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Pubblicato: 3 anni ago

Luci al neon, grande svendita

Nonostante il crollo verticale del mercato fisico della musica, Mina rimane l’unica artista “storica” della canzone italiana ad avere ancora in catalogo praticamente tutta la sua monumentale produzione discografica dagli esordi fino ad oggi, tanto che in un recente sondaggio della catena LaFeltrinelli il suo nome campeggiava – accanto a quelli di Vasco Rossi, Ligabue e Ludwig Van Beethoven – nella rosa dei primi quattro big di ogni epoca e di ogni genere complessivamente più venduti in Italia. Certo, sono purtroppo lontani i tempi in cui papà Mazzini, magnifico timoniere della PDU degli anni d’oro, poteva permettersi di opporsi con fierezza alla svalutazione del back catalog della figlia mantenendone tutti gli album a prezzo pieno, salvo poi concedere alla EMI – sul finire degli anni Ottanta – la ripubblicazione in special price di una prima esigua manciata di titoli “minori”. In vista dell’ormai imminente Natale – che vedrà ancora Selfie come ultimo album mazziniano in carica insieme al rilancio del fortunatissimo Christmas Songbook di un anno fa – Mina si appresta ad invadere il mercato – a partire dall’11 novembre – con le ristampe iperscontate dei più recenti album ex-Sony (ora di competenza distributiva della Artist First) da Veleno in poi. I cd saranno disponibili dapprima singolarmente senza variazioni di nota nelle vesti grafiche e poi, dal 25 novembre, anche raccolti in una sfiziosa confezione-strenna – dal titolo Gli originali – con un’inedita illustrazione di Gianni Ronco rielaborata da Mauro Balletti. Dal canto suo, anche la Warner – da circa un anno depositaria del catalogo PDU/EMI – ripropone in queste settimane a prezzi stracciati nei principali circuiti i gloriosi titoli del periodo compreso tra Dedicato a mio padre (’67) e Lochness (’93). Ma sono attese nuove pubblicazioni – con qualche inedita sorpresa – anche sul fronte dell’ipersfruttato repertorio Ri-Fi