Il Blog

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Pubblicato: 4 anni ago

Un’ospite… altamente gradita

L’amico reggiano Luciano Manzotti, brillante giornalista del Resto del Carlino a stretto contatto con diversi personaggi del mondo dello spettacolo, ci ha scritto qualche giorno fa segnalandoci  un gustoso aneddoto su Mina e Renzo Arbore contenuto nell’autobiografia E se la vita fosse una jam session – Fatti e misfatti di quello della notte del celebre show-man pugliese. Continua a leggere

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Pubblicato: 4 anni ago

Con o senza te

Non la si vedrà, la mattina del 7 dicembre, sfilare sul palco del Teatro dal Verme di Milano insieme agli altri grandi personaggi premiati con l’Ambrogino d’Oro dal Sindaco Pisapia (ma a ritirare il prestigioso riconoscimento in sua vece provvederà Mauro Balletti). Continua a leggere

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Pubblicato: 4 anni ago

Talmente ti appartengo

A quasi vent’anni dalla sua cessione alla RTI Music berlusconiana (che poi diventò S4 per essere infine assorbita dalla Sony che detiene tuttora i diritti del catalogo mazziniano dal doppio Canarino Mannaro in poi), la PDU è tornata finalmente a casa: nei giorni scorsi Massimiliano Pani ha infatti “riacquistato” dalla major la gloriosa etichetta di famiglia il cui magico logo tornerà pertanto a campeggiare nei prossimi dischi di Mina – ancora non si sa sotto quali ali distributive – con la nuova denominazione “PDU Music & Production“. Continua a leggere

Pubblicato: 4 anni ago

Nuccio, sottovoce.

In punta di piedi, con la discrezione che gli è sempre stata propria, qualche giorno fa se ne è andato Nuccio Rinaldis, mitico tecnico del suono di Mina dagli albori della PDU agli inizi degli anni Novanta. Noi, pur essendo rimasti in contatto con lui anche dopo il suo addio al banco regia, soltanto in un’occasione – e cioè quando dedicammo un ampio dossier ai quarant’anni della PDU nella fanzine 67 – ci siamo permessi di violare la sua riservatezza chiedendogli di raccontarci qualcosa del suo lavoro con Mina. Riuscire a strappargli una testimonianza non fu impresa facile, ma alla fine Nuccio – grande professionista dal cuore d’oro – ci regalò il prezioso scritto che segue…

NON HO PARLATO MAI

di Nuccio Rinaldis

La mia storia con Mina risale al 1968, quando la incontrai negli studi della Fonorama di Carlo Alberto Rossi, dove lavoravo abitualmente.

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Pubblicato: 4 anni ago

Un bellissimo novembre

Dieci anni esatti fa, i primi post del neonato Minafanblog. Con le prime indiscrezioni su L’allieva in uscita proprio in quei giorni…

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Pubblicato: 4 anni ago

Ci sono cose in un silenzio…

di Lucio Nocentini (ringraziando Vanity Fair…)

L'”intervista impossibile” di qualche giorno fa? Ancora dovevamo finire di sbobinarla! Eccone, finalmente, il resto…

 

E sempre a proposito di voci, cosa ne pensi di Tina Lattanzi, la mitica doppiatrice di Greta Garbo?

Con tono appassionato risponde: – Adoro la Lattanzi da sempre e sono disperata per il fatto che hanno ridoppiato i vecchi film, togliendo la sua voce intelligente, ironica, geniale. Non che i doppiatori di oggi non siano bravi, ma lei aveva il coraggio del birignao pesante. E mi mandava e mi manda in sollucchero. Non ho mai avuto il piacere di incontrarla, ma conosco un po’ la sua vita per via di giocatori di poker che frequentavamo sia lei che io. Peccato, non ci siamo mai incontrate allo stesso tavolo. Beh, una delizia di donna, un po’ pazza, un po’ imprevedibile.

