonimo di prestigio, forza, vitalità, bellezza, incrollabile solidità nel tempo, e insomma di tutte quelle buone cose di cui il nostro povero piccolo mondo avverte sempre di più la mancanza e la necessità. Già nel lontano luglio del 1967 il Comune di Sanremo, nel corso di una solenne cerimonia alla quale presenziò la cantante stessa, battezzò “Lungomare Mina” l’ampio tratto di spiaggia antistante il Porto Vecchio. Oggi un analogo onore tocca addirittura ad una quercia secolare. A Castelvetro Piacentino, infatti, la più vecchia e nobile quercia monumentale della zona – chiamata Mina in omaggio alla Diva che proprio da quelle parti debuttò sulle scene il 14 settembre 1958 con gli Happy Boys – rischia di essere abbattuta per far posto ad un’orrida tangenziale e, pertanto, la popolazione locale ha deciso di mobilitarsi per scongiurare tale eventualità. Come? Promuovendo una “Sleeping Help Nature”, ovvero una veglia a oltranza con tanto di tende allestite per chi intenda bivaccare 24 ore su 24 in prossimità del “gigante” minacciato dal furore distruttivo delle ruspe. Pare che Mina, di cui è ben nota la sensibilità in fatto di tematiche “ecologiche” (il suo entusiastico sostegno alla proposta del Maestro Abbado di “rinverdire” Milano ne è solo l’esempio più recente), non abbia mancato di esprimere il suo apprezzamento per la nobile iniziativa. Nel frattempo, corre voce che diversi studiosi dello spazio celeste siano già al lavoro con i più potenti telescopi per rintracciare la loro brava “Mina” in qualche angolo remoto dell’Universo. La ricerca si preannuncia particolarmente difficile e pignola perché la stella in questione, per esser degna di fregiarsi di un nome così ambìto, dovrà per forza essere la più splendente e luminosa che occhio umano abbia mai scorto nel firmamento…

P.S. Mentre la Carosello comunica che, a causa di “complicazioni tecniche”, il doppio triplo box dedicato alla Mina Italdisc che era previsto per queste settimane slitterà invece a settembre, Maurizio Carpinelli ci conferma invece per i prossimi giorni – dapprima in Lombardia e Toscana, e in un secondo tempo nel resto d’Italia – l’uscita della raccolta Baby Gate con cui debutta sul mercato la nuova etichetta Plip Music. Il CD può essere acquistato a prezzo speciale direttamente presso lo stesso Carpinelli scrivendo a: plipmusic@gmail.com

Pubblicato: 8 anni ago

70 volte Mina

Nella speranza che Caramella possa vedere presto la luce in formato LP sull’onda della serie di “padelloni” miniani immessi sul mercato dalla Sony nei mesi scorsi, anche casa EMI ha bell’e pronta per i vinilminamaniaci una ghiotta scorpacciata di novità. Per i primi giorni di giugno è infatti prevista l’uscita di Settanta volte Mina vol. 1, apripista di una collana di box – ognuno dei quali contenente 10 LP picture – in edizione limitata e numerata. Questo primo cofanetto comprende i doppi Caterpillar, Attila, Sorelle Lumière, Sì Buana e La Mina/Minacantalucio, riproposti in coloratissime ristampe che valorizzano al meglio le immagini ronco-ballettiane che illustravano gli album originali.

Pubblicato: 8 anni ago

Dove non ho più parole inizia Mina.

A ogni uscita discografica di Mina si può esprimere meraviglia e stupore (ohhhhhh), oppure si può correre per strada, agitare le braccia verso il cielo e prima che arrivi la croce verde, ma appena dopo aver sottolineato con impertinente irriverenza i dati anagrafici della signora e i lustri di onorato servizio, gridare al miracolo per la freschezza della voce e bla bla bla. Oppure si può andare in loop disquisendo all’infinito su talento, genialità, intelligenza, talento, genialità, intelligenza, talenzalità, gentalenza, inteniento… tarattattà. Forse ci si potrebbe semplicemente abbandonare e lasciandosi trasportare dai pensieri scrivere qualche parola che riesca a descrivere le canzoni di Caramella, titolo zuccherino del nuovo album da cui è opportuno non lasciarsi fuorviare. Ma che senso avrebbe? Volendo paragonare in questo caso le canzoni a caramelle, non è nemmeno indispensabile sapere che nel nuovo cd di gusti se ne trovano molti e diversi: dal più dolce, così dolce che il coma diabetico è lì lì a venire, all’amaro più amaro che nemmeno il rabarbaro e il fernet. E se non sento l’impellente necessità di addentrarmi in cervellotiche elucubrazioni sui testi e sulle musiche che Mina ha scelto per se stessa e per allietare gli ascoltatori che sanno riconoscere in lei un’ineguagliabile perfezione espressiva, figuriamoci se me la sento di arrogarmi il diritto di esprimere ancora giudizi sulla voce, una voce che a questo punto dovrebbe essere considerata da chiunque al pari dell’affresco di Michelangelo della cappella Sistina, un patrimonio dell’umanità. E quindi, mentre c’è chi gioca a fare i suoi esercizi di stile (e che stile!) sulla sua voce, sulle sue scelte, sulle sue interpretazioni e addirittura sulle copertine dei suoi dischi, vivisezionando, azzardando analisi che manco gli sceneggiatori di CSI o di Lost, a ‘sto giro Mina me la godo per quello che è, anzi, almeno per una volta mi schiero dalla parte di chi sente, a ragione, il bisogno di ringraziarla per le sensazioni che con la sua passione continua a elargire al mondo e per tutte le canzoni che ancora inciderà, e che chiunque potrà scegliere di ascoltare una, un milione di volte o per tutta la vita.

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Pubblicato: 8 anni ago

Mina, Caramella.

Comunicato stampa a cura di Franco Zanetti.

Provate ad ascoltare, anche solo per una mezz’oretta, “Mina: ieri, oggi e domani”, la webradio che dal 19 marzo propone, 24 ore su 24, soltanto canzoni dello sterminato catalogo discografico di Mina. E’ un’esperienza istruttiva: ci si rende conto, per merito della programmazione “randomizzata”, di quanta incredibile varietà, di quanto eclettismo, di quanti diversi generi e stili e repertori caratterizzino la carriera inimitabile di una voce ineguagliata.

Un po’ la stessa cosa succede ascoltando “Caramella”, il nuovo album di Mina, che esce a nemmeno sette mesi di distanza dal precedente “Facile”: fra le due versioni di “You get me” che incorniciano la tracklist (la prima in duetto con Seal, la seconda, come ghost track, cantata da Mina da sola) scorrono canzoni di autori diversi, di atmosfere diverse, di sonorità diverse, il cui denominatore comune è la stessa voce – una voce che però non è mail la stessa, non è mai uguale a sé stessa, anzi cambia e muta di canzone in canzone, a volte anche nella stessa canzone, a dimostrazione di una versatilità interpretativa (e anche di una curiosità professionale) senza precedenti e senza pari.

La curiosità è dimostrata, ad esempio, da “You get me”, brano assolutamente sconosciuto da noi, come sconosciuto ne è il coautore e interprete, Teitur Lassen, musicista nativo delle isole Faroe che ha all’attivo solo quattro Cd; per la canzone, scritta insieme alla neozelandese Pam Sheyne (già autrice per Christina Aguilera, Sheena Easton, Jessica Simpson, e corista per Celine Dion e i Pet Shop Boys), Mina ha invitato al duetto l’anglonigeriano Seal, che ha registrato i suoi interventi a Los Angeles con la produzione di David Foster.

“You get me” è stata segnalata a Mina da Axel Pani, il nipote che da un paio di album compare fra gli autori “della casa” (ha debuttato nel ruolo nel 2006 firmando “Per poco che sia”, in “Bau”, ha bissato lo scorso anno con “Il frutto che vuoi” e “Con o senza te”, in “Facile”, e torna adesso con “Il povero e il re”). La signora, evidentemente, si avvale di talent scout di gusto: tant’è vero che, dopo aver cantato “Non ti voglio più” di Davide “Boosta” di Leo, non solo conferma l’interesse per il fondatore e tastierista dei Subsonica incidendo qui “La clessidra”, ma compie altre due incursioni nel rock “alternativo” italiano di qualità: cantando “Solo se sai rispondere” (di Massimiliano “Max” Casacci, chitarrista, produttore e – anche lui – fondatore dei Subsonica) e riscoprendo, dal disco di debutto da solista dell’ex Scisma Paolo Benvegnù (“Piccoli fragilissimi film”, 2003), una perla sconosciuta ai più intitolata “Io e te”, firmata dal chitarrista e autore milanese con Andrea Franchi e Gionni Dall’Orto, suoi compagni di avventura – insieme a Marco Parente – nel Proiettili buoni, 1999-2000.

Senza trascurare, nel contempo, autori meno “alternativi” e già nell’elenco dei “fornitori” più o meno abituali: come Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli (qui presenti con “Accendi questa luce” e “Mi piacerebbe andare al mare”), Samuele Cerri (che con il contrabbassista Massimo Moriconi è autore di “Così così”), Mauro Santoro (“Come se io fossi lì”), Maurizio Morante (“Ma comme faje” e “Inutile sperare”, scritta con un altro habitué, Mauro Culotta) e Fabrizio Berlincioni (che con Silvio Amato – debuttante alla corte di Mina, ma autore e musicista di lungo corso, attivissimo nell’ambito delle sigle e delle musiche per il cinema, per il teatro e per il balletto – firma “Amoreunicoamore”).

La tracklist di “Caramella” si amplia a comprendere altri due titoli già precedentemente pubblicati, ma non ancora presenti nella discografia di Mina: “Poche parole”, il duetto con Giorgia dall’album “Stonata”, 2007, e “Amore disperato”, il duetto con Lucio Dalla dall’album “Lucio”, 2003.

Non è certo compito dell’estensore di queste note informative segnalare in particolare l’uno o l’altro dei titoli di “Caramella”: non solo non è il caso di stilare graduatorie di preferenza, ma anzi è bene lasciare che sia l’ascolto – preferibilmente attento, preferibilmente ripetuto – a suggerire spunti e riflessioni e annotazioni a chi di questo disco avrà occasione di scrivere o di parlare.

Certo colpiscono immediatamente le atmosfere rarefatte di quella trenodia elettronica che è “La clessidra”, la tematica assai impegnativa del testo di “Accendi questa luce”, la drammaticità trattenuta e desolata di “Mi piacerebbe andare al mare”, le immagini evocativamente liriche di “Io e te” (“…siamo quei venti / che cambiano i deserti”), l’eleganza da jazz ballad di “Così così” sottolineata dal sassofono di Phil Woods; e l’irruenza melodica di “Solo se sai rispondere”, e la cantabilità immediata di “Come se io fossi lì” e “Amoreunicoamore”, e la dolceamarezza partenopea di “Ma comme faje”, e la dolorosa intensità di “Inutile sperare”, e la candida sincerità di “Il povero e il re”; ma al secondo ascolto già le prospettive mutano, al terzo le sensazioni si precisano, al quarto certe frasi acquistano un peso diverso: mentre su tutto si staglia la voce che mette ordine in questo apparente caos di suggestioni, e trasforma l’ascolto di un disco in una fortissima esperienza emozionale.

Pubblicato: 8 anni ago

La dolce attesa

Tra pochissimo, in attesa che dalle 16 circa sia possibile nell’apposito link della Sony l’anteprima integrale di Caramella in streaming , saremo presumibilmente in grado di pubblicare nel Minafanblog il comunicato stampa dell’album redatto come di consueto dal grande Franco Zanetti. Per ovvie questioni di coerenza con l’argomento del post in questione, lo spazio dei commenti ad esso relativi dovrà essere preferibilmente riservato alle vostre impressioni a caldo sul nuovo disco e sulle nuove canzoni, mentre gli interventi su qualsiasi altro tema potranno essere inseriti in coda a questo post o, in alternativa, nella pagina del Club su Facebook

Pubblicato: 8 anni ago

Caramelle dagli sconosciuti

{httpv://www.youtube.com/watch?v=XcsJ5g1fXfY}

“Creatività, autoironia e Mina”: sono questi – non fa mai male ricordarlo – i tre punti fermi su cui, giusto trent’anni fa, i vari Flavio, Paolo, Fabio, Marco, Mauro e gli altri mitici pionieri parmensi posero le fondamenta programmatiche del nostro fan club. Ed è proprio all’insegna della creatività, dell’autoironia e, naturalmente, di Mina l’iniziativa che vi proponiamo in occasione dell’uscita ormai imminentissima di Caramella: tutti noi, anche chi, come me, in questo digitale mondo ha fatto una certa fatica ad innamorarsi delle nuove forme di diffusione della musica, riconosciamo ormai senza riserve l’importanza di Youtube sia come strumento di ricerca di gemme sommerse nel mare magnum della discografia (senza Youtube e senza le virtù rabdomantiche del mouse di Axel Pani, tanto per dire, due meraviglie come Questa vita loca e You Get Me non sarebbero forse mai entrate a far parte del repertorio di Mina) sia come medium espressivo per tradurre in immagini le emozioni e le suggestioni dell’ascolto. Esigenza, questa, avvertita con particolare intensità da chi, come noi, ha a che fare da decenni con una Voce senza volto. E se spesso l’estro registico di certi video-bricoleurs si limita ad un assai poco fantasioso assemblaggio di fotografie di Mina spavaldamente rubacchiate qua e là (tristezza…), ogni tanto capita invece di imbattersi in piccole opere d’arte, come è avvenuto, per quanto riguarda Facile, con la geniale ed “enigmatica” animazione grafica creata dall’amico di Malaga Fernando Del Moral Caro per Non ti voglio più di Boosta che vi riproponiamo in questo post. Eccola, quindi, l’idea che vi sottoponiamo: un concorso a premi - dal titolo Caramelle dagli sconosciuti - aperto a tutti coloro che realizzeranno dei clip ispirati alle 11 tracce del nuovo disco (15, contando anche Così così di Moriconi, Amore disperato di e con Dalla, Poche parole con Giorgia e la versione “per sola Mina” di You Get Me inserita come favolosa ghost-track). Le opere migliori faranno parte di una rosa di finaliste tra le quali i frequentatori del blog eleggeranno la vincitrice in un apposito sondaggio. Io, nel frattempo, comincio a pensare al premio da mettere in palio…

Pubblicato: 8 anni ago

Nella tua radiolina…

Doveva durare il tempo di un soffio sulla torta di compleanno. E invece – a due mesi esatti dal suo debutto sull’onda delle celebrazioni per il fragoroso Tiger Day del 25 marzo – la web radio Mina: Oggi, ieri, domani di Montecarlo.net prosegue a furor di popolo la sua avventura in Rete. E promette di regalarci ancora molto a lungo emozioni e sorprese, come è avvenuto ieri con l’inserimento in scaletta – a tre settimane dal lancio di You Get Me – di altre due prelibatissime Caramelle in anteprima assoluta: Il povero e il re (un’altra di quelle soavi “zollette d’amore che non finiscono mai di sciogliersi in bocca e nel cuore” con cui Axel, dopo Per poco che sia e Con o senza te, ci ha adorabilmente viziati) e la favolosa Io e te del rocker Paolo Benvegnù (un croccantone ripieno dal buon sapore forte e deciso e… dai possibili effetti allucinogeni). Tutto questo mentre manca ormai solo un pugno di giorni all’uscita nei negozi del nuovo album, il cui comunicato stampa sarà reso pubblico dalla Sony lunedì 24 (con i servizi dei vari TG – Mollica compreso – nella sera stessa e la pubblicazione delle recensioni sui quotidiani e dell’articolo su Sorrisi il mattino dopo). Sempre la Sony ha diffuso oggi l’annuncio google - in bella vista anche nella nostra home page – cliccando sul quale è possibile “prenotare”, compilando una semplice scheda di iscrizione, l’ascolto in streaming di Caramella già per lunedì prossimo. Per l’occasione è apparsa in anteprima la strepitosa e coloratissima copertina ballettiana dell’album: altre variazioni sul tema della stessa immagine – dallo scatto fotografico originale con Mina al naturale alla più folle rielaborazione in chiave punk - appariranno nel libretto interno del cd, mentre un’ulteriore versione del tutto inedita farà da esclusiva copertina alla prossima fanzine

Da un paio di giorni anche il Mina Fan Club ha finalmente aperto la sua brava pagina su Facebook nella quale gli aficionados del blog hanno modo di incontrarsi, scambiarsi messaggi personali, consultare le ultime newsletter prima di ritrovarle puntualmente copiate-e-incollate in giro per il web dai soliti furbetti del quartierino, condividere foto, link e video, promuovere e segnalare iniziative, incontri e insomma tutto ciò che ruota intorno alla vita della nostra sempre più numerosa community. Carino, no?

Pubblicato: 8 anni ago

Non passa

Moltissimi fans – anche e soprattutto al di fuori di quella risibile percentuale di mazziniani che compone il nostro Club di irriducibili –  si stanno chiedendo in questi giorni come sia possibile che una canzone bella, nobile, raffinata e nel contempo orecchiabile come You Get  Me si senta così poco in radio, se si escludono le stazioni RAI e qualche emittente minore. Il problema, come i più attenti avranno notato, non riguarda solo il singolo di Mina/Seal ma anche le altre novità dell’ultima ora come Vertigini di Noemi, Quello che dai di Marco Carta o Stanco di Marco Mengoni. Tutto nasce da una diatriba in corso tra la SCF – sigla sotto cui sono riunite in difesa dei loro comuni interessi le più importanti case discografiche tra cui la Sony – e le maggiori emittenti radiofoniche che, opponendosi all’aumento dei diritti (dall’1% per cento attuale al 4%) loro richiesto dalle majors, hanno preferito escludere le hit del momento dalle loro programmazioni piuttosto che scendere a patti con la controparte. In attesa che i due contendenti trovino finalmente un accordo che sblocchi l’incresciosa situazione, per goderci – al ritmo di un passaggio all’ora – la magnifica You Get Me ci resta pur sempre la “nostra”ormai irrinunciabile Minawebradio di Montecarlo.net. Nella cui programmazione, da martedì 18, entreranno a far parte come già annunciato altre due gemme inedite – Io e te e Il povero e il re – dell’ormai imminente Caramella di cui ieri il sito ufficiale ha reso nota, giusto per qualche ora, la scaletta che prevede 11 inediti (di cui uno riproposto in una take differente come sorpresina ghost) e la curiosa aggiunta di 3 brani già noti finora mai inseriti nel catalogo mazziniano in quanto destinati a produzioni altrui: in tutto – wow! – ben 15 tracce…

Pubblicato: 8 anni ago

Siamo quei venti che cambiano i deserti…

Occhi, anzi, orecchi puntati sulla Minawebradio di Radiomontecarlo a partire da martedì 18 maggio. In tale data, infatti, due canzoni del nuovo album Caramella entreranno in anteprima assoluta a far parte della scaletta quotidiana di Ieri, oggi e domani. Si tratta di Io e te (un pezzo stupefacente composto da un chitarrista-cantautore tra i più originali della scena indie-rock italiana, con una strepitosa Mina che si riconferma una volta di più come l’unica vera “giovane interprete” in circolazione tra tante “ventenni” artisticamente già decrepite appena nate) e Il povero e il re, nuovo gioiellino intimista del sempre più bravo Axel Pani, qui alla sua prima convincente prova come paroliere. I primi assaggi di un minuto delle due “chicche” sono già ascoltabili nella sezione discografia del juke-box del sito ufficiale www.minamazzini.com

P.S. Una bella novità da tempo sollecitata dai soci più esigenti del Club: nella pagina Come iscriversi trovate da oggi tutte le informazioni per sottoscrivere a prezzo speciale l’abbonamento deluxe che consente di ricevere sia in Italia che all’estero la fanzine in doppia copia e in busta imbottita a prova di piega (e di strappo). Agli abbonati “deluxe”, insieme alle due copie del prossimo numero 71, sarà inviata in omaggio una seconda copia del numero 70.

Pubblicato: 8 anni ago

Caramelle d’altri tempi

L’attesissima pubblicazione del nuovo album attesa per il 25 maggio (per la prima volta di martedì, che è da quest’anno il giorno prescelto dalle majors per le nuove emissioni discografiche in sostituzione dello storico appuntamento del venerdì) non è l’unica novità che il mese in corso ha in serbo per i collezionisti mazziniani. In aggiunta ai due già annunciati box tripli (6 cd in tutto) della Carosello contenenti le 120 canzoni della Mina Italdisc rimasterizzate per l’occasione, un’altra raccolta (singola, in questo caso) dedicata alla Tigre degli esordi è quella con cui il nostro storico socio pisano Maurizio Carpinelli – lo stesso che negli anni 80 curò le preziose antologie Una Mina fa e Minararità – si appresta ad inaugurare un’etichetta discografica di sua creazione, la Plip Music. Il cd, che dovrebbe essere presentato in anteprima il prossimo 15 maggio a Novegro (MI) in occasione della Fiera del disco da collezione, si intitola Baby Gate e raccoglie le 13 canzoni in inglese che la Nostra incise tra il ’58 e il ’59 per l’etichetta di Matalon. Il tutto in confezione digipack con note storiografiche e foto d’epoca.

Pubblicato: 8 anni ago

Quel vulcano di Axel

Com’era già avvenuto per la Vida Loca di Francisco Cespedes (gioiello apripista di Facile che – condividete? – si fa sempre più bello e prezioso di riascolto in riascolto), anche la nuova You Get Me, fiammante singolo di lancio nonché primo brano in scaletta dell’album di prossima uscita, è stata scoperta assolutamente per caso da Axel Pani durante una delle sue tante onnivore scorribande alla ricerca di perle sommerse nel gran mare di Youtube. “La Rete - ci ribadisce Massimiliano – è un’autentica miniera di gemme misconosciute scritte da gente senza alcun rapporto con la discografia ufficiale”. In effetti, se il nome dell’autrice del testo di You Get Me – la songwriter e produttrice di origini neozelandesi Pam Sheyne - dice sicuramente qualcosa agli appassionati di pop internazionale per le sue collaborazioni con artisti di primo piano come i Pet Shop Boys e Christine Aguileira, è invece decisamente oscura ai più l’identità del danese (delle Faroe Islands, arcipelago situato a poche centinaia di chilometri dal vulcano islandese che poche settimane fa ha mandato in tilt i voli europei) Teitur Lassen, compositore della parte musicale oltre che interprete della versione originale. Quella da cui Axel è stato sedotto al primo ascolto tanto da proporla seduta stante alla nonna, che ne è rimasta a sua volta entusiasta.

Il resto è storia nota: innamorata da tempo della voce soul e della personalità dell’anglonigeriano Seal, Mina ha subito intuito che You Get Me fosse il pezzo ideale per un “incontro musicale del suo tipo” col prestigioso collega. Detto, fatto: contattato senza problemi dal management mazziniano pur trovandosi al di là dell’Oceano, Seal ha accettato con entusiasmo la proposta di Mina (da lui ben conosciuta ed apprezzata come “una delle più grandi interpreti al mondo”) e in quattro e quattr’otto ha inciso il suo intervento nello studio di Los Angeles dove da mesi è impegnato nella realizzazione del nuovo album. E il risultato finale, nonostante il mancato contatto fisico tra i due artisti (del resto, a parte rarissimi casi, non c’è duetto discografico italiano o straniero degli ultimi anni che non sia stato realizzato a distanza…) trabocca di intensità e di carica emotiva. “Una ballad elegantissima - ha scritto di You Get Me Paolo Gallori su Repubblica – una marea che cresce e che Mina asseconda senza sforzo, curando al massimo il colore, e il calore, del suo timbro unico. La batteria è quasi impercettibile, il suono di un corno si staglia sullo sfondo. Uno scenario sonoro che rappresenta anche per Seal un’occasione. Vocalità profondamente afro, legata a successi pop planetari come Fly Like An Eagle o Crazy, Seal deve la vittoria di un Grammy Award a una canzone d’amore come Kiss From A Rose, ma forse il suo lato romantico non è stato mai apprezzato fino in fondo. Nella rarefazione di You Get Me la sua voce riesce a caricarsi di splendide sfumature. E nel finale del brano, precedute dalla pennellata vintage di un sintetizzatore, la sua voce e quella di Mina si rincorrono fino a intrecciarsi l’una con l’altra. E’ il fondersi del bianco e del nero. Un messaggio che va oltre l’amore”.

Balzata in poche ore nella top 10 delle canzoni più scaricate su iTunes, You Get Me è la rassicurante carta di presentazione  – ma non certo la dichiarazione programmatica – di un album come Caramella in cui sentiremo una Mina in sbalorditiva forma vocale spaziare nei mondi musicali più diversi, dalle classiche canzoni d’amore alle più ardite incursioni nel rock alternativo. Tanto per ricordare, a chi ultimamente si fosse distratto, che l’interprete più “nuova”, originale e moderna in circolazione – pur con i suoi 52 anni di carriera sulla groppa – rimane sempre e solo Lei.

Pubblicato: 8 anni ago

Mina & Seal: You Get Me. La prima Caramella.

Ormai è di dominio pubblico: la Sony ha appena svelato ufficialmente il mistero del nuovo singolo di Mina. Si intitola You Get Me ed è una canzone composta da Pam Sheine e da Teitur Lassen, cantautore originario delle Faroe Islands (Danimarca), che Mina interpreta in duetto con una delle più belle voci della scena mondiale: il 47enne anglonigeriano Seal. Un pezzo straordinario, avvolgente, romanticissimo, superbamente arrangiato da Franco Serafini e destinato ad un sicuro successo internazionale. Ascoltabile in radio – e nella Mina web radio – e scaricabile in Rete dal 30 aprile, You Get Me non è che lo zuccherino d’assaggio dell’album Caramella - zeppo di inedite golosità da scartare una ad una – la cui uscita, inizialmente attesa per il 14 maggio, è stata rinviata a martedì 25.

Pubblicato: 8 anni ago

Meno otto al nuovo singolo…

“Il primo singolo estratto dal prossimo album? Sarà un pezzo veramente bello cantato in inglese in duetto con un artista internazionale...“. Sono queste le primissime indiscrezioni che Massimiliano ci regala sulla nuova canzone di Mina - definita senza mezzi termini “un capolavoro” da chi ha avuto la fortuna di ascoltarla in anteprima – il cui lancio nelle radio – previo annuncio ufficiale della Sony atteso a giorni – dovrebbe avvenire venerdì 30 aprile. La curiosità dei fans, naturalmente, è già salita alle stelle …

P.S. Sempre in tema di sorprese internazionali, abbiamo appena appreso dall’amico Paolo Limiti che il suo special Minissima 2010 è stato selezionato come rappresentante per l’Italia tra gli show europei in lizza per la prossima edizione del Premio televisivo La Rosa d’Oro di Locarno…

Pubblicato: 8 anni ago

Se stasera sono queen

In Italia le prime (e le più grandi) sono state le Pumitrozzole parmensi dei cui antichi fasti la nostra Platinette è la “reduce” più illustre e nazionalpopolarmente celebrata. Ma anche all’estero la rappresentazione en travesti del Mito di Mina conta da sempre pittoreschi ed autorevoli esponenti soprattutto nei Paesi di lingua spagnola. E proprio al di là dei Pirenei è stato pubblicato in questi giorni un libro scritto dal fantasista-showman Pierrot, dal titolo Un falo lo tiene cualquiera (Morales i Torres Editores, Barcelona, mail mteditores@mteditores.com), che rende omaggio ad alcune grandi “idolas” della canzone, della rivista e del cinema – tutte di nazionalità spagnola, ad eccezione della nostra Mina cui è dedicato un gustoso capitolo di undici pagine – attraverso le immagini e i ricordi delle loro principali “imitadoras” gay e trans. Tra le transformistas mazziniane (“Las Minas” le ha ribattezzate Pierrot) presenti nel libro con le loro testimonianze figurano Manel Dalgo – è grazie a lui, iscritto al Club da tanti anni, che siamo venuti in possesso del volume – e lo scrittore-regista Manuel Dominguez. A cui si deve, tra l’altro, questa dedica scritta in italiano in occasione del recente compleanno della Signora: “… Mina, cara, tanti auguri. Ti vogliamo con noi ancora per tantissimi anni. I tuoi fedeli hanno bisogno di te. Sai? Sei stata tu, insieme a Leopardi, Guareschi e la Ginzburg, a impararmi italiano, perché non mi son fermato finché ho potuto capire bene le parole delle tue canzoni…”.

P.S. E a proposito di omaggi dal mondo del teatro e del cinema, segnaliamo l’ennesima presenza della Voce di Mina in un film italiano del momento: la canzone – tanto per cambiare, di epoca Ri-Fi – è la splendida Un bacio è troppo poco ed è inserita nella colonna sonora di Matrimoni e altri disastri di Nina Di Maio con Margherita Buy, Luciana Littizzetto e Fabio Volo.