Il Blog

Pubblicato: 10 anni ago

Caravel

iononsochiseiOgni tanto capita che autori di canzoni celebrino Mina con citazioni affettuose nei loro testi, ne abbiamo parlato di già, ma stamattina permettetemi una segnalazione letteraria che riguarda la Nostra Signora.
Ho recentemente letto il nuovo libro di racconti di un giovane autore torinese, Giancarlo Pastore, intitolato Io non so chi sei (e già i più attenti avranno notato che è il secondo verso di Insieme, anche se non c’entra in questo caso…) edizioni Instar libri. Tra i nove racconti del libro, ve ne è uno intitolato Caravel (!!!) nel quale la protagonista Annamaria/Claudio parla con i testi delle canzoni di Mina. Sulle prime, questo può apparire soltanto un’originale invenzione dell’autore, invece il racconto prosegue con una vera e propria identificazione di Annamaria in Mina, la cui vita artistica, ma più ancora Lei stessa come persona è presa a modello e diventa una sorta di chiave per la sua affermazione sociale e liberazione sessuale.
E’ la prima volta che mi capita di incontrare Mina nelle vesti di protagonista evocata con tanto spessore nelle pagine di un’opera di narrativa.
(Nello stesso libro c’è anche un racconto intitolato Serpenti ma è solo un caso: non si riferisce alla canzone di Rane supreme).
Un’ultima annotazione sul libro in generale: il tema dei racconti è l’amore, dove finalmente la condizione omosessuale non viene considerata come una deviazione ma come una delle possibilità. Mi sembra una lettura consigliabile e una bella risposta a tutti i gesti di violenza e mancanza di rispetto che ogni giorno avvengono.

Pubblicato: 10 anni ago

E’ scesa malinconica la sera

di Mauro Pennazio

quartetto_cetra_450X320-7a9ebIl 28 agosto scorso ci ha lasciati Virgilio Savona, un poliedrico uomo di cultura: autore di testi satirici e di impegno civile, compositore e arrangiatore nel campo della musica ambient, ricercatore etnico-musicale e storico della canzone popolare, autore per bambini (ha collaborato in diverse occasioni con Gianni Rodari) e, recentemente, al centro di un doveroso omaggio da parte del Club Tenco. Ma, per tutti, è soprattutto ricordato quale componente del Quartetto Cetra fin dalla sua originaria fondazione, nel 1941. Insieme alla moglie, la splendida Lucia Mannucci, era rimasto il testimone di una lunga e felice stagione artistica, dopo la prematura scomparsa di Tata Giacobetti e Felice Chiusano. Protagonisti di uno stile nel fare spettacolo che fu anche stile di vita, oggi purtroppo quasi del tutto estinto, i Cetra hanno caratterizzato 50 anni di musica italiana, alla radio (la mitica Eiar), nei teatri e in TV. Con garbo, ironia, altissima professionalità, immensa simpatia, grande rispetto del pubblico. Come non ricordare, in questo spazio, la gradevolissima parodia della Tribuna Elettorale, interpretata insieme a Mina in una puntata di Studio Uno del 1961, nonché le altre occasioni di incontro nei programmi televisivi: Non cantare, spara! del 1968, Jolly del 1970, la prima puntata di Milleluci dedicata alla radio, nel ’74… Ma permettetemi di segnalare anche un momento televisivo poco conosciuto che vede i Cetra con Mina: nel corso di una puntata di Al Paradise del 1985 fu riproposto il filmato tratto da Milleluci in cui Mina cantava La pioggia di marzo con lo sfondo delle sue precedenti apparizioni in TV; dopo le prime battute, l’inquadratura si allargò a comprendere i Cetra, ormai con qualche anno sulle spalle ma sempre scintillanti di swing, che si univano alla voce di Mina con il loro prestigioso impasto di voci… da brivido! Altri incontri musicali di questi tipo sono avvenuti sul versante discografico, ad esempio con la bellissima canzone di Pino Spotti Le tue mani, magistralmente interpretata dalla Mannucci negli anni ’50 e ripresa nel decennio successivo da Mina con altrettanto splendore. E quando i Cetra incisero un album rievocativo della loro carriera, non persero occasione di citare  con affetto la collega nella canzone Studio Uno (“…C’era Mina che ti conquistava con le sue canzoni, passando con disinvoltura dalla melodia allo swing!”). Qualche anno dopo fu lei a restituire l’omaggio ai Cetra incidendo la loro celeberrima I ricordi della sera nel doppio Sorelle Lumière del 1992. A proposito di questa canzone, gli stessi Lucia e Virgilio, che ho avuto la fortuna e l’onore di incontrare più volte negli ultimi dieci anni, mi raccontarono che Mina, dopo averla incisa, volle unire alla copia del disco che inviò loro in omaggio un affettuoso biglietto che li rese felicissimi. Sempre in quel periodo, a un giornalista che li stava intervistando e che a un certo punto si era permesso di esprimere un giudizio negativo sugli ultimi dischi di Mina, bollandoli come “prodotti di routine“, Cia rispose: “Ma lei li ha davvero mai ascoltati i dischi di Mina? Canta ogni tipo di repertorio, e ha una voce che esprime tutti gli stati d’animo… se questa me la chiama routine…”. C’è sempre stato un feeling tra Mina e i Cetra, se non altro li ha contraddistinti la stessa concezione di arte e di vita: rigore stilistico, discrezione, riservatezza. In questi ultimi anni, rimasti soli, Lucia e Virgilio preferirono non mostrarsi più in pubblico ed eclissarsi da un ambiente nel quale non si riconoscevano più. Penso che Mina al loro posto avrebbe agito alla stessa maniera. Anzi, l’ha già fatto.

Grazie Virgilio, e un affettuoso abbraccio a Lucia.