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Pubblicato: 4 anni ago

Le parole che vi ho già detto

A cura di Lucio Nocentini (con estratti da “Mina per voi”, Vanity Fair)

 

La conferenza stampa si svolge a Milano, in via Tortona, negli uffici della FIMI. La sala, enorme, è gremita di giornalisti fino all’inverosimile. Accompagnata da suo figlio Massimiliano Pani, arriva Mina, con l’aria di una che passa di lì per caso. Solita sciarpa nera, soliti occhiali a goccia, i capelli lunghissimi raccolti in una lunga treccia, maglione scollato e pantaloni neri. Uno scialle rosso è l’unica nota di colore. L’emozione è forte per tutti. L’applauso sarebbe senza fine se gli organizzatori non ci fermassero, dopo alcuni minuti. A lei il microfono…

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Pubblicato: 4 anni ago

Tra fiori e carta straccia…

di Lucio Nocentini

Mettiti pure nei panni abitualmente neri di Mina Mazzini e guardati intorno, attraverso quegli occhialoni a goccia, (una lente è più spessa dell’altra). Ci riesci? Sì? Ebbene, a questo punto imbraccia un PC ed entra in ebay. Scrivi “Mina”, sezione “ giornali e riviste”, clicca “entra” e vedrai che ti arriva addosso una valanga di roba!

Articoli e soprattutto copertine a un prezzo abbordabilissimo…Continua a leggere

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Pubblicato: 4 anni ago

La verità, ti prego, sulla Voce

In occasione del convegno “La voce artistica” tenutosi a Ravenna nel 2011, Giulia Fasolino e Massimo Guerini posero a Mina alcune domande sull’argomento. Ne venne fuori un’eccezionale intervista che, a quattro anni di distanza, siamo lieti di proporvi per la prima volta…

Intervista a Mina di Giulia Fasolino e Massimo Guerini (www.cambiomusica.com)

Una premessa è d’obbligo. Ci sentiamo emozionati e grati per avere la possibilità  di portare la testimonianza di una delle più prestigiose voci al mondo: MINA.

La cantante non rilascia dichiarazioni dal suo abbandono delle scene che risale al 1978, e in effetti la nostra non si può definire un’intervista vera e propria. Ma è la prima volta che Mina risponde ad una serie di domande sulla storia della sua voce esclusivamente. Siamo certi che per voi sara’  interessante scoprire il suo pensiero.

La grandezza di Mina, riascoltandola, è forse riassumibile nell’assoluta “semplicità” nel raccontarsi.  Un viaggio, un momento, un addio, un amore tradito, momenti che in molti abbiamo vissuto prendono una forma e un’espressività uniche sulle labbra di Mina.

Nel primo periodo della carriera, con i brani che tutti conosciamo come “Le mille bolle blu” o “Brava” sorprendeva la facilità espressiva con la quale Mina gestiva una vocalità così importante. La voce era squillante e ricchissima di armonici. I brani prendevano forma nella parte alta del registro per ovvie ragioni legate all’età e allo stile.

Le prime risposte di Mina fanno sorridere per umilta’ e franchezza, quasi disarmanti:

Le biografie parlano delle tue prime esibizioni in pubblico nel ’58, con un riscontro immediato  delle tue potenzialità vocali. Cosa successe prima di allora? È stato tutto casuale o coltivavi dentro te la tua arte?Continua a leggere

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Pubblicato: 4 anni ago

Tra Mina e Adriano un… Fausto incontro

Regina degli ascolti televisivi dell’estate con le sue apparizioni dispensate a ritmo quotidiano all’interno di Techetechetè (la cui puntata a lei quasi interamente dedicata il 19 luglio scorso ha ottenuto quasi il 22% di share, tra i più alti dell’intera serie), in questi mesi calienti Mina è stata “indirettamente” una delle star più applaudite nelle piazze e nei teatri italiani grazie agli innumerevoli concerti che, dalle Alpi alle Madonie, hanno visto le più disparate tribute-band cimentarsi con vecchi e nuovi classici del suo repertorio. Ma la sorpresa più ghiotta di questa stagione forzatamente avara di novità è quella attesa su Raiuno alle 23,15 di domenica 30 agosto: Continua a leggere

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Pubblicato: 4 anni ago

E’ già trascorso luglio…

… ma le più recenti notizie in arrivo da Lugano rimangono – ahinoi – le stesse che vi abbiamo già dato un mesetto fa: nelle scorse settimane sono riprese negli studi GSU di Lugano le registrazioni del nuovo album che, dato l’eccezionale numero di brani (circa 24 in tutto tra inediti e cover) già incisi da tempo o in fase di completamento, potrebbe addirittura essere doppio. Purtroppo, le speranze che questa fagottata de roba veda la luce entro il 2015 si fanno di giorno in giorno sempre più flebili e l’attesa di una nuova Mina potrebbe protrarsi non si sa fino a quando. Nel frattempo, Massimiliano Pani si sta godendo il successo del suo delizioso programma domenicale Italia da stimare definito da molti critici (Aldo Grasso a parte) la più bella e originale proposta – oltretutto a basso budget - del sonnecchiante palinsesto estivo della RAI. E mentre, a furor di popolo, sta prendendo sempre maggiore consistenza la possibilità di una ripresa autunnale della trasmissione, per Max è già ora di prepararsi ad un’altra avventura come giudice del baby talent della Clerici Ti lascio una canzone di cui il sottoscritto confessa – con una squisita litote – di non essere mai stato uno spettatore particolarmente devoto. Sempre su Raiuno, poi, è confermata per la fine di agosto la messa in onda dello Speciale TG1 Mina Celentano cui l’impagabile Vincenzo Mollica sta lavorando da settimane. Ma anche noi del Minafanclub non ce ne stiamo con le mani in mano: c’è una nuova fanzine 79 da portare a termine entro ottobre e, anche nel caso in cui – in assenza di novità mazziniane da commentare – dovesse trattarsi di un numero in larga parte storiografico, faremo del nostro meglio per regalarvi una rivista comunque ricca di belle sorprese…

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Pubblicato: 4 anni ago

Acqua, sale e… fantasia

Meno male che c’è Facebook che, in questa torrida estate apparentemente priva di sorprese minose, ci regala di tanto in tanto qualche rassicurante selfie in cui vediamo alcuni tra più fedeli collaboratori del team mazziniano – da Nicolò Fragile a Franco Serafini, da Ugo Bongianni a Luca Meneghello e al tecnico Carmine Di – posare sorridenti e soddisfatti negli studi GSU tra una registrazione e l’altra del nuovo, agognatissimo album per la cui tracklist definitiva sono in lizza circa 25 brani tra inediti e cover: Continua a leggere

luglio 2000
Pubblicato: 4 anni ago

Ultimissime di luglio… 2000

E la chiamano estate, questa torrida estate senza Lei. In mancanza di notizie certe su quanto ci riserverà l’autunno mazziniano, accontentiamoci di rileggere le ben più sostanziose e benauguranti news che il Club diffondeva nel luglio di quindici anni fa…

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Pubblicato: 4 anni ago

Vorrei che fosse autunno

di Massimo Serzio

Quest’anno non ci è sembrata proprio puntuale, né usuale, ma alfine la temuta stagione calda è dunque arrivata; l’estate foriera di vacanze, granite, passeggiate, amici, spiagge, ma anche di sudore, ustioni, ventilatori, sabbia nel costume, libri sgualciti – nelle grandi borse piene di sabbia – e attese. Sì, attese.

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Pubblicato: 4 anni ago

E’ domenica ma con ingegno

Rassegnati come siamo alla mediocrità e al vuoto di idee dell’attuale programmazione RAI, confessiamo di esserci approcciati con una certa diffidenza alla visione del nuovo programma Italia da stimare che, per otto settimane a partire dal 7 giugno scorso, vede Massimiliano Pani calarsi nuovamente nelle vesti di mattatore dei pomeriggi domenicali dell’estate di Raiuno a vent’anni esatti dall’indimenticato Gelato al limone condotto in coppia con Benedicta Boccoli. Sulla carta, la formula della trasmissione – un viaggio a tappe in giro per l’Italia alla scoperta di piccoli e grandi tesori di antiquariato nascosti nei mercatini, nelle fiere e nelle soffitte di collezionisti vip – minacciava di ispirarsi al campanilismo da sagra paesana di un certo modo di fare tivù in stile Mengacci-Guardì. E invece, sin dai primi minuti della puntata d’apertura, ogni nostra perplessità è stata letteralmente spazzata via dalla novità e freschezza del format nonché dall’eleganza, dalla disinvoltura e dall’ironia di un Max più che mai in splendida forma e sempre più a suo agio davanti alle telecamere. Così come ci ha subito conquistato il bonario aplomb del suo compagno di viaggio – nonché coautore del programma – Marco Cerbella, umbro esperto di falsi d’arte. Il lusinghiero successo di critica e di pubblico riscosso dai primi due appuntamenti (circa 2 milioni di spettatori e una media del 13% di share non sono poca cosa per le assolate domeniche di giugno) ha già indotto qualche autorevole blogger televisivo a proporre Italia da stimare, per la prossima stagione, come possibile degno sostituto “ad alta resa e a minima spesa” dell’ormai decotta, vaniloquente e insopportabile Domenica in dell’arrogantissima Signora Presta…

p.s. Nell’angolo musical-collezionistico della puntata di domenica scorsa avete notato con quale garbata nonchalance, impercettibile ai non mazziniani doc, Massimiliano – passando in rassegna con le dita i vecchi album di un mercatino di vecchi vinili usati – abbia elegantemente ignorato il doppio della mamma Kyrie (sulla cui copertina egli stesso figurava in tenuta da giocatore di hockey su ghiaccio) per soffermarsi invece su un 33 giri di Lucio Dalla?

Giugno 2000
Pubblicato: 4 anni ago

Anno DoMinae MM

Mentre – alla vigilia di questo mese di giugno solo apparentemente avaro di buone novelle – Mina e il suo team si apprestano a tornare finalmente in sala per registrare una serie di nuove incisioni, rileggiamo insieme le ghiotte news che il Minafanclub diramò quindici anni fa in questo stesso periodo…

LIBRETTO 1
Pubblicato: 4 anni ago

La vostra 78… parte seconda

“Finalmente ho terminato la preziosa e volutamente calma lettura del bollettino (sono affezionato a questa denominazione, più che all’anglicismo “fanzine”). La prima impressione è sulla ricchezza e magnificenza iconografica: foto stupende, impaginazione impeccabile, stampa perfetta. La foto di pagina 23 mi verrebbe voglia di staccarla e incorniciarla (ovviamente non lo farei neppure sotto tortura)… I due articoli cardine del 78 sono ovviamente la disamina dell’ultimo quindicennio minoso da parte di Antonio Bianchi e quello sul rapporto con i fans da parte di Loris. Ho da tempo immemore dichiarato la mia ammirazione per gli scritti di Antonio, e anche quest’ultimo articolo non fa eccezione. L’unico rammarico è che, trattando un periodo di tempo così lungo, l’articolo “accarezza” i vari album invece di sviscerarli a fondo, ma rimane un articolo bellissimo. “Facilmente irraggiungibile” è il vero gioiello del bollettino: Ammiro la capacità di Loris di riuscire ad abbracciare un tema così cronologicamente vasto speziandolo di aneddoti e curiosità e mantenendolo compatto. Scrittura nobile, viscerale, grondante amore per la Signora. Un articolo tra i migliori mai letti nella storia del club. A questo punto è già partita l’attesa per il 79…” (Alessandro Mariotti, Firenze)

“Grazie, Loris, per il tuo  bellissimo e denso articolo, che ho letto solo oggi, sull’evoluzione del rapporto tra la cantante e i propri fans. Davvero se ne sentiva la mancanza. A quando un bell’articolo su Tony DeVita, arrangiatore e direttore d’orchestra della prima Mina? La sua meravigliosa orchestrazione a marea montante de Il cielo in una stanza resta a tutt’oggi insuperata (anche rispetto alle successive riproposte su disco di questo brano da parte della Nostra!). (Renzo D’Andrea – Torino